Fishermen harvest clams on August 11, 2023 in the lagoon of Scardovari, south of Venice, Italy, where the blue crab, a particularly aggressive species is spreading, threatening local shellfish and fish in the delta where the River Po reaches the Adriatic sea. The blue crab, native to the North American Atlantic coast, has been spreading across the Mediterranean for several years and has now reached what has been described as a "critical situation" in some of Italy's coastal areas. (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP)
Che succede alla vongole dell’Adriatico e del ‘made in Italy’? Stanno morendo, troppo, e nessuno sa dire con certezza per quale motivo. L’indiziato numero uno sembra però essere il clima, o meglio, il clima ‘pazzo’ fatto di situazioni meteo estreme. Questa la possibilità ritenuta plausibile a Bruxelles, non in possesso di ulteriori informazioni che l’Italia dovrà comunque fornire entro l’autunno di quest’anno.
Tanto caldo e troppa acqua dolce sarebbero alle origini di una moria che diventa un caso. Massimo Casanova, europarlamentare della Lega, porta all’attenzione della Commissione europea un problema che ha già messo in difficoltà il comparto ittico molisano. “Dalla fine di luglio scorso è stato riscontrato un esteso fenomeno di moria di vongole, iniziato già in primavera”, lamenta Casanova, che poi aggiunge: “L’ultima segnalazione giunge dal Molise, dove il settore quantifica in circa l’80 % l’entità di tale fenomeno”. Il commissario per l’Ambiente e il mare, Virginius Sinkevicius, prova a rispondere. “Negli ultimi mesi non sono stati notificati alla Commissione livelli eccezionali di mortalità di vongole”, riconosce nella risposta fornita. Riconosce, nei fatti, di non saperne molto ma Sinkevicius un’idea se l’è fatta: clima pazzo. “Nel 2023 la temperatura superficiale del mare Adriatico è stata superiore rispetto alla media a lungo termine e gli elevati scarichi fluviali, dovuti alle forti precipitazioni, hanno ridotto la salinità costiera all’inizio dell’estate”. Troppa acqua dolce e mare troppo caldo, un combinazione non delle migliori. “Tali variazioni dei parametri oceanografici potrebbero costituire fattori di stress ambientale aggiuntivi per le vongole”.
Sinkevicius ha un’altra possibile risposta. E un dubbio. L’Italia sta lavorando per una buona conservazione del proprio ambiente marino? Perché “gli Stati membri sono tenuti a mettere in atto strategie per conseguire un buono stato ecologico” degli habitat blu, “garantendo in tal modo che le acque dell’Ue e le specie che esse ospitano siano in buono stato di salute”. Ora, sulla base delle informazioni in possesso dell’esecutivo comunitario, fa notare Sinkevicius, l’ultima relazione disponibile sulle acque italiane del mare Adriatico “si basa su informazioni raccolte prima del 2023”, e dunque non è aggiornata. Inoltra “non affronta la questione della recente moria di vongole”, il che rende più complicato affrontare il tema e capirne le cause. Ma, critica implicitamente Sinkevicius, “la precedente relazione disponibile indica che nelle acque italiane del mare Adriatico non è stato raggiunto il buono stato ecologico”. Sulle vongole rischia di gravare anche l’italianità, insomma. Se ne saprà di pià nei prossimi mesi. “La prossima relazione sullo stato dell’ambiente marino dovrebbe essere trasmessa alla Commissione entro il 15 ottobre 2024”, ricorda Sinkevicius.
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