Il nuovo piano dell’Ue per salvare api e farfalle: meno pesticidi e ripristino habitat

Affrontare “l’allarmante declino” degli insetti impollinatori selvatici in Europa, come api e farfalle. E’ l’obiettivo del ‘Nuovo accordo per gli impollinatori’, presentato oggi dalla Commissione europea, che definisce le azioni che le istituzioni comunitarie e gli Stati membri devono intraprendere per invertire il declino degli impollinatori entro il 2030, dal momento in cui a oggi sul continente europeo sta scomparendo una specie di api, farfalle e sirfidi su tre.

L’iniziativa stabilisce obiettivi per il 2030 e azioni nell’ambito di tre priorità, la più importante delle quali è il miglioramento della conservazione degli impollinatori e la riduzione delle cause del loro declino. L’obiettivo di invertire il declino delle popolazioni di impollinatori entro il 2030 è giuridicamente vincolante e il gabinetto von der Leyen ha invitato i co-legislatori del Parlamento e del Consiglio dell’Ue a “impegnarsi attivamente” nell’attuazione delle nuove azioni, che integreranno i Piani nazionali di ripristino dei Ventisette.

Tra le azioni proposte dalla Commissione europea per la tutela degli insetti impollinatori compare il progetto di una rete di corridoi ecologici per gli impollinatori (le cosiddette ‘Buzz Lines’) e l’identificazione degli impollinatori tipici degli habitat protetti dalla Direttiva Habitat che gli Stati membri dovrebbero salvaguardare. Ma per l’esecutivo comunitario è anche prioritaria la riduzione del rischio e la mitigazione dell’impatto dei pesticidi sugli impollinatori, considerato il fatto che l’uso eccessivo di pesticidi è un fattore chiave della perdita di impollinatori“. Per esempio si potrebbe imporre per legge l’attuazione di una “gestione integrata dei parassiti” o l’introduzione di “ulteriori metodi di test per determinare la tossicità dei pesticidi per gli impollinatori, compresi gli effetti sub-letali e cronici“. L’esecutivo comunitario indica anche la necessità di ripristinare gli habitat nei paesaggi agricoli, in particolare attraverso un maggiore sostegno all’agricoltura favorevole agli impollinatori nell’ambito della Politica agricola comune, ma anche nelle aree urbane. Da affrontare anche l’impatto dei cambiamenti climatici, delle specie esotiche invasive, dei biocidi e dell’inquinamento luminoso sugli insetti impollinatori.

Chiara Troiano

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