Si amplia la platea delle imprese che possono accedere al regime di adempimento collaborativo. Con il Provvedimento n. 42022/2026, l’Agenzia delle Entrate ha definito le regole operative che consentono anche alle aziende con un fatturato inferiore a 500 milioni di euro, per gli anni 2026 e 2027, di aderire alla cooperative compliance, a condizione che adottino un sistema strutturato di controllo del rischio fiscale.
“Il regime di adempimento collaborativo è disciplinato dall’articolo 7-bis del D.Lgs. 128/2015, è opzionale – spiega Gianluca Buselli, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – ed è rivolto ai soggetti che, pur non possedendo i requisiti dimensionali ordinariamente richiesti, dimostrano di aver adottato un adeguato presidio organizzativo per la gestione del rischio fiscale”.
“L’adesione consente di beneficiare di un trattamento premiale: non si applicano, infatti – prosegue Buselli – le sanzioni amministrative e penali per le violazioni tributarie relative a rischi fiscali preventivamente comunicati all’Agenzia delle Entrate tramite interpello, a condizione che il contribuente si sia comportato in modo coerente con quanto rappresentato e che non vi siano condotte fraudolente”. Per esercitare l’opzione è necessario utilizzare il modello approvato con il nuovo provvedimento e trasmetterlo, tramite PEC, alla Direzione centrale Grandi contribuenti e internazionale dell’Agenzia delle Entrate. L’opzione per l’adempimento collaborativo ha una durata di due periodi d’imposta ed è irrevocabile. Alla scadenza, il regime si rinnova automaticamente per un ulteriore biennio, salvo revoca espressa.
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