La trasparenza salariale diventa un elemento centrale già nella fase di assunzione, con l’obiettivo di prevenire discriminazioni e ridurre il divario retributivo di genere. “Gli annunci di lavoro – evidenzia Maria Vittoria Tonelli, consigliera d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – dovranno indicare la retribuzione o una fascia salariale e ai datori di lavoro sarà vietato chiedere informazioni sugli stipendi precedenti dei candidati, per evitare trattative basate su disuguaglianze pregresse”.
Lo prevede la direttiva UE 2023/970.
Le nuove regole si applicano al settore pubblico e privato e tutelano sia i lavoratori sia i candidati in selezione, che potranno conoscere i criteri di determinazione dello stipendio e i livelli medi retributivi per mansioni equivalenti, distinti per genere. “Centrale è il principio del ‘lavoro di pari valore’ – prosegue Tonelli – che impone criteri oggettivi e neutrali nella classificazione delle posizioni. Avvisi e bandi dovranno essere formulati in modo non discriminatorio e le procedure di selezione strutturate per garantire parità di trattamento”.
Le aziende con sistemi interni di inquadramento dovranno rispettare tali criteri.
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