Geotermia, il progetto ‘Shift’ di Enel protagonista al congresso nazionale

L’innovazione come alleata principale della risorsa geotermica, con Enel a fare da capofila: dalla Toscana all’Islanda, passando dal cuore della Terra, il Gruppo ha infatti rafforzato ulteriormente il proprio ruolo internazionale nello sviluppo della geotermia avanzata, portando competenze e tecnologie sulle nuove frontiere della cosiddetta “Geotermia superhot”.

Il nuovo progetto del Gruppo è stato protagonista nel corso della celebrazione del 25esimo anno di fondazione dell’Unione Geotermica Italiana, occasione per sottolineare una volta di più la crescente rilevanza della geotermia, ormai riconosciuta unanimemente come tecnologia strategica per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, come da traguardi europei fissati nel Net-zero Industry Act.

Nel corso del congresso si è discusso delle opportunità e delle prospettive del settore, a partire dalla semplificazione normativa dei processi autorizzativi, i modelli finanziari e l’esigenza di un’azione coordinata e condivisa dell’intero settore nazionale, si è aggiunta la disamina delle nuove tecnologie in sperimentazione per la geotermia profonda, che permetteranno di valorizzare risorse geotermiche che fino a pochi anni fa non erano considerate utilizzabili.

Capofila di questo settore è Enel, che già aveva conquistato i riflettori nell’ottobre 2025 al Superhot Geothermal Summit di Reykjavik, nell’ambito dell’Assemblea del Circolo Polare Artico 2025, dove sono stati condivisi i risultati del progetto europeo Descramble, dedicato alla perforazione in ambienti geotermici ad altissima temperatura, tra il 19 e il 20 maggio Enel ha ospitato a Larderello, capitale mondiale della geotermia, il Kick-off Meeting tecnico del progetto SHiFT (SuperHot geothermal – Integrated demonstration and Flow Testing). Il programma, guidato da Reykjavík Energy e finanziato dal programma Horizon Europe con 10 milioni di euro su un investimento complessivo di 28 milioni, coinvolge 17 partner europei e punta a sviluppare tecnologie per l’utilizzo di fluidi geotermici oltre i 400°C, attraverso pozzi più profondi e performanti, con l’obiettivo di ampliare in modo significativo il potenziale della geotermia. Già Descramble, guidato da Enel come capofila, aveva segnato un passaggio chiave per lo sviluppo delle tecnologie nelle Superhot Rocks, raggiungendo temperature fino a 515°C, tra le più alte registrate a livello mondiale in sistemi idrotermali, e contribuendo ad aprire orizzonti innovativi di ricerca e sviluppo per materiali e attività di perforazione in condizioni estreme.

Il contributo di Enel si fonda sulla consolidata esperienza industriale dell’Azienda a livello internazionale: in Toscana è attivo il più antico e innovativo complesso geotermico al mondo, con 34 centrali che, tra le province di Pisa, Siena e Grosseto, producono ogni anno quasi 6 miliardi di kWh, pari al 33% del fabbisogno elettrico regionale e utili a riscaldare 13mila utenti nonché 26 ettari di serre grazie ai teleriscaldamenti geotermici, alimentando anche un’importante filiera turistica con oltre 60mila visite annue. La partecipazione al summit islandese e l’impegno nel progetto SHiFT confermano il valore della collaborazione europea tra industria, ricerca e istituzioni per accelerare lo sviluppo della ‘geotermia supercalda’ e il suo ruolo chiave nella transizione energetica.

L’Italia è uno dei Paesi Europei con le maggiori potenzialità entro i primi 5 km di profondità, tali da rendere la geotermia una risorsa strategica chiave del Paese per accelerare la transizione. Diversi strumenti normativi e misure specifiche sono attualmente in vigore ed in itinere, ma è assolutamente urgente un ulteriore sforzo per mettere a terra un Piano d’Azione nazionale per la Geotermia ed una Roadmap al 2030 e 2050 che permettano di ridurre il divario che ci divide dagli altri Paesi Europei e, allo stesso tempo, di offrire un’opportunità di crescita ed innovazione agli investitori, alla filiera nazionale di settore e al contesto socioeconomico dell’Italia.

Enel, realizzato l’impianto eolico più grande dell’Australia occidentale

Potentia Energy, la joint venture tra Enel e la giapponese INPEX, ha annunciato il completamento dei lavori di costruzione dell’impianto eolico di Warradarge, circa 260 km a nord di Perth. Al termine del collaudo delle nuove turbine installate, grazie agli 81 aerogeneratori forniti da Vestas e una capacità installata complessiva che raggiungerà i 283 MW, il parco eolico diventerà il più grande dell’Australia occidentale, in grado di rifornire di energia verde ogni anno circa 164mila famiglie.

Con i primi 180 MW di capacità entrati in esercizio alla fine del 2020, Warradarge fornisce energia rinnovabile al South West Interconnected System (SWIS), principale arteria dell’Australia Occidentale. Il progetto di espansione rappresenta uno dei più significativi del portafoglio australiano di Potentia Energy, utility con circa 900 MW di capacità già in esercizio commerciale, 226 MW in costruzione e progetti in pipeline per ulteriori 9 GW. Il piano di crescita è ambizioso, con 3 miliardi di dollari australiani (quasi 1,9 miliardi di euro) di investimenti previsti nel periodo 2024-2032.

L’impianto è di proprietà di Bright Energy Investments (BEI), di cui Potentia detiene una quota di maggioranza dall’aprile 2025: l’altro socio è Synergy RED, utility di proprietà del governo dell’Australia Occidentale, a testimonianza della strategicità del progetto. Precedentemente nota come Enel Green Power Australia, Potentia Energy è nata nel 2023 dopo che Enel e INPEX hanno deciso di unire le forze per accelerare la transizione energetica in Australia, un mercato maturo e ad alta stabilità regolatoria, politica, macroeconomica e valutaria. Nell’aprile 2025, Potentia Energy aveva finalizzato l’acquisizione di partecipazioni di controllo in un portafoglio da oltre 1 GW di asset rinnovabili, tra impianti in esercizio e in fase avanzata di sviluppo.

Enel perfeziona acquisto di portafoglio da 810 Mw di impianti solari negli Usa

Enel ha perfezionato l’acquisizione da Excelsior Energy Capital di un portafoglio di impianti solari, situati negli Stati Uniti, con una capacità installata complessiva di 810 Mw e una produzione attesa media annua pari a circa 1,6 TWh, per un corrispettivo pari a circa 760 milioni di dollari Usa, che include aggiustamenti usuali per questo tipo di operazioni. Il corrispettivo per l’acquisizione è finanziato dai flussi di cassa della gestione corrente.

L’operazione fa seguito agli accordi sottoscritti a febbraio 2026 che prevedono l’acquisizione di un portafoglio di impianti eolici e solari con una capacità installata complessiva di oltre 1 GW, per un enterprise value riferito al 100% del portafoglio pari a circa 1,3 miliardi di dollari Usa.

L’Acquisizione è stata perfezionata a seguito del verificarsi di alcune condizioni sospensive previste dagli accordi firmati a febbraio 2026 e caratteristiche per questo tipo di operazioni, tra le quali il rilascio delle autorizzazioni richieste dalle normative statunitensi applicabili . Il closing per l’acquisizione degli ulteriori 205 MW eolici inclusi nei citati accordi è previsto entro il quarto trimestre del 2026, a seguito del quale si prevede che il Gruppo Enel raggiungerà in Nord America una capacità installata interamente rinnovabile di oltre 13 GW tra eolico, solare e impianti di accumulo.

Si prevede che l’Acquisizione generi un effetto positivo sull’EBITDA ordinario consolidato del Gruppo Enel di circa 90 milioni di dollari Usa l’anno.

L’operazione è in linea con la strategia del Gruppo Enel, che prevede la crescita della propria capacità di generazione da fonti rinnovabili anche attraverso l’acquisizione di asset già in esercizio in Paesi Tier (Brownfield).

‘In sella’ con Enel: un viaggio alla scoperta della Toscana e Piemonte

Dalla bicicletta all’energia, passando per il cuore dei territori. In Toscana e Piemonte, due appuntamenti sulle due ruote diventano l’occasione per andare oltre il percorso e varcare le porte di luoghi dove l’energia prende forma. Enel apre in via straordinaria al pubblico le centrali di Santa Barbara, nel Valdarno, e di Venaus, in Val di Susa, invitando cittadini e visitatori a scoprire da vicino il funzionamento degli impianti e il loro ruolo nella transizione energetica.

Il primo appuntamento è in Toscana, domenica 6 settembre, in occasione della Marzocchina, la ciclostorica che attraversa borghi, strade bianche e campagne del Valdarno aretino e fiorentino. La partenza è da piazza Cavour a San Giovanni Valdarno, con tre percorsi da 27, 43 e 78 chilometri pensati per diversi livelli di preparazione.

In parallelo alla manifestazione, dalle 9 alle 12, sarà possibile visitare la centrale di Santa Barbara attraverso tour guidati dal personale tecnico.

Un’occasione per conoscere il funzionamento dell’impianto a ciclo combinato, che dispone di una potenza installata di 392 MW, e approfondire il ruolo delle diverse fonti energetiche nella transizione ecologica. Le visite, della durata di circa un’ora, saranno gratuite e organizzate per due gruppi, con prenotazione obbligatoria. L’apertura si inserisce inoltre nel più ampio percorso di valorizzazione dell’area mineraria circostante, oltre 1.600 ettari al centro di un progetto di riqualificazione orientato alla sostenibilità ambientale e all’economia circolare.

La seconda tappa sarà invece in Piemonte, sabato 12 settembre, in occasione della Pellegrina Legends 4, la manifestazione cicloturistica che si svolge in Val di Susa e di cui Enel è sponsor. Nell’ambito del Progetto Territorio, l’azienda aprirà eccezionalmente le porte della centrale idroelettrica di Venaus, offrendo ai partecipanti l’opportunità di scoprirne da vicino il funzionamento e il ruolo nella produzione di energia rinnovabile. Le visite guidate, in programma dalle 11:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 15:00, sono gratuite con prenotazione obbligatoria e saranno condotte dal personale tecnico di Enel. Entrata in servizio nel 1967 e automatizzata nel 1986, la centrale in caverna è alimentata dalle acque del lago artificiale del Moncenisio e rappresenta uno degli impianti strategici del sistema idroelettrico piemontese. Con una potenza installata di 260 MW e una produzione media annua di circa 273 GWh, contribuisce al fabbisogno energetico di oltre 100 mila famiglie.

Il sito rappresenta inoltre un esempio di integrazione tra diverse fonti rinnovabili. Nel 2023, infatti, sulla vasca di scarico della centrale è stato realizzato il primo impianto fotovoltaico galleggiante di Enel, successivamente ampliato fino a raggiungere una capacità installata di 2 MW.

Due regioni, due centrali e due occasioni per avvicinare il pubblico del ciclismo al mondo dell’energia. Attraverso queste aperture straordinarie, Enel rafforza il legame tra impianti, comunità e territorio, trasformando una giornata dedicata allo sport in un’opportunità per scoprire da vicino le infrastrutture che accompagnano la transizione energetica.

Enel alza il muro contro le telefonate-truffa: funzionano le misure anti spoofing

Il numero che compare sul display sembra affidabile: un servizio clienti, un call center noto, talvolta il nome di una grande azienda. In realtà è una truffa: si chiama spoofing ed è una delle tecniche di raggiro telefonico oggi più diffuso. Chi chiama, quasi sempre dall’estero, falsifica l’identità del numero in uscita per ingannare il destinatario e sembrare legittimo. Il 99% delle chiamate sono riconducibili a chiamate effettuate da numeri artificiali o non rintracciabili, una manipolazione semplice da attuare ed estremamente efficace, perché agisce direttamente sul primo elemento di fiducia del cittadino: il riconoscimento del contatto.

I numeri raccontano la portata del fenomeno: nel primo trimestre del 2025 le chiamate di spoofing hanno rappresentato fino al 5,7% del traffico in entrata degli utenti, con picchi locali fino al 60%. Comportando un danno economico di 81,6 milioni di euro, +42% rispetto allo stesso periodo del 2024. Nel 2023 le truffe telefoniche hanno causato sottrazioni per circa 140 milioni di euro, con il settore delle utility tra i più colpiti. Basti pensare che nel 2024 le truffe informatiche in questo settore sono cresciute del 23% rispetto all’anno precedente (rapporto Clusit 2024). La sola Enel nel 2025 ha ricevuto circa 18.500 segnalazioni di tentativi di truffa, e il 99% di queste è risultato riconducibile a chiamate provenienti da numeri artificiali o non rintracciabili, tipica firma dello spoofing.

Nel comparto dell’energia, lo spoofing viene spesso utilizzato da soggetti che si spacciano per operatori di aziende reali, sfruttando informazioni personali e messaggi volutamente ambigui o allarmistici: presunti aumenti tariffari, irregolarità contrattuali, scadenze imminenti. La chiamata crea confusione, esercita urgenza e porta la persona contattata a condividere dati o a compiere scelte non pienamente consapevoli, come il cambio non richiesto di fornitore. La difficoltà di risalire ai responsabili – proprio perché i numeri sono falsificati – rende questa pratica particolarmente complessa da contrastare.

Di fronte a una crescita così evidente, negli ultimi anni è aumentata anche l’attenzione delle istituzioni e delle autorità di regolazione. Un passaggio chiave è stato l’avvio, da parte di AGCOM, di un tavolo tecnico che ha coinvolto operatori di diversi settori – energia, telecomunicazioni, servizi finanziari – per affrontare il fenomeno in modo strutturale. Da questo lavoro è nata la Delibera 106/25/CONS, che introduce misure progressive di contrasto al cosiddetto CLI spoofing: prima il blocco delle chiamate da numeri fissi falsificati, attivo da agosto 2025, poi l’estensione ai numeri mobili da novembre dello stesso anno. I primi rilievi hanno mostrato un impatto significativo con circa 43mln di chiamate bloccate nel primo periodo e ulteriori 49 milioni nel secondo.

In questo quadro regolatorio rientra il più recente provvedimento contenuto dl Bollette che introduce misure per una stretta decisa al telemarketing aggressivo e allo spoofing, con un faro puntato sulle attività delle aziende. Sono cinque gli interventi della norma:

  • Divieto generale di chiamate commerciali “a freddo”: le aziende non possono più contattare telefonicamente i cittadini per proporre contratti luce e gas, salvo richiesta esplicita dell’utente o consenso specifico di clienti già acquisiti;
  • Contrasto diretto allo spoofing: le chiamate ammesse devono provenire da numeri telefonici identificabili e riconducibili con certezza all’operatore. È vietato l’uso di numerazioni mascherate o falsificate (CLI spoofing);
  • Onere della prova in capo alle aziende: spetta al professionista dimostrare la liceità del contatto e l’esistenza del consenso. In mancanza, il contratto è illegittimo;
  • Contratti nulli se conclusi illegalmente: i contratti stipulati tramite chiamate vietate o con numeri spoofati sono nulli, senza costi o penali per il consumatore;
  • Poteri rafforzati alle Autorità: AGCOM e Garante Privacy possono disporre la sospensione immediata delle linee telefoniche usate per pratiche fraudolente e bloccare le attività dei soggetti recidivi.

Enel è in prima linea nella lotta alle chiamate moleste con un insieme coordinato di iniziative istituzionali, operative e di comunicazione, che hanno l’obiettivo di rafforzare la fiducia dei cittadini colpiti dal fenomeno. L’azienda partecipa attivamente ai tavoli AGCOM sullo spoofing e collabora con altri grandi operatori del settore per promuovere azioni congiunte contro le frodi.
E’ forte l’impegno nella prevenzione operativa come dimostra lo strumento sviluppato dal Gruppo ‘Verifica chi ti ha chiamato‘. Si tratta di una sezione presente sul sito web dell’azienda che consente ai cittadini di controllare in pochi passi se un numero è effettivamente riconducibile a Enel Energia e di segnalare numerazioni sospette. Dal 2025 a oggi, grazie a questo presidio, sono stati inviati oltre 17.000 esposti e 85 diffide, alimentando un processo strutturato di analisi e intervento.

Accanto a questi strumenti, Enel ha rafforzato i sistemi di controllo interno, basati su sonde e alert in grado di individuare accessi anomali, comportamenti incoerenti o possibili utilizzi impropri dei dati, riducendo il rischio di fughe di informazioni e abusi.

Fondamentale è anche il lavoro sul fronte della consapevolezza. Attraverso campagne di comunicazione su stampa, social, sito web, negozi e bolletta, Enel aiuta i clienti a riconoscere i segnali tipici di una truffa. Un ruolo centrale è svolto dagli Enel Energy Bar, incontri aperti al pubblico organizzati negli store, spesso in collaborazione con le Forze dell’Ordine, Polizia di stato e l’Arma dei Carabinieri con la quale è stato siglato un recente accordo sul tema, che trasformano i negozi in spazi di dialogo e informazione. Dal settembre 2025 ad oggi sono stati realizzati 12 incontri, con la partecipazione di circa 350 persone su tutto il territorio.

In un contesto in cui le truffe evolvono rapidamente, l’esperienza di Enel dimostra come solo un approccio integrato, che unisce norme, tecnologia, collaborazione istituzionale e informazione, possa offrire una risposta efficace e duratura. La tutela dei consumatori passa anche da qui: dalla capacità di riconoscere le minacce e di costruire, insieme, un ecosistema più sicuro.

Rinnovabili, con Bess4Hydro Enel inaugura il futuro dell’idroelettrico

L’energia verde dell’idroelettrico associata a un sistema di accumulo avanzato, per un impianto integrato e flessibile in grado di rispondere alle nuove esigenze della transizione energetica. Nell’impianto di Dossi, a Valbondione, in provincia di Bergamo, Enel ha inaugurato BESS4HYDRO, il primo modello in Europa a prevedere l’esercizio integrato di una batteria a litio in un impianto idroelettrico programmabile a bacino come unità unica a mercato.

All’evento di inaugurazione, all’inizio dello scorso mese di luglio, hanno partecipato il Capo Segreteria Tecnica del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Giorgio Centurelli, il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, la Sub Commissaria Prefettizia del Comune di Valbondione Lara Parlato, la Presidente e CEO di Enel Italia Francesca Gostinelli, il Responsabile Innovazione di Enel Nicola Rossi, la Professoressa Ordinaria del Dipartimento Ingegneria Industriale dell’Università di Padova Giovanna Cavazzini e la Project Adviser Innovation Fund della Commissione Europea, European Climate, Infrastructure and Environment Executive Agency (CINEA) Annachiara Vercellin.

BESS4HYDRO è un caso pioneristico, esempio unico a livello europeo: la centrale idroelettrica da 44 MW lavorerà in sinergia con una batteria da 4 MW e 2 ore di accumulo, operante come sistema unico sul mercato elettrico. La batteria, vero e proprio “secondo bacino virtuale”, migliorerà la gestione della risorsa idrica ottimizzando il funzionamento della turbina. Non solo: all’aumento dell’efficienza – con un recupero di produzione pari a circa +1% annuo (circa 1,5 GWh) – si aggiungono una migliore gestione dei bacini, la riduzione degli sprechi d’acqua e un incremento superiore al 30% dei volumi per i servizi di rete, con maggiore flessibilità operativa e l’allungamento della vita utile degli impianti.

Il valore dell’iniziativa è stato riconosciuto anche a livello europeo, con l’assegnazione del finanziamento Innovation Fund e del sigillo STEP (Strategic Technologies for Europe Platform), a conferma dell’elevato livello di innovazione e del potenziale di replicabilità del progetto. Il World Economic Forum lo ha inoltre inserito nell’Innovation Playbook, citandolo tra i 100 casi innovativi replicabili. La scalabilità e il positivo impatto industriale sono infatti due elementi distintivi del progetto: BESS4HYDRO è potenzialmente applicabile fino a 30 impianti a bacino tra Italia e Spagna, con un potenziale di sviluppo compreso tra 100 e 200 MW di sistemi BESS su 3 GW di asset idroelettrici.

L’idroelettrico è un asset fondamentale del Sistema-Paese, con circa 21,3 GW di potenza installata, quasi 41,3 TWh di produzione annua e una quota pari a circa il 32% della generazione rinnovabile nazionale. In questo contesto Enel, la società guidata dall’amministratore delegato e direttore generale, Flavio Cattaneo, riveste un ruolo di primo piano, con quasi 13 GW installati in Italia (circa il 60% della capacità nazionale), 16 TWh di produzione e oltre 500 impianti operativi, inseriti in una piattaforma globale che conta circa 28 GW e 59 TWh annui. Con BESS4HYDRO il Gruppo dimostra che l’innovazione può essere la chiave di volta della decarbonizzazione, con un modello che valorizza ulteriormente l’idroelettrico e suggella il passaggio di questa tecnologia da infrastruttura energetica tradizionale a sistema integrato all’avanguardia, più flessibile ed efficiente.

Enel e Conio lanciano ebitts: energia rinnovabile a casa senza pannelli o impianti

L’energia green comodamente a casa, senza la necessità di installare un impianto. Di questi tempi sarebbe un sogno. La sorpresa è che diventa realtà, perché Enel e Conio lanciano ebitts, la soluzione che porta su blockchain l’energia da fotovoltaico ed eolico, rendendo le rinnovabili concretamente accessibili a tutti e offrendo maggiore stabilità. La scelta di andare sul mercato è parsa naturale dopo gli ottimi risultati avuti dal progetto pilota.

Ebitts è tra i primi Utility Token Energetico al mondo e consente ai clienti di autoprodurre energia 100% pulita senza dover installare pannelli o impianti fisici nella propria abitazione. La piattaforma ebitts consente ai clienti di acquistare capacità produttiva di due impianti Enel presenti sul territorio italiano, nello specifico il parco fotovoltaico di Piani della Marina (VT) e l’eolico di Barile Venosa (PZ) sotto forma di token. Chi acquista i token può ottenere i benefici della produzione di energia rinnovabile, mediante un risparmio diretto in bolletta. L’eventuale energia prodotta in eccesso viene valorizzata e accreditata al cliente.

Questo meccanismo si rivela particolarmente interessante considerando il progressivo innalzamento delle temperature, e il relativo incremento dei consumi dovuti alla climatizzazione domestica. Il vantaggio di ebitts è duplice: in termini di costi attenua l’impatto dei consumi durante tutto l’anno, in particolare nei picchi estivi, e sul fronte ambientale offre una risposta concreta al surriscaldamento globale attraverso l’uso di energia rinnovabile. Si tratta di un’alternativa pensata soprattutto per chi risiede nei centri urbani e vuole farsi partecipe della transizione energetica, pur non disponendo di spazi idonei per un impianto privato.

Una condizione ampiamente diffusa, se si considera che – secondo gli ultimi dati Eurostat – il 48% dei cittadini dell’Unione europea vive in appartamento, quota che raggiunge il 73% nelle città, dove non è possibile o è molto complesso installare un impianto di energia solare. In un panorama globale segnato da tensioni geopolitiche e volatilità dei mercati delle fonti fossili (come gas e petrolio), l’autonomia energetica diventa una scelta strategica per la gestione delle spese di casa.

Il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha ideato e lanciato il progetto, mentre Conio si occupa della tokenizzazione degli asset, e della messa a disposizione del wallet per la custodia dei token e gestisce la vendita delle Token Box, quest’ultimo nel pieno rispetto della normativa MiCAR. “ebitts nasce dalla convinzione che la tecnologia blockchain possa generare un impatto reale e tangibile nella vita delle persone – ha dichiarato Christian Miccoli, Presidente e Founder di Conio. Il rinnovo della partnership con Enel è per noi un segnale importante perché conferma che il modello funziona, che c’è domanda concreta di soluzioni come questa, e che la tokenizzazione dell’energia è una frontiera su cui vale la pena continuare a investire. Siamo orgogliosi di portare avanti con Enel un progetto che mette la blockchain al servizio della transizione energetica, rendendo l’energia rinnovabile veramente accessibile a tutti”.

In questo ecosistema, la tecnologia blockchain garantisce la tracciabilità dei token e la corrispondenza tra ogni porzione digitale e l’energia prodotta dagli impianti fisici, assicurando in tempo reale trasparenza e verificabilità. L’obiettivo è proseguire nello sviluppo di un modello capace di coniugare produzione rinnovabile, innovazione digitale e semplicità di accesso, mettendo le persone sempre più al centro della transizione energetica.

Enel, attività estere spingono la crescita. Ma il decreto Bollette è ‘macigno’ da 1,2 miliardi

La crescita del Gruppo Enel prosegue anche nel primo semestre 2026, trainata soprattutto dai risultati in Spagna e America Latina, e nonostante il peso degli 1,2 miliardi di oneri dovuti all’ultimo decreto Bollette.

L’utile netto ordinario fa registrare un incremento di 2,8 punti percentuali, raggiungendo quota 3,9 miliardi, circa 106 milioni in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un plus “attribuibile al positivo andamento della gestione operativa a livello di Ebitda – spiega l’azienda -, che ha assorbito integralmente gli effetti negativi legati all’incremento degli oneri finanziari netti, agli ammortamenti dovuti alla costante crescita degli investimenti e al maggior utile di pertinenza delle minoranze azionarie”. Positivo anche l’utile netto ordinario del Gruppo per azione, ch si attesta a 0,40 euro, dunque +5,3% rispetto agli 0,38 euro del 2025.

La buona performance dell’azienda guidata da Flavio Cattaneo si riscontra anche nei ricavi, che al 30 giugno sono di 40,9 miliardi, lo 0,3% in più dei 103 milioni dell’anno precedente. Il margine operativo lordo ordinario ordinario, poi, è di oltre 11,8 miliardi (+3,2% su base annua), “da attribuire principalmente alle attività di Enel Grids”, spiega ancora la società. Dai dati emergono “maggiori ricavi dalle attività di distribuzione e generazione di energia elettrica in Spagna e America Latina, solo parzialmente compensati dalla diminuzione dei ricavi in Italia a seguito dei minori prezzi medi applicati alla clientela residenziale e piccole medie imprese con offerte a prezzo bloccato, nonché la riduzione dei volumi relativi al mercato wholesale e a prezzo indicizzato”.

Nelle varie voci con segno positivo c’è anche quella degli investimenti, che nel primo semestre dell’anno ammontano a oltre 5,1 miliardi, ovvero il 13,6 percento in più del 2025. Anche l’energia netta prodotta dal Gruppo cresce a 96,27 Twh (+3,2%) e la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, poi, “è stata ampiamente superiore rispetto a quella da fonte termoelettrica.

Dal Consiglio di amministrazione di oggi è, poi, arrivato il via libera a un programma di buyback per 2,6 milioni di azioni, ovvero lo 0,0256% del complessivo in cui è suddiviso il capitale sociale di Enel. Partirà il prossimo 3 agosto e si concluderà il 21 agosto, con un potenziale di circa 26 milioni di euro.

Infine, per quanto concerne la situazione patrimoniale, al 30 giugno Enel ha un capitale investito netto di 110,6 miliardi, coperto da un patrimonio netto, inclusivo delle interessenze di terzi, di 49,6 miliardi. L’indebitamento finanziario netto, invece, è di 61 miliardi circa.

Endesa fa +41% di utili nonostante i prezzi bassi dell’energia elettrica in Spagna

Nonostante il prezzo medio del mercato elettrico all’ingrosso in Spagna sia sceso dell’8% su base annua, con un valore di appena 73 euro al Megawattora nel primo semestre, Endesa (gruppo Enel) ha riportato un utile netto in aumento del 41% e ha alzato le stime per il 2026.

L’Ebitda ha raggiunto circa 3,2 miliardi di euro (+20% rispetto al primo semestre del 2025) con un utile netto ordinario cresciuto a circa 1,5 miliardi di euro (+41% anno su anno).

La controllata spagnola del Gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha rivisto al rialzo il target di utile netto ordinario per il 2026, sulla scia degli ottimi risultati del primo semestre del 2026.

Aumentano i Capex dei primi 6 mesi del 14% a circa 1.100 milioni di euro, di cui più del 50% nelle reti (in crescita del 38% anno su anno).

Endesa mantiene una solida struttura finanziaria, con un rapporto Debito Netto/EBITDA pari a circa 1,6x, tra i più solidi del settore.

Enel, è il giorno del dividendo: +4% per gli azionisti, fiducia di mercato e risparmiatori

Lunedì 20 luglio è stata staccata la cedola Enel che verrà messa in pagamento dal 22 luglio, un appuntamento che arriva con un segnale positivo per gli azionisti: il dividendo complessivo riconosciuto dal Gruppo cresce rispetto allo scorso anno, confermando la capacità della società di creare valore e rafforzare la remunerazione degli investitori.

Agli azionisti sarà corrisposto il saldo del dividendo pari a 0,26 euro per azione, che si aggiunge all’acconto di 0,23 euro già distribuito a gennaio. L’ammontare del dividendo complessivo relativo all’esercizio precedente raggiunge così 0,49 euro per azione, in aumento rispetto ai 0,47 euro per azione distribuiti nel 2025. L’incremento è di 2 centesimi per azione, pari a oltre il 4% in più, un risultato che conferma la solidità dell’azienda e la capacità di garantire una crescita della remunerazione agli investitori.

Facendo un’analisi retrospettiva a partire dal 2023, data dell’insediamento dell’amministratore delegato, Flavio Cattaneo, il dividendo ha registrato un incremento costante passando dai 0,40 euro per azione riferiti all’esercizio 2022 agli attuali 0,49 euro per azione, ovvero in rialzo di oltre il 20%, a testimonianza della strategia di crescita sostenibile e di creazione di valore perseguita dal Gruppo.

La crescita della cedola rappresenta un ulteriore elemento di forza per Enel, che continua a essere uno dei titoli più seguiti a Piazza Affari. L’azienda si presenta a questo appuntamento con il mercato in una fase positiva, con il titolo che negozia intorno quota 10 euro per azione. Si tratta anche in questo caso di un significativo apprezzamento rispetto ai circa 6 euro per azione a cui il titolo quotava nel maggio 2023, inizio del mandato di Flavio Cattaneo come ad.

Un risultato confermato anche dalla capitalizzazione di Enel che, secondo l’analisi di CoMar, la colloca come la partecipata del ministero dell’Economia e delle Finanze con il maggior valore in Borsa.

Un primato che evidenzia il peso strategico del Gruppo nel panorama economico italiano e il ruolo centrale della utility italiana nel settore energetico internazionale. Inoltre, a sostenere le prospettive future c’è il Piano industriale 2026, che punta a rafforzare gli investimenti nelle reti, nelle energie rinnovabili e nelle infrastrutture energetiche, con l’obiettivo di aumentare efficienza, competitività e redditività.

Enel ha infatti indicato, nel piano strategico presentato lo scorso febbraio, la prospettiva di un ulteriore incremento della remunerazione degli azionisti, con un dividendo per azione stimato in crescita a un tasso medio annuo del 6% circa nel triennio 2026-2028.

L’aumento della cedola si inserisce quindi in un percorso più ampio, basato su una gestione finanziaria equilibrata e su una strategia industriale orientata alla crescita di lungo periodo. Per gli azionisti, lo stacco della cedola rappresenta un segnale di continuità e fiducia nelle prospettive della società.

Con il dividendo in crescita, il titolo intorno ai 10 euro per azione e una posizione di leadership tra le partecipate del Mef, il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo conferma il proprio ruolo da protagonista a Piazza Affari e, più in generale, nel comparto energetico a livello globale.