Enel perfeziona acquisto di portafoglio da 810 Mw di impianti solari negli Usa

Enel ha perfezionato l’acquisizione da Excelsior Energy Capital di un portafoglio di impianti solari, situati negli Stati Uniti, con una capacità installata complessiva di 810 Mw e una produzione attesa media annua pari a circa 1,6 TWh, per un corrispettivo pari a circa 760 milioni di dollari Usa, che include aggiustamenti usuali per questo tipo di operazioni. Il corrispettivo per l’acquisizione è finanziato dai flussi di cassa della gestione corrente.

L’operazione fa seguito agli accordi sottoscritti a febbraio 2026 che prevedono l’acquisizione di un portafoglio di impianti eolici e solari con una capacità installata complessiva di oltre 1 GW, per un enterprise value riferito al 100% del portafoglio pari a circa 1,3 miliardi di dollari Usa.

L’Acquisizione è stata perfezionata a seguito del verificarsi di alcune condizioni sospensive previste dagli accordi firmati a febbraio 2026 e caratteristiche per questo tipo di operazioni, tra le quali il rilascio delle autorizzazioni richieste dalle normative statunitensi applicabili . Il closing per l’acquisizione degli ulteriori 205 MW eolici inclusi nei citati accordi è previsto entro il quarto trimestre del 2026, a seguito del quale si prevede che il Gruppo Enel raggiungerà in Nord America una capacità installata interamente rinnovabile di oltre 13 GW tra eolico, solare e impianti di accumulo.

Si prevede che l’Acquisizione generi un effetto positivo sull’EBITDA ordinario consolidato del Gruppo Enel di circa 90 milioni di dollari Usa l’anno.

L’operazione è in linea con la strategia del Gruppo Enel, che prevede la crescita della propria capacità di generazione da fonti rinnovabili anche attraverso l’acquisizione di asset già in esercizio in Paesi Tier (Brownfield).

‘In sella’ con Enel: un viaggio alla scoperta della Toscana e Piemonte

Dalla bicicletta all’energia, passando per il cuore dei territori. In Toscana e Piemonte, due appuntamenti sulle due ruote diventano l’occasione per andare oltre il percorso e varcare le porte di luoghi dove l’energia prende forma. Enel apre in via straordinaria al pubblico le centrali di Santa Barbara, nel Valdarno, e di Venaus, in Val di Susa, invitando cittadini e visitatori a scoprire da vicino il funzionamento degli impianti e il loro ruolo nella transizione energetica.

Il primo appuntamento è in Toscana, domenica 6 settembre, in occasione della Marzocchina, la ciclostorica che attraversa borghi, strade bianche e campagne del Valdarno aretino e fiorentino. La partenza è da piazza Cavour a San Giovanni Valdarno, con tre percorsi da 27, 43 e 78 chilometri pensati per diversi livelli di preparazione.

In parallelo alla manifestazione, dalle 9 alle 12, sarà possibile visitare la centrale di Santa Barbara attraverso tour guidati dal personale tecnico.

Un’occasione per conoscere il funzionamento dell’impianto a ciclo combinato, che dispone di una potenza installata di 392 MW, e approfondire il ruolo delle diverse fonti energetiche nella transizione ecologica. Le visite, della durata di circa un’ora, saranno gratuite e organizzate per due gruppi, con prenotazione obbligatoria. L’apertura si inserisce inoltre nel più ampio percorso di valorizzazione dell’area mineraria circostante, oltre 1.600 ettari al centro di un progetto di riqualificazione orientato alla sostenibilità ambientale e all’economia circolare.

La seconda tappa sarà invece in Piemonte, sabato 12 settembre, in occasione della Pellegrina Legends 4, la manifestazione cicloturistica che si svolge in Val di Susa e di cui Enel è sponsor. Nell’ambito del Progetto Territorio, l’azienda aprirà eccezionalmente le porte della centrale idroelettrica di Venaus, offrendo ai partecipanti l’opportunità di scoprirne da vicino il funzionamento e il ruolo nella produzione di energia rinnovabile. Le visite guidate, in programma dalle 11:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 15:00, sono gratuite con prenotazione obbligatoria e saranno condotte dal personale tecnico di Enel. Entrata in servizio nel 1967 e automatizzata nel 1986, la centrale in caverna è alimentata dalle acque del lago artificiale del Moncenisio e rappresenta uno degli impianti strategici del sistema idroelettrico piemontese. Con una potenza installata di 260 MW e una produzione media annua di circa 273 GWh, contribuisce al fabbisogno energetico di oltre 100 mila famiglie.

Il sito rappresenta inoltre un esempio di integrazione tra diverse fonti rinnovabili. Nel 2023, infatti, sulla vasca di scarico della centrale è stato realizzato il primo impianto fotovoltaico galleggiante di Enel, successivamente ampliato fino a raggiungere una capacità installata di 2 MW.

Due regioni, due centrali e due occasioni per avvicinare il pubblico del ciclismo al mondo dell’energia. Attraverso queste aperture straordinarie, Enel rafforza il legame tra impianti, comunità e territorio, trasformando una giornata dedicata allo sport in un’opportunità per scoprire da vicino le infrastrutture che accompagnano la transizione energetica.

Enel alza il muro contro le telefonate-truffa: funzionano le misure anti spoofing

Il numero che compare sul display sembra affidabile: un servizio clienti, un call center noto, talvolta il nome di una grande azienda. In realtà è una truffa: si chiama spoofing ed è una delle tecniche di raggiro telefonico oggi più diffuso. Chi chiama, quasi sempre dall’estero, falsifica l’identità del numero in uscita per ingannare il destinatario e sembrare legittimo. Il 99% delle chiamate sono riconducibili a chiamate effettuate da numeri artificiali o non rintracciabili, una manipolazione semplice da attuare ed estremamente efficace, perché agisce direttamente sul primo elemento di fiducia del cittadino: il riconoscimento del contatto.

I numeri raccontano la portata del fenomeno: nel primo trimestre del 2025 le chiamate di spoofing hanno rappresentato fino al 5,7% del traffico in entrata degli utenti, con picchi locali fino al 60%. Comportando un danno economico di 81,6 milioni di euro, +42% rispetto allo stesso periodo del 2024. Nel 2023 le truffe telefoniche hanno causato sottrazioni per circa 140 milioni di euro, con il settore delle utility tra i più colpiti. Basti pensare che nel 2024 le truffe informatiche in questo settore sono cresciute del 23% rispetto all’anno precedente (rapporto Clusit 2024). La sola Enel nel 2025 ha ricevuto circa 18.500 segnalazioni di tentativi di truffa, e il 99% di queste è risultato riconducibile a chiamate provenienti da numeri artificiali o non rintracciabili, tipica firma dello spoofing.

Nel comparto dell’energia, lo spoofing viene spesso utilizzato da soggetti che si spacciano per operatori di aziende reali, sfruttando informazioni personali e messaggi volutamente ambigui o allarmistici: presunti aumenti tariffari, irregolarità contrattuali, scadenze imminenti. La chiamata crea confusione, esercita urgenza e porta la persona contattata a condividere dati o a compiere scelte non pienamente consapevoli, come il cambio non richiesto di fornitore. La difficoltà di risalire ai responsabili – proprio perché i numeri sono falsificati – rende questa pratica particolarmente complessa da contrastare.

Di fronte a una crescita così evidente, negli ultimi anni è aumentata anche l’attenzione delle istituzioni e delle autorità di regolazione. Un passaggio chiave è stato l’avvio, da parte di AGCOM, di un tavolo tecnico che ha coinvolto operatori di diversi settori – energia, telecomunicazioni, servizi finanziari – per affrontare il fenomeno in modo strutturale. Da questo lavoro è nata la Delibera 106/25/CONS, che introduce misure progressive di contrasto al cosiddetto CLI spoofing: prima il blocco delle chiamate da numeri fissi falsificati, attivo da agosto 2025, poi l’estensione ai numeri mobili da novembre dello stesso anno. I primi rilievi hanno mostrato un impatto significativo con circa 43mln di chiamate bloccate nel primo periodo e ulteriori 49 milioni nel secondo.

In questo quadro regolatorio rientra il più recente provvedimento contenuto dl Bollette che introduce misure per una stretta decisa al telemarketing aggressivo e allo spoofing, con un faro puntato sulle attività delle aziende. Sono cinque gli interventi della norma:

  • Divieto generale di chiamate commerciali “a freddo: le aziende non possono più contattare telefonicamente i cittadini per proporre contratti luce e gas, salvo richiesta esplicita dell’utente o consenso specifico di clienti già acquisiti;
  • Contrasto diretto allo spoofing: le chiamate ammesse devono provenire da numeri telefonici identificabili e riconducibili con certezza all’operatore. È vietato l’uso di numerazioni mascherate o falsificate (CLI spoofing);
  • Onere della prova in capo alle aziende: spetta al professionista dimostrare la liceità del contatto e l’esistenza del consenso. In mancanza, il contratto è illegittimo;
  • Contratti nulli se conclusi illegalmente: i contratti stipulati tramite chiamate vietate o con numeri spoofati sono nulli, senza costi o penali per il consumatore;
  • Poteri rafforzati alle Autorità: AGCOM e Garante Privacy possono disporre la sospensione immediata delle linee telefoniche usate per pratiche fraudolente e bloccare le attività dei soggetti recidivi.

Enel è in prima linea nella lotta alle chiamate moleste con un insieme coordinato di iniziative istituzionali, operative e di comunicazione, che hanno l’obiettivo di rafforzare la fiducia dei cittadini colpiti dal fenomeno. L’azienda partecipa attivamente ai tavoli AGCOM sullo spoofing e collabora con altri grandi operatori del settore per promuovere azioni congiunte contro le frodi.
E’ forte l’impegno nella prevenzione operativa come dimostra lo strumento sviluppato dal Gruppo ‘Verifica chi ti ha chiamato. Si tratta di una sezione presente sul sito web dell’azienda che consente ai cittadini di controllare in pochi passi se un numero è effettivamente riconducibile a Enel Energia e di segnalare numerazioni sospette. Dal 2025 a oggi, grazie a questo presidio, sono stati inviati oltre 17.000 esposti e 85 diffide, alimentando un processo strutturato di analisi e intervento.

Accanto a questi strumenti, Enel ha rafforzato i sistemi di controllo interno, basati su sonde e alert in grado di individuare accessi anomali, comportamenti incoerenti o possibili utilizzi impropri dei dati, riducendo il rischio di fughe di informazioni e abusi.

Fondamentale è anche il lavoro sul fronte della consapevolezza. Attraverso campagne di comunicazione su stampa, social, sito web, negozi e bolletta, Enel aiuta i clienti a riconoscere i segnali tipici di una truffa. Un ruolo centrale è svolto dagli Enel Energy Bar, incontri aperti al pubblico organizzati negli store, spesso in collaborazione con le Forze dell’Ordine, Polizia di stato e l’Arma dei Carabinieri con la quale è stato siglato un recente accordo sul tema, che trasformano i negozi in spazi di dialogo e informazione. Dal settembre 2025 ad oggi sono stati realizzati 12 incontri, con la partecipazione di circa 350 persone su tutto il territorio.

In un contesto in cui le truffe evolvono rapidamente, l’esperienza di Enel dimostra come solo un approccio integrato, che unisce norme, tecnologia, collaborazione istituzionale e informazione, possa offrire una risposta efficace e duratura. La tutela dei consumatori passa anche da qui: dalla capacità di riconoscere le minacce e di costruire, insieme, un ecosistema più sicuro.

Rinnovabili, con Bess4Hydro Enel inaugura il futuro dell’idroelettrico

L’energia verde dell’idroelettrico associata a un sistema di accumulo avanzato, per un impianto integrato e flessibile in grado di rispondere alle nuove esigenze della transizione energetica. Nell’impianto di Dossi, a Valbondione, in provincia di Bergamo, Enel ha inaugurato BESS4HYDRO, il primo modello in Europa a prevedere l’esercizio integrato di una batteria a litio in un impianto idroelettrico programmabile a bacino come unità unica a mercato.

All’evento di inaugurazione, all’inizio dello scorso mese di luglio, hanno partecipato il Capo Segreteria Tecnica del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Giorgio Centurelli, il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, la Sub Commissaria Prefettizia del Comune di Valbondione Lara Parlato, la Presidente e CEO di Enel Italia Francesca Gostinelli, il Responsabile Innovazione di Enel Nicola Rossi, la Professoressa Ordinaria del Dipartimento Ingegneria Industriale dell’Università di Padova Giovanna Cavazzini e la Project Adviser Innovation Fund della Commissione Europea, European Climate, Infrastructure and Environment Executive Agency (CINEA) Annachiara Vercellin.

BESS4HYDRO è un caso pioneristico, esempio unico a livello europeo: la centrale idroelettrica da 44 MW lavorerà in sinergia con una batteria da 4 MW e 2 ore di accumulo, operante come sistema unico sul mercato elettrico. La batteria, vero e proprio “secondo bacino virtuale”, migliorerà la gestione della risorsa idrica ottimizzando il funzionamento della turbina. Non solo: all’aumento dell’efficienza – con un recupero di produzione pari a circa +1% annuo (circa 1,5 GWh) – si aggiungono una migliore gestione dei bacini, la riduzione degli sprechi d’acqua e un incremento superiore al 30% dei volumi per i servizi di rete, con maggiore flessibilità operativa e l’allungamento della vita utile degli impianti.

Il valore dell’iniziativa è stato riconosciuto anche a livello europeo, con l’assegnazione del finanziamento Innovation Fund e del sigillo STEP (Strategic Technologies for Europe Platform), a conferma dell’elevato livello di innovazione e del potenziale di replicabilità del progetto. Il World Economic Forum lo ha inoltre inserito nell’Innovation Playbook, citandolo tra i 100 casi innovativi replicabili. La scalabilità e il positivo impatto industriale sono infatti due elementi distintivi del progetto: BESS4HYDRO è potenzialmente applicabile fino a 30 impianti a bacino tra Italia e Spagna, con un potenziale di sviluppo compreso tra 100 e 200 MW di sistemi BESS su 3 GW di asset idroelettrici.

L’idroelettrico è un asset fondamentale del Sistema-Paese, con circa 21,3 GW di potenza installata, quasi 41,3 TWh di produzione annua e una quota pari a circa il 32% della generazione rinnovabile nazionale. In questo contesto Enel, la società guidata dall’amministratore delegato e direttore generale, Flavio Cattaneo, riveste un ruolo di primo piano, con quasi 13 GW installati in Italia (circa il 60% della capacità nazionale), 16 TWh di produzione e oltre 500 impianti operativi, inseriti in una piattaforma globale che conta circa 28 GW e 59 TWh annui. Con BESS4HYDRO il Gruppo dimostra che l’innovazione può essere la chiave di volta della decarbonizzazione, con un modello che valorizza ulteriormente l’idroelettrico e suggella il passaggio di questa tecnologia da infrastruttura energetica tradizionale a sistema integrato all’avanguardia, più flessibile ed efficiente.

Enel e Conio lanciano ebitts: energia rinnovabile a casa senza pannelli o impianti

L’energia green comodamente a casa, senza la necessità di installare un impianto. Di questi tempi sarebbe un sogno. La sorpresa è che diventa realtà, perché Enel e Conio lanciano ebitts, la soluzione che porta su blockchain l’energia da fotovoltaico ed eolico, rendendo le rinnovabili concretamente accessibili a tutti e offrendo maggiore stabilità. La scelta di andare sul mercato è parsa naturale dopo gli ottimi risultati avuti dal progetto pilota.

Ebitts è tra i primi Utility Token Energetico al mondo e consente ai clienti di autoprodurre energia 100% pulita senza dover installare pannelli o impianti fisici nella propria abitazione. La piattaforma ebitts consente ai clienti di acquistare capacità produttiva di due impianti Enel presenti sul territorio italiano, nello specifico il parco fotovoltaico di Piani della Marina (VT) e l’eolico di Barile Venosa (PZ) sotto forma di token. Chi acquista i token può ottenere i benefici della produzione di energia rinnovabile, mediante un risparmio diretto in bolletta. L’eventuale energia prodotta in eccesso viene valorizzata e accreditata al cliente.

Questo meccanismo si rivela particolarmente interessante considerando il progressivo innalzamento delle temperature, e il relativo incremento dei consumi dovuti alla climatizzazione domestica. Il vantaggio di ebitts è duplice: in termini di costi attenua l’impatto dei consumi durante tutto l’anno, in particolare nei picchi estivi, e sul fronte ambientale offre una risposta concreta al surriscaldamento globale attraverso l’uso di energia rinnovabile. Si tratta di un’alternativa pensata soprattutto per chi risiede nei centri urbani e vuole farsi partecipe della transizione energetica, pur non disponendo di spazi idonei per un impianto privato.

Una condizione ampiamente diffusa, se si considera che – secondo gli ultimi dati Eurostat – il 48% dei cittadini dell’Unione europea vive in appartamento, quota che raggiunge il 73% nelle città, dove non è possibile o è molto complesso installare un impianto di energia solare. In un panorama globale segnato da tensioni geopolitiche e volatilità dei mercati delle fonti fossili (come gas e petrolio), l’autonomia energetica diventa una scelta strategica per la gestione delle spese di casa.

Il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha ideato e lanciato il progetto, mentre Conio si occupa della tokenizzazione degli asset, e della messa a disposizione del wallet per la custodia dei token e gestisce la vendita delle Token Box, quest’ultimo nel pieno rispetto della normativa MiCAR. “ebitts nasce dalla convinzione che la tecnologia blockchain possa generare un impatto reale e tangibile nella vita delle persone – ha dichiarato Christian Miccoli, Presidente e Founder di Conio. Il rinnovo della partnership con Enel è per noi un segnale importante perché conferma che il modello funziona, che c’è domanda concreta di soluzioni come questa, e che la tokenizzazione dell’energia è una frontiera su cui vale la pena continuare a investire. Siamo orgogliosi di portare avanti con Enel un progetto che mette la blockchain al servizio della transizione energetica, rendendo l’energia rinnovabile veramente accessibile a tutti”.

In questo ecosistema, la tecnologia blockchain garantisce la tracciabilità dei token e la corrispondenza tra ogni porzione digitale e l’energia prodotta dagli impianti fisici, assicurando in tempo reale trasparenza e verificabilità. L’obiettivo è proseguire nello sviluppo di un modello capace di coniugare produzione rinnovabile, innovazione digitale e semplicità di accesso, mettendo le persone sempre più al centro della transizione energetica.

Enel, attività estere spingono la crescita. Ma il decreto Bollette è ‘macigno’ da 1,2 miliardi

La crescita del Gruppo Enel prosegue anche nel primo semestre 2026, trainata soprattutto dai risultati in Spagna e America Latina, e nonostante il peso degli 1,2 miliardi di oneri dovuti all’ultimo decreto Bollette.

L’utile netto ordinario fa registrare un incremento di 2,8 punti percentuali, raggiungendo quota 3,9 miliardi, circa 106 milioni in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un plus “attribuibile al positivo andamento della gestione operativa a livello di Ebitda – spiega l’azienda -, che ha assorbito integralmente gli effetti negativi legati all’incremento degli oneri finanziari netti, agli ammortamenti dovuti alla costante crescita degli investimenti e al maggior utile di pertinenza delle minoranze azionarie”. Positivo anche l’utile netto ordinario del Gruppo per azione, ch si attesta a 0,40 euro, dunque +5,3% rispetto agli 0,38 euro del 2025.

La buona performance dell’azienda guidata da Flavio Cattaneo si riscontra anche nei ricavi, che al 30 giugno sono di 40,9 miliardi, lo 0,3% in più dei 103 milioni dell’anno precedente. Il margine operativo lordo ordinario ordinario, poi, è di oltre 11,8 miliardi (+3,2% su base annua), “da attribuire principalmente alle attività di Enel Grids”, spiega ancora la società. Dai dati emergono “maggiori ricavi dalle attività di distribuzione e generazione di energia elettrica in Spagna e America Latina, solo parzialmente compensati dalla diminuzione dei ricavi in Italia a seguito dei minori prezzi medi applicati alla clientela residenziale e piccole medie imprese con offerte a prezzo bloccato, nonché la riduzione dei volumi relativi al mercato wholesale e a prezzo indicizzato”.

Nelle varie voci con segno positivo c’è anche quella degli investimenti, che nel primo semestre dell’anno ammontano a oltre 5,1 miliardi, ovvero il 13,6 percento in più del 2025. Anche l’energia netta prodotta dal Gruppo cresce a 96,27 Twh (+3,2%) e la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, poi, “è stata ampiamente superiore rispetto a quella da fonte termoelettrica.

Dal Consiglio di amministrazione di oggi è, poi, arrivato il via libera a un programma di buyback per 2,6 milioni di azioni, ovvero lo 0,0256% del complessivo in cui è suddiviso il capitale sociale di Enel. Partirà il prossimo 3 agosto e si concluderà il 21 agosto, con un potenziale di circa 26 milioni di euro.

Infine, per quanto concerne la situazione patrimoniale, al 30 giugno Enel ha un capitale investito netto di 110,6 miliardi, coperto da un patrimonio netto, inclusivo delle interessenze di terzi, di 49,6 miliardi. L’indebitamento finanziario netto, invece, è di 61 miliardi circa.

Endesa fa +41% di utili nonostante i prezzi bassi dell’energia elettrica in Spagna

Nonostante il prezzo medio del mercato elettrico all’ingrosso in Spagna sia sceso dell’8% su base annua, con un valore di appena 73 euro al Megawattora nel primo semestre, Endesa (gruppo Enel) ha riportato un utile netto in aumento del 41% e ha alzato le stime per il 2026.

L’Ebitda ha raggiunto circa 3,2 miliardi di euro (+20% rispetto al primo semestre del 2025) con un utile netto ordinario cresciuto a circa 1,5 miliardi di euro (+41% anno su anno).

La controllata spagnola del Gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha rivisto al rialzo il target di utile netto ordinario per il 2026, sulla scia degli ottimi risultati del primo semestre del 2026.

Aumentano i Capex dei primi 6 mesi del 14% a circa 1.100 milioni di euro, di cui più del 50% nelle reti (in crescita del 38% anno su anno).

Endesa mantiene una solida struttura finanziaria, con un rapporto Debito Netto/EBITDA pari a circa 1,6x, tra i più solidi del settore.

Enel, è il giorno del dividendo: +4% per gli azionisti, fiducia di mercato e risparmiatori

Lunedì 20 luglio è stata staccata la cedola Enel che verrà messa in pagamento dal 22 luglio, un appuntamento che arriva con un segnale positivo per gli azionisti: il dividendo complessivo riconosciuto dal Gruppo cresce rispetto allo scorso anno, confermando la capacità della società di creare valore e rafforzare la remunerazione degli investitori.

Agli azionisti sarà corrisposto il saldo del dividendo pari a 0,26 euro per azione, che si aggiunge all’acconto di 0,23 euro già distribuito a gennaio. L’ammontare del dividendo complessivo relativo all’esercizio precedente raggiunge così 0,49 euro per azione, in aumento rispetto ai 0,47 euro per azione distribuiti nel 2025. L’incremento è di 2 centesimi per azione, pari a oltre il 4% in più, un risultato che conferma la solidità dell’azienda e la capacità di garantire una crescita della remunerazione agli investitori.

Facendo un’analisi retrospettiva a partire dal 2023, data dell’insediamento dell’amministratore delegato, Flavio Cattaneo, il dividendo ha registrato un incremento costante passando dai 0,40 euro per azione riferiti all’esercizio 2022 agli attuali 0,49 euro per azione, ovvero in rialzo di oltre il 20%, a testimonianza della strategia di crescita sostenibile e di creazione di valore perseguita dal Gruppo.

La crescita della cedola rappresenta un ulteriore elemento di forza per Enel, che continua a essere uno dei titoli più seguiti a Piazza Affari. L’azienda si presenta a questo appuntamento con il mercato in una fase positiva, con il titolo che negozia intorno quota 10 euro per azione. Si tratta anche in questo caso di un significativo apprezzamento rispetto ai circa 6 euro per azione a cui il titolo quotava nel maggio 2023, inizio del mandato di Flavio Cattaneo come ad.

Un risultato confermato anche dalla capitalizzazione di Enel che, secondo l’analisi di CoMar, la colloca come la partecipata del ministero dell’Economia e delle Finanze con il maggior valore in Borsa.

Un primato che evidenzia il peso strategico del Gruppo nel panorama economico italiano e il ruolo centrale della utility italiana nel settore energetico internazionale. Inoltre, a sostenere le prospettive future c’è il Piano industriale 2026, che punta a rafforzare gli investimenti nelle reti, nelle energie rinnovabili e nelle infrastrutture energetiche, con l’obiettivo di aumentare efficienza, competitività e redditività.

Enel ha infatti indicato, nel piano strategico presentato lo scorso febbraio, la prospettiva di un ulteriore incremento della remunerazione degli azionisti, con un dividendo per azione stimato in crescita a un tasso medio annuo del 6% circa nel triennio 2026-2028.

L’aumento della cedola si inserisce quindi in un percorso più ampio, basato su una gestione finanziaria equilibrata e su una strategia industriale orientata alla crescita di lungo periodo. Per gli azionisti, lo stacco della cedola rappresenta un segnale di continuità e fiducia nelle prospettive della società.

Con il dividendo in crescita, il titolo intorno ai 10 euro per azione e una posizione di leadership tra le partecipate del Mef, il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo conferma il proprio ruolo da protagonista a Piazza Affari e, più in generale, nel comparto energetico a livello globale.

Enel porta a Genova ‘Sport Illumina’: luci accese sulla nuova vita dei quartieri italiani

I quartieri cambiano anche così: con un pallone che torna a rimbalzare, una tavola da skateboard che scorre sull’asfalto e uno spazio che, dopo anni, torna ad essere vissuto. Non serve costruire un nuovo impianto sportivo da zero, a volte basta restituire alla cittadinanza un luogo che già esiste. È da questa idea che nasce il progetto Sport Illumina, promosso dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, ideato da Sport e Salute e sostenuto da Enel per restituire alle comunità luoghi aperti, sicuri e accessibili attraverso lo sport.

Lo scorso 15 luglio a Genova è stato inaugurato il nuovo Spazio Illumina ai Giardini Lamboglia, nel quartiere di Marassi. Un’area completamente riqualificata che ospita uno skate park, un campo polivalente per basket e pallavolo e una zona dedicata al calisthenics, pensata per essere vissuta ogni giorno da giovani, famiglie e associazioni del territorio.

Dopo una selezione tra circa cento candidature presentate dai Comuni italiani, sono 85 gli spazi scelti per essere trasformati in nuovi punti di riferimento per la vita di quartiere. In questo percorso Enel partecipa come Activation Partner in cinque Comuni italiani, contribuendo a dare vita agli spazi non solo attraverso la loro realizzazione, ma anche con iniziative dedicate alle comunità sportive locali. L’obiettivo è fare in modo che questi luoghi diventino realmente vissuti, favorendo la partecipazione e creando occasioni di incontro tra le persone.

Se lo sport è stato uno dei protagonisti dell’inaugurazione, anche la musica ha avuto un ruolo di primo piano, contribuendo a rendere ancora più vivo uno spazio dedicato ai giovani.

Oltre alle esibizioni di numerosi artisti emergenti, al concerto dei Les Votives e al DJ set finale, è stato presentato Illumina Genova City Beats, il progetto realizzato in collaborazione con Warner Music Italy. L’artista Le Nora ha attraversato Genova raccogliendo, con la tecnica del field recording, i suoni più autentici della città: le voci delle persone, il rumore del mare, i vicoli e i dettagli della vita quotidiana. Il materiale registrato è stato poi rielaborato in una composizione musicale originale, trasformando il paesaggio sonoro di Genova in un racconto fatto di ritmo, atmosfera e identità.

Un’iniziativa che riflette lo spirito dell’intero progetto, pensato per valorizzare gli spazi pubblici non solo come luoghi dedicati allo sport, ma anche come ambienti aperti alla cultura e alla creatività. Per il gruppo guidato da Flavio Cattaneo sostenere Illumina significa rafforzare il legame con i territori attraverso iniziative capaci di generare valore sociale. Perché un campo da basket o uno skate park non sono soltanto impianti sportivi: possono diventare il punto da cui riparte la vita di un quartiere.

Enel, Spagna e America Latina trainano crescita: utile 1,9 miliardi, Margine operativo lordo +3,6%

Enel chiude il primo trimestre 2026 con i ricavi in calo del 6,7%, a 20,5 miliardi, compensati ampiamente da un Margine operativo lordo di 6 miliardi (+3,6%), grazie alle ottime performance del Gruppo sia in Spagna che in America Latina. Risultati che portano alla conferma della guidance indicata nel Piano Strategico 2026-2028, prevedendo per quest’anno di raggiungere un Eps compreso tra 0,72 e 0,74 euro.

Più che positivo anche l’utile netto, che sale a 1,94 miliardi, con un aumento di 3,9 punti percentuali sullo stesso periodo del 2025, dunque di 73 milioni in valori assoluti. Un risultato dovuto “all’andamento della gestione operativa ordinaria osservato a livello di Ebitda, al miglior contributo delle Stewardship attive nel settore dell’energia rinnovabile (Grecia, Sudafrica e Australia) e al contenimento del costo del debito, parzialmente compensato dalle maggiori imposte”, spiega l’azienda. Che migliora anche il risultato netto ordinario del Gruppo per azione, passando dallo 0,18 euro dello scorso anno agli attuali 0,20 euro.

Balzo in avanti anche degli investimenti che, al 31 marzo, si attestano a 2,3 miliardi, con un surplus del 10,9% rispetto allo scorso anno, focalizzandosi “principalmente nelle reti e nelle energie rinnovabili”. E’ di Enel Grids la migliore performance del Gruppo, con 1,58 miliardi, circa il 69 percento del totale, soprattutto in Italia, Brasile e Spagna. Enel Green Power investe 427 milioni di euro (19% del totale), grazie principalmente alle attività in Italia e Cile. A completare il quadro è Enel Commercial con “l’acquisizione di un pacchetto clienti in Spagna per un corrispettivo di 91 milioni di euro”. Cala, invece, di due punti percentuali l’Ebit, che arriva così a 3,96 miliardi.

Sul piano dell’energia elettrica, le vendite scendono del 7,2% a 59,2 Terawattora, così come quelle di gas naturale si attestano a 2,4 miliardi di metri cubi (-4%). La produzione, invece, sale di 2,4 punti a 47,80 Twh, dovuto allo 0,09 Twh delle rinnovabili (+0,49 TWh eolico; +0,40 TWh solare; -0,77 TWh idroelettrica; -0,03 TWh altre fonti rinnovabili) e al surplus del termoelettrico (1,35 Twh). “La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili – rileva Enel – è stata ampiamente superiore rispetto a quella da fonte termoelettrica”.

Al momento confermiamo lo scenario prudente” del Piano industriale “che copre la maggior parte dei rischi che possiamo aspettarci da ora ai prossimi due trimestri, dove inizieremo a capire meglio cosa potrebbe accadere riguardo, in particolare, alle decisioni sul sistema delle Ets a livello Ue”, spiega il Cfo, Stefano De Angelis, nella call con gli investitori. Per quanto il futuro, non ci sono solo i Data center nel mirino di Enel, che guarda a diversi mercati. “Abbiamo molte attività, per cui abbiamo molte opportunità e gli Stati Uniti sono sicuramente il nostro primo obiettivo, ma stiamo facendo offerte non vincolanti e anche nei Paesi europei di primo livello”. L’obiettivo di Enel è chiaro: “Dobbiamo guardare dove ci sono opportunità”.