“Il vino, ancor più di altri comparti, ha estremamente bisogno di allargare il proprio raggio d’azione, per questo la task force del Maeci può risultare decisiva. Dobbiamo accelerare sul fronte degli accordi commerciali – Mercosur e India in primis -, e investire nella presenza più assidua sulle piazze di sbocco ed emergenti. Il vino attraversa una fase di tensione, non solo negli Usa dove – secondo le nostre stime – il saldo 2025 è del -9% a valore, ma anche nell’extra-Ue, che chiude l’anno attorno a -6,5%”. Lo ha detto oggi il presidente di Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi, intervenuto alla “Task force dazi” del Maeci in presenza del ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
“Il futuro – ha aggiunto Frescobaldi – passerà sempre più dai mercati terzi, per questo sarà fondamentale l’azione di Ice-Agenzia anche approfittando delle risorse straordinarie fissate in legge di bilancio, che Uiv ha chiesto e sostenuto. Sul Mercosur, per evitare di cadere nell’impasse dovuta al rinvio alla Corte di Giustizia, Uiv chiede l’applicazione temporanea dell’accordo una volta ratificato da uno dei partner sudamericani. Apprezziamo infine, come annunciato dal ministro Tajani, l’iniziativa della diplomazia italiana di organizzare un business forum che si terrà a Miami a giugno”.
Secondo l’Osservatorio Uiv, il forte calo delle spedizioni verso gli Stati Uniti nel secondo semestre dello scorso anno (-23%) è coinciso con l’applicazione definitiva dei dazi che hanno fatto da acceleratore a una contrazione del mercato determinata da un’erosione dei consumi che dura ormai da 5 anni. Nel 2025, le imprese italiane si sono fatte carico di gran parte della tariffa abbassando i propri listini in media del 10% per non perdere quote di mercato. L’operazione è però riuscita solo a metà: l’Italia ha mantenuto le proprie quote sui competitor, ma – secondo le stime Uiv – il vino tricolore chiuderà comunque l’anno ridimensionato rispetto alle performance dell’ultimo triennio. Il risultato sul 2024 segna un -6% a volume e -9% a valore, con un gap di 177 milioni di euro e con un parziale a -225 milioni nel secondo semestre.
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