L’Europarlamento ha approvato la revisione della ‘IED’, la direttiva sulle emissioni industriali che ha l’obiettivo di monitorare l’inquinamento prodotto dagli allevamenti intensivi e impianti industriali. “La direttiva si rivolge ai grandi allevamenti di suini e pollame – sottolinea Salvatore Baldino, consigliere d’amministrazione della Cassa dei ragionieri e degli esperti contabili – ma esclude quelli bovini, per i quali la Commissione Ue si è data tempo fino al 31 dicembre 2026 per intervenire con l’introduzione di una ‘clausola di reciprocità’ che garantisca anche ai produttori dei Paesi terzi che esportano verso il mercato comunitario l’obbligo di soddisfare requisiti simili alle norme UE”. “I settori interessati sono obbligati a fissare livelli di emissioni nocive molto più stringenti. Inoltre – prosegue Baldino – saranno fissati obiettivi obbligatori sul consumo di acqua, obiettivi vincolanti per rifiuti, efficienza delle risorse, efficienza energetica e uso delle materie prime”. Le aziende che non si adegueranno alla direttiva, rischiano penali pari al 3% del fatturato annuo interno Ue.
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