Categories: Bruxelles express

Come la guerra ha accelerato la nascita di progetti green

Le guerre, è un’amara verità, storicamente spingo verso una crescita tecnologica accelerata. Le drammatiche esigenze militari e civili che impone un conflitto hanno sempre spinto a trovare nuove soluzioni, nuove invenzioni, non sempre e non solo di stretta applicazione militare.

È quanto sta accadendo nell’Unione europea, che ha subito la guerra di invasione della Russia in Ucraina, scegliendo fermamente da che parte stare ed agendo di conseguenza, non solo sul fronte strettamente politico e diplomatico, ma anche accelerando vorticosamente nel suo cammino verso il Green Deal.

Un paio di mesi fa in tanti ci si meravigliava che l’Ue avesse saputo rispondere unitariamente a questa sfida. Quasi due anni fa lo stupore era per la risposta unitaria nella lotta alla pandemia da Covid. Ora di tempo ne è passato, di elezioni nazionali ce ne sono state e ce ne sono di continuo (la Svezia ha appena votato, l’Italia lo farà il 25 settembre, il primo ottobre toccherà alla Lettonia) eppure la linea tracciata continua ad essere un solco profondo e fertile da seguire, non una sterile traccia nella sabbia.

In tanti dicevano che schierarsi contro Mosca non avrebbe fatto altro che rafforzare i suoi rapporti con grandi potenze come India e Cina, ed ecco che, prima l’India, a Samarcanda, e poi la Cina, in queste ore, invitano Putin a smetterla con la guerra, e pian piano allentano il loro, sempre flebile a dire il vero, sostegno.

Anche il timore che Mosca “girasse” i suoi gasdotti verso Pechino è sfumato, quando a tutti è stato chiaro che nell’Unione chi doveva decidere sapeva bene, che, nell’immediato, solo una parte insignificante del gas può fare quel cammino e che per avere nuovi gasdotti in funzione ci vorranno almeno dieci anni.

Questa unità ha avuto un costo, certo, anche pesante. Lo ha avuto per molte aziende, per noi cittadini. Ma non agire nel senso scelto avrebbe certamente portato a danni ben maggiori, avrebbe portato da un lato ad una debolezza geopolitica che si sarebbe rapidamente pagata in termini economici, perché allora sì che anche la Cina avrebbe intensificato la sua politica di conquista economica, e forse non solo, dell’Occidente. L’avremmo pagata nei confronti della stessa Russia, che si sarebbe sentita padrona in casa nostra, di fronte a governi deboli che dipendono dall’energia che trasporta da noi.

Ed invece l’esperienza della pandemia e poi quella della guerra stanno facendo fiorire decine di progetti, se ne è quasi perso il conto (dalla produzione di batterie europee, al risparmio energetico, alla diversificazione strategia delle fonti, alle fonti rinnovabili, alla svolta green della nostra produzione industriale e anche delle nostre vite) che avrebbero richiesto decenni, se mai si fosse riusciti a realizzarli. L’Unione europea è stata in grado, perché unita, di accelerare su politiche alle quali stava lavorando e anche su altre che si erano perse nei cassetti.

Se ci si sta riuscendo è perché si è capito che uniti, si vince, che uniti conviene. Gli Stati dell’Unione si sono resi conto di quanto potenziale hanno ma anche di quanto piccoli e deboli, singolarmente presi, sono nei confronti del resto del Mondo. Che non sta lì solo ad ammirare i nostri monumenti o a mangiare i nostri spaghetti, ma che tenta di prendere il controllo dei nostri monumenti e dei nostri Made In.

Nadia Bisson

Recent Posts

Ex Ilva, sindacati scrivono a Mattarella: Chiediamo di essere ricevuti e ascoltati

"Le chiediamo, con rispetto e fiducia, la possibilità di essere ricevuti e ascoltati, affinchè la…

19 minuti ago

Scorte globali benzina ai minimi e calo diesel a Fujairah. Export russo in caduta

Il mercato dei prodotti petroliferi continua a fare i conti con una disponibilità più ridotta,…

25 minuti ago

Petrolio, Cina: A luglio -24,3% annuo importazioni, ai minimi da 9 anni per il mese

Le importazioni cinesi di petrolio sono crollate del 24,3% su base annua a luglio, raggiungendo…

2 ore ago

Inflazione, Eurostat: A luglio calo a 2,9% Italia, risalita in Germania, Francia e Spagna

L'Italia va in controtendenza sull'inflazione rispetto alle altre principali economie dell'eurozona. Secondo Eurostat, a luglio…

3 ore ago

Inflazione, Eurostat: A luglio tasso core eurozona a 2,5% annuo

Il tasso core dell'inflazione nell'eurozona, al netto di energia, alimentari, alcol e tabacco, è salito…

3 ore ago

Inflazione, Eurostat: A luglio +0,2% mensile e 2,9% annuale eurozona, come stime

L'inflazione annuale nell'eurozona sale al 2,9% a luglio dal 2,8% di giugno. Un anno prima…

3 ore ago