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Gli incendi che stanno interessando l’Europa nel 2026 hanno già provocato danni economici stimati tra 15,6 e 19,1 miliardi di euro (18-22 miliardi di dollari). È la valutazione preliminare diffusa da AccuWeather, secondo cui il conto è destinato a salire perché la stagione degli incendi è ancora in pieno svolgimento e le condizioni meteorologiche restano favorevoli alla propagazione dei roghi. Secondo il centro meteorologico, il caldo estremo, in diversi casi da record, e la siccità prolungata hanno alimentato incendi di vaste dimensioni soprattutto in Francia, Spagna e Grecia, con conseguenze che vanno ben oltre le aree direttamente colpite dalle fiamme.
Dall’inizio dell’anno sono già bruciati oltre 530 mila ettari nei Paesi dell’Unione europea. Il dato si avvicina rapidamente ai livelli registrati nell’intero 2025, quando erano andati distrutti circa 1,08 milioni di ettari. Anche il Regno Unito è stato interessato da numerosi incendi, con oltre 22 mila ettari percorsi dal fuoco.
Tra gli episodi più rilevanti viene indicato il vasto incendio sviluppatosi nei pressi di Bordeaux, in Francia, che ha interessato circa 420 chilometri quadrati, distrutto abitazioni e contribuito all’evacuazione di oltre 224 mila persone. In Grecia, diversi incendi hanno provocato danni alle proprietà e costretto le autorità a disporre evacuazioni nelle aree vicine ad Atene.
Secondo AccuWeather, il pericolo non è destinato a ridursi nel breve termine. Le ultime previsioni indicano un rischio incendi molto elevato in ampie aree dell’Europa occidentale e centrale, con le condizioni più critiche attese in Francia, nel nord della Spagna e nella parte meridionale delle Isole Britanniche. Rimangono inoltre esposte anche alcune zone della Scandinavia meridionale, dell’Italia, dell’Europa orientale e dei Balcani.
La stima economica elaborata dagli esperti comprende sia gli effetti diretti sia quelli indiretti degli incendi. Oltre ai danni subiti da abitazioni, aziende, veicoli, infrastrutture, reti elettriche, foreste, colture agricole e vigneti, il calcolo include i costi sostenuti per gli interventi di emergenza, le evacuazioni, l’assistenza agli sfollati, la rimozione dei detriti e il ripristino ambientale.
Nel bilancio rientrano anche le interruzioni delle attività economiche, le perdite per il turismo, i danni alle filiere produttive e gli effetti sanitari provocati dall’esposizione al fumo. AccuWeather sottolinea infatti che, anche dopo lo spegnimento degli incendi, il deterioramento della qualità dell’aria può protrarsi per giorni o settimane, con conseguenze sulla salute pubblica, sulla produttività e sulla mobilità che continuano a generare costi economici ben oltre le aree raggiunte dalle fiamme.
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