Enel lancia ‘Net Zero’: stop emissioni reti, parola chiave è ‘condivisione’

Enel lancia la ‘sfida’ della collaborazione tra player mondiali dell’energia, con l’obiettivo di arrivare a zero emissioni delle reti. E’ Net Zero, l’ambiziosa strategia del colosso italiano dell’energia elettrica, che vedrà anche la creazione di un’associazione, la ‘Open Power Grids’, che avrà come scopo quello di condividere con gli stakeholder, in un ambiente open source, gli standard Enel per i componenti delle reti di distribuzione così da accelerare l’adozione di nuove soluzioni tecniche sicure, sostenibili ed efficienti. “Net Zero è al cuore della strategia di Enel”, dice il ceo, Francesco Starace. “Abbiamo anticipato la data alla quale vorremmo arrivare a zero emissioni di carbonio dal 2050 al 2040, tenendo conto di emissione dirette e indirette, senza usare misure off setting, di compensazione“.

La competizione non è lo strumento adatto, secondo i manager dell’azienda, a raggiungere il target della sostenibilità ambientale. Ecco perché “siamo disponibili a condividere le nostre esperienze con tutti gli attori interessati”, sottolinea ancora Starace. Aggiungendo: “Riteniamo che condividere con altri operatori rappresenterà la chiave per trovare insieme la soluzione migliore” e arrivare a centrare l’obiettivo di zero emissioni delle reti di distribuzione. “Lavorare in collaborazione è essenziale, non potremo agendo da soli, raggiungere il nostro obiettivo. Dovremo tutti allearci, per procedere in modo più spedito su questo percorso”. Enel, infatti, ha condiviso azioni concrete per contrastare le emissioni dirette, adottando operazioni più sostenibili attraverso la digitalizzazione, le operazioni a distanza, l’elettrificazione delle flotte, le misure di tutela della biodiversità e riducendo le perdite tecniche delle reti.

L’azienda, inoltre, sta coinvolgendo fornitori, produttori di apparecchiature e imprese di costruzione della sua catena di approvvigionamento al fine di contrastare le emissioni indirette e implementare processi e componenti di rete più sostenibili come quadri elettrici privi di Sf6, oli vegetali per trasformatori e cavi ecologici o standard per cantieri sostenibili. “Le reti devono essere completamente digitalizzate e dare un vero contributo” all’obiettivo di emissioni zero, ma questo avverrà solo “se per i clienti ci sono vantaggi in termini di prezzi, do sicurezza e sostenibilità ambientale, perché vogliono energia pulita”, spiega ancora il manager di Enel. “In aggiunta a questo, le reti devono anche decarbonizzare se stesse, cosa su cui dobbiamo ancora lavorare. La sfida è eliminare quelle emissioni dirette e indirette che vengono dalle reti di distribuzioni”. Ma “l’obiettivo – sottolinea Starace – si può raggiungere se tutte le reti del mondo si focalizzano su questo obiettivo”.

L’azienda ha notato come alcune delle azioni messe in atto per abbracciare i principi dell’economia circolare in tutta la propria attività, quali l’utilizzo di materiali riciclati per nuove risorse come contatori circolari, pali o armadi stradali o la gestione del fine vita dei componenti, possono produrre importanti benefici ambientali ed economici. “Il nostro obiettivo per le reti mira ad accelerare l’adozione dei principi stabiliti dall’Accordo di Parigi in tutto il settore al fine di favorire la transizione energetica e una trasformazione significativa delle infrastrutture di distribuzione dell’energia elettrica. Questo rappresenta la prima mossa da parte di un operatore della rete elettrica di livello globale per gestire le emissioni a monte e a valle dell’infrastruttura in modo aperto, che è necessaria se vogliamo raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette in tutto il settore“, dice Antonio Cammisecra, Responsabile Global Infrastructure and Networks di Enel. “Abbiamo fatto molto per identificare le migliori soluzioni tecniche per le nostre reti, ma per avanzare rapidamente dobbiamo condividere questa sfida con altri operatori in un ambiente aperto e collaborativo verso reti Net Zero”. La sfida del futuro, dunque, parte dalla condivisione.

dario.borriello

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