Stellantis, Filosa: “Corretta la rotta, ora la direzione è giusta”. Elkann: “Avanti con umiltà”

La direzione “è quella giusta” e “lo slancio è reale”, tanto che per il 2026 “prevediamo miglioramenti nei ricavi netti, nei margini e nel flusso di cassa industriale libero, supportati da una forte liquidità e da un modello operativo più resiliente”. Durante l’Assemblea annuale degli azionisti, il ceo di Stellantis, Antonio Filosa, guarda al futuro e, in particolare, al prossimo 21 maggio, quando a Detroit il gruppo illustrerà il nuovo piano industriale “con priorità chiare, obiettivi credibili e una roadmap mirata per l’attuazione”.

A poco meno di un anno dall’entrata in carica – era giugno 2025 – l’ad spinge sull’acceleratore e, insieme al presidente John Elkann – riconfermato amministratore esecutivo dall’Assemblea con l’89,72% dei voti a favore – traccia un bilancio non proprio lusinghiero dello scorso anno. Un 2025, che è stato di “transizione”, con “difficoltà economiche, persistenti interruzioni della catena di approvvigionamento, incertezza normativa e nuove variabili, tra cui i dazi”, di cui “nessuno di noi che lavora per Stellantis va fiero”, gli fa eco Elkann. Ma anche un 2025 che, per il presidente, ha mostrato “una forte resilienza e ha gettato le basi per la sua svolta“. Ecco perché “entriamo nel 2026 con umiltà di fronte alle sfide che ci attendono e con rinnovata fiducia nella nostra capacità di affrontarle”. Dopo l’era Tavares, Filosa ha avuto il merito di “ridefinire le priorità”, ma anche di “rendere visibile, trimestre dopo trimestre, un miglioramento costante e progressivo”.

Le scelte messe in campo non sempre sono state facili. Alcuni passi, dice Filosa “sono stati dolorosi, ma necessari per correggere la rotta, rafforzare il nostro modello operativo e proteggere la creazione di valore a lungo termine”. Tra questi, il ‘conto’ di 22 miliardi di euro pagato dal gruppo nel secondo semestre dello scorso anno per la reimpostazione della propria strategia sull’elettrico. Da qui la necessità di un “deciso riorientamento”, di un “riallineamento” dei piani per adeguarli alla realtà di mercato e alle esigenze dei clienti.

I numeri del 2025 non erano stati lusinghieri. L’anno si è chiuso con ricavi netti pari a 153,5 miliardi di euro, in calo del 2% su base annua, principalmente a causa degli effetti negativi dei tassi di cambio e del calo dei prezzi netti nel primo semestre. Il margine operativo rettificato era negativo (-0,5%) e il flusso di cassa industriale libero ha registrato un deflusso di 4,5 miliardi di euro per l’intero anno. Il primo trimestre 2026, invece, ha mostrato segnali di ripresa. Sul mercato Ue30 le immatricolazioni sono cresciute del 5% e in Italia la produzione è salita del 9,5%.

Gli ordini da parte dei clienti e dei concessionari “sono aumentati. La qualità dei prodotti ha mostrato un miglioramento precoce ma significativo, con una migliore esecuzione dei lanci. Si tratta di indicatori preliminari, ma hanno confermato che la direzione è quella giusta e che lo slancio è reale”, dice Filosa.

Elena Fois

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