Analisi della situazione socioeconomica locale e nazionale, condivisione delle prospettive e priorità del mondo produttivo. A Torino l’Unione Industriali ha riunito per la sua Assemblea annuale il sistema imprenditoriale cittadino. Grande attenzione per la relazione di esordio esordio del neo presidente Marco Gay, nominato lo scorso luglio al timone dell’Associazione. Una relazione improntata sul binomio industria-innovazione. Superare la crisi dell’automobile è per il neo presidente, una sfida esistenziale. “Abbiamo il dovere di riscoprirci comunità – ha detto Gay. Partire dalla nostra tradizione ma non vivere nel passato. Gay ha insistito sul concetto di ‘intelligenza industriale’. “Il nostro è un sistema che ha urgenza di essere innovato a partire dai suoi fondamentali. “Occorre tirare fuori le nostre migliori energie”. L’intelligenza industriale – ha continuato Alberto Dal Poz, CEO della Comec e vicepresidente dell’Unione Industriali – è riuscire a mixare le competenze più tradizionali del nostro territorio con tutti quelli che sono gli strumenti altamente innovativi a disposizione dei nostri sistemi Industriali. All’Assemblea interventi anche del ministro degli esteri Tajani, dell’Ambiente Pichetto Frattin e in collegamento dall’Emilia, del ministro dello sviluppo economico Adolfo Urso. Tajani ha colto l’occasione per ribadire la sua contrarietà alla norma che prevede il controllo di revisori dei conti del MEF per le aziende che ricevono finanziamenti da parte dello Stato. Una misura, secondo il ministro, che rischia di trasformare il MEF nella Stasi.
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