Il petrolio arretra dopo tre sedute consecutive di rialzi, con il mercato diviso tra le prospettive di maggiori esportazioni russe di diesel e l’escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il Brent scende a circa 105 dollari al barile, in calo dell’1,5%, mentre il Wti perde l’1,8% a 92 dollari. La Russia ha parzialmente allentato il 10 ottobre le restrizioni sulle esportazioni di diesel dopo l’intesa con gli Stati Uniti, ma restano i dubbi sull’effettivo impatto sui mercati dei prodotti raffinati. Intanto, Mosca continua a colpire infrastrutture energetiche ucraine, mettendo in discussione la tregua annunciata da Donald Trump. Pesano inoltre gli attacchi degli Houthi contro obiettivi sauditi e i rischi per i flussi di greggio dal Golfo Persico. A sostenere le preoccupazioni sull’offerta contribuiscono anche le interruzioni della produzione offshore nel Golfo del Messico legate all’attività degli uragani.
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