L’innovazione combatte crisi alimentare: 2527 start up agrifood sostenibili nel mondo

L’innovazione può essere una delle chiavi per contrastare la crisi alimentare nel mondo. L’agricoltura digitale, come ha ricordato il direttore generale della Fao, QU Dongyu durante il G20 dell’agricoltura che si svolge a Bali, in Indonesia, può promuovere l’imprenditoria agricola innovativa e migliorare i mezzi di sussistenza degli agricoltori e della popolazione nelle zone rurali. “Le tecnologie digitali – ha detto – possono aumentare l’efficienza, facilitare l’innovazione e rendere i mercati e il commercio alimentare e agricolo più efficienti e inclusivi“.

Su questo tema si è mosso l’Osservatorio Food Sustainability della School of Management del Politecnico di Milano, che in occasione del convegno ‘Sicurezza alimentare e sostenibilità della filiera agrifood: a che punto siamo’ ha presentato una ricerca dedicata al mondo delle start up nel settore agroalimentare. Di 7.337 startup agrifood censite nel quinquennio tra il 2017 e il 2021 a livello mondiale, il 34% (2.527 startup) persegue uno o più degli obiettivi di sviluppo sostenibile inclusi nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Le soluzioni sviluppate dalle startup agrifood mirano innanzitutto a ottimizzare l’utilizzo delle risorse (30%); inoltre, promuovono la tutela degli ecosistemi terresti e d’acqua dolce (21%). A seguire, le startup investono su soluzioni per sensibilizzare e incentivare l’adozione di stili di vita e pratiche sostenibili (17%), aumentare la produttività e la capacità di resilienza dei raccolti ai cambiamenti climatici (17%) e favorire il turismo sostenibile e le produzioni locali (16%). In misura più modesta le giovani imprese puntano a tutelare i piccoli produttori (12%), ridurre eccedenze e sprechi alimentari lungo la filiera (11%), assicurare il lavoro a tutti e una remunerazione equa (5, 8%) e promuovere l’uso efficiente e accesso equo alle risorse idriche (7%).

Guardando alla concentrazione delle startup agrifood orientate alla sostenibilità nei diversi Paesi del mondo la Norvegia risulta al primo posto (25 startup agrifood, di cui il 60% sostenibili), seguita da Israele (119 startup, di cui il 58% sostenibili). In terza posizione si classifica la Nigeria (64 startup, di cui il 50% sostenibili), seguita dalla Polonia (20 startup, di cui il 50% sostenibili). L’Italia si trova al ventitreesimo posto (85 startup agrifood, di cui il 35% sostenibili).

Dal lato dei finanziamenti, le startup sostenibili ultime hanno raccolto complessivamente 6,4 miliardi di dollari dal 2017 al 2021, con una media pari a 7,3 milioni di dollari per azienda. Il finanziamento complessivo ottenuto dalle startup agrifood nel nostro Paese è di 16 milioni di dollari, con un capitale medio di 1,6 milioni di dollari per azienda.

Giulia Proietto Billorello

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