“Biorepack lancia in questo importante evento il marchio compostabile, dove si vede una mano, perché è il cittadino che lo fa, è lui l’attore. Si vede il torsolo, perché è l’esempio della frazione organica. C’è il sacchetto, c’è la parola ‘organico’ che conosciamo tutti. Biorepack siamo noi e ci prendiamo la responsabilità”. Lo ha detto a GEA Marco Versari, presidente di Biorepack, in occasione di Ecomondo 2025. A Rimini è stato presentato il marchio ‘Organico Biorepack’, ideato per rendere immediatamente riconoscibili gli imballaggi di bioplastica compostabile e facilitarne la corretta raccolta differenziata.
“Gli imballaggi compostabili – ha spiegato – sono una piccola frazione del mondo della plastica e una piccola parte della frazione organica. Sono poco più dell’1%, ma hanno un ruolo molto importante perché sono il contenitore della frazione organica. Quindi, il loro valore, prima ancora che quantitativo, è qualitativo, proprio perché aiutano i cittadini a raccogliere la frazione organica. Stiamo parlando di numeri: in Italia si consumano circa 110.000 tonnellate di plastiche compostabili. Se pensiamo al mondo della plastica, sono milioni di tonnellate, però il loro ruolo è strategico”.
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