Italgas, ricavi sfiorano 2 mld e investimenti record in nove mesi. Gallo: “Raggiungeremo target guidance 2026”

Un investimento record in nove mesi di 1,1 miliardi di euro per la manutenzione delle reti del gas in Italia e in Grecia, la trasformazione digitale e l’upgrade tecnologico. Si tratta della cifra più alta mai spesa da Italgas che ha presentato i risultati al 30 settembre 2026 indicando la direzione dei prossimi anni: reti più digitali, capaci di trasportare quote crescenti di gas rinnovabili come il biometano e, in prospettiva, l’idrogeno.

Tra gennaio e settembre crescono anche i risultati economici. I ricavi sono cresciuti del 10,1% a 1,98 miliardi, il margine operativo lordo del 17% a 1,6 miliardi e l’utile operativo del 18,3% a 1,04 miliardi. In progresso del 18,3% a 585,5 milioni l’utile netto, del 42,5% a 1,1 miliardi gli investimenti e il flusso di cassa ha superato quota 1,17 miliardi.  Numeri che, secondo l’amministratore delegato Paolo Gallo, mettono il gruppo sulla strada per chiudere l’anno ai livelli più alti delle previsioni. “Riteniamo che, grazie ai risultati già conseguiti nei primi nove mesi, riusciremo a raggiungere la parte alta della guidance annunciata a giugno”, ha detto Gallo nella conference call con analisti e investitori. “Per la prima volta in assoluto abbiamo superato il miliardo di euro di investimenti in nove mesi; si tratta di un traguardo importante”. A spingere i conti ‘solidi’, ha spiegato, sono stati sia gli investimenti sia le sinergia, con una crescita che arriva in parte dall’allargamento del perimetro aziendale e in parte dallo sviluppo organico della distribuzione del gas.

Il confronto con il 2025 risente dell’ingresso di 2i Rete Gas, l’altro grande operatore italiano del settore, entrato nei conti del gruppo dal 1° aprile 2025 e quest’anno presente per l’intero periodo. L’integrazione delle due società ha prodotto anche risparmi: i costi di gestione sono scesi di circa 51 milioni e le efficienze accumulate dal 2023 hanno raggiunto 136 milioni, quasi metà dei 280 milioni previsti entro il 2032. “In soli 15 mesi abbiamo già raggiunto quasi il 50% dell’obiettivo complessivo fissato per il 2032”, ha rivendicato Gallo.

“Stiamo proseguendo nello sviluppo di reti sempre più flessibili e in grado di accogliere quote crescenti di gas rinnovabili“, ha detto precisando che ad oggi “sono 20 gli impianti di biometano connessi alla rete e sono fatti, non parole sulla transizione”. Per crescere Gallo punta sulle gare d’ambito territoriale (Atem): delle 16 gare che si sono svolte dal 2022 ad oggi Italgas se ne è assicurata 12 e 22 altre sono in arrivo, in un “chiaro slancio in questo processo”: per uno si attende l’aggiudicazione definitiva, che secondo quanto anticipato da Gallo andrà a Italgas, per tre le offerte sono già state presentate, per nove il gruppo le presenterà tra la fine di quest’anno e il primo trimestre del 2027 e per gli ultimi nove entro la fine del 2027. La società ha annunciato che d’ora in poi darà un aggiornamento sulle gare ogni trimestre. Tra le concessioni già operative c’è quella dell’ATEM Torino 5: dal 1° ottobre Italgas Reti gestisce la rete di 76 Comuni del Canavese, con un contratto di 12 anni e oltre 87 milioni di investimenti previsti per estendere e ammodernare reti e impianti. Di queste ultime “una aspetta l’assegnazione finale“, per altre 3 sono state presentate le offerte e 9 sono ancora in corso, con offerte da presentare entro il 1/o trimestre del 2027. “Altre 9 – ha precisato – sono in arrivo, con offerte da presentare entro la fine del 2027“.

Il gruppo punta anche a crescere all’estero, con il recente ingresso nella portoghese Floene, avvenuto tramite l’acquisizione del 100% di Meet Europe Natural Gas. L’obiettivo del gruppo è di “consolidare ulteriormente il proprio ruolo di leader europeo nella distribuzione del gas, tramite nuove opportunità di crescita per linee esterne“. In Portogallo Italgas sta ancora aspettando “alcune autorizzazioni da parte delle autorità competenti, comprese quelle relative alla normativa sulla concorrenza europea” ma nel frattempo lavora “a stretto contatto con tutti i partner per individuare le opportunità e le aree in cui possiamo creare valore, soprattutto attraverso la trasformazione digitale e la sua implementazione operativa“. Con Floene Italgas ha già impiegato il 25% dei 500 milioni previsti dal piano strategico per le acquisizioni, ma ha ancora “alcune opportunità da valutare“. Tra queste non c’è Cadent, perché, secondo Gallo, il 17% messo in vendita non consente di avere un ruolo industriale nel primo operatore britannico

In Borsa la reazione è stata contenuta: in chiusura di Piazza Affari il titolo ha ceduto lo 0,47%.

Chiara Troiano

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