Iran, Gozzi (Federacciai): “Ue sospenda subito Ets, solo così fermerà i rincari”

Dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran i prezzi di petrolio e gas sono schizzati in alto. Rincari che colpiscono direttamente famiglie e imprese e su cui servono soluzioni immediate e efficaci. Conversando con GEA, è il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, a lanciare un appello: “L’Unione europea sospensione temporaneamente le Ets, anche con un provvedimento emergenziale: è l’unico modo per abbassare i prezzi di colpo”.

Il ragionamento parte dal fatto che la tassa europea sulle emissioni di Co2 dell’industria “vale dai 25 ai 30 euro, sospenderla momentaneamente significa far abbassare il prezzo dell’energia elettrica di 25-30 euro. E’ il solo strumento immediato che l’Europa ha in mano” tamponare l’emergenza. Poi, ovvio, si proseguirà la riflessione generale sulla revisione definitiva, anche se “sarà una discussione difficile – continua Gozzi – perché ci sono sono paesi che seguono la posizione italiana, come Belgio, Polonia o Slovacchia, e altri invece, in particolare quelli del Nord, che non ne vogliono sentir parlare perché non hanno industria e quindi non se ne importano”.

La parola d’ordine è contenere le ricadute delle tensioni in Medio Oriente, sebbene la visione dello Special Advisor per l’Autonomia Strategica Europea, Piano Mattei e Competitività di Confindustria sia legata soprattutto “alla durata del conflitto, su cui c’è incertezza”. Se si protraesse, infatti, le ricadute ci sarebbero eccome: sull’economia, il petrolio, ma soprattutto sul gas. “Dal Qatar esce il 20% del gas liquido mondiale. Venendo a mancare sul mercato globale una quantità di gas così elevata, le ripercussioni sarebbero molto forti e gravi sui prezzi”.

Anche l’export vive giorni incerti, dopo la reazione di Teheran che ha attaccato, di fatto, gli alleati americani dell’area, che sono partner commerciali di primo piano per l’Europa. “I Paesi del Golfo, gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita stanno diventando mercati molto importanti. Quindi, confidiamo nel fatto che l’economia di questi Paesi non si blocchi”, sottolinea Gozzi. Nel frattempo, nel dibattito politico, si discute della possibilità di frenare (o bloccare, come chiedono alcune categorie produttive) il percorso parlamentare del decreto Energia, temendo che le misure siano superate dagli eventi degli ultimi giorni. Non la pensa così il numero uno di Federacciai: “Chi dice che bisogna bloccare l’iter del decreto Energia, i rinnovabilisti? Al contrario: siccome il cuore di quel decreto è rimettere in discussione il sistema degli Ets, io credo che questo provvedimento sia quanto mai opportuno”. Del resto “l’ho detto in diverse, anche in sede di Consiglio generale di Confindustria: sulla valutazione economica degli effetti di questo decreto si discute molto, ma pure se provocasse poco o nessun risparmio il solo fatto che il governo del secondo paese più industriale d’Europa rimetta in discussione questo sistema è epocale, rispetto a un’Europa per cui le ETS fino a qualche giorno erano un tabù, qualcosa di cui nessuno poteva parlare perché era il ‘trittico religioso’ Greta Thunberg, Green Deal e ETS. Una sorta di ‘Spirito Santo’… e come si fa, quindi, a parlare male dello Spirito Santo?”.

mariaelena.ribezzo

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