Stellantis presenta nuovo piano industriale: investimenti per 60 miliardi in 5 anni

Sessanta miliardi di euro di investimenti in 5 anni, 60 nuovi modelli,  riduzione dei costi pari a 6 miliardi all’anno fino al 2028, di cui 3 solo in Nord America. E, ancora, rafforzamento delle partnership e obiettivi economici in crescita a doppia cifra. Con gli occhi fissi al Nord America. Da Auburn Hills, nel Michigan, Stellantis ha lanciato il nuovo piano industriale ‘FaSTLAne 2030’, “concepito per creare le condizioni per una crescita redditizia e sostenibile”, dice il ceo Antonio Filosa, che sta per compiere il suo primo anno alla guida del gruppo. In sostanza, “abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno per realizzare le nostre ambizioni”.

Un piano sicuramente ambizioso, che risente della nuova leadership del gruppo, meritevole di una “ripartenza profonda e necessaria”, come ricorda il presidente John Elkann. E se i dati del primo trimestre hanno premiato il lavoro di Filosa, l’azienda guarda al 2030 con ancora più entusiasmo.

EUROPA. Nell’Europa allargata Stellantis punta a una crescita dei ricavi del 15% e un margine AOI del 3-5%, rifocalizzando il portafoglio di marchi. L’obiettivo, dice Emanuele Cappellano, Chief Operating Officer for Enlarged Europe, è “una crescita sostenibile e redditizia”. Nei prossimi 5 anni “rafforzeremo la differenziazione dei marchi, espanderemo la copertura di mercato, promuoveremo la competitività dei costi e aumenteremo l’utilizzo della capacità produttiva”. La nuova e-car, che uscirà dall’impianto di Pomigliano a partire dal 2028 e che costerà circa 15mila euro rappresenterà “una pietra miliare fondamentale per rendere redditizia l’elettrificazione” e sarà “un potente strumento di conformità alle norme sulle emissioni di CO2”. In Europa, la capacità produttiva di Stellantis al 2030 dovrebbe essere ridotta di oltre 800 mila unità, attraverso la riconversione di alcuni impianti (come Poissy, in Francia) e facendo leva sulle partnership (come a Madrid e Saragozza, in Spagna, e a Rennes, in Francia), con l’obiettivo di preservare i livelli occupazionali nel settore manifatturiero. L’utilizzo degli impianti aumenterà quindi dal 60% all’80% nel 2030. “Si prevede di attuare questo piano senza alcuna chiusura di stabilimenti”, assicura il ceo.

NORD AMERICA. Ma è in Nord America che l’azienda spingerà di più, perché la regione, dice Filosa, “rappresenta la più grande opportunità per la nostra crescita e la nostra redditività”.  “La nostra ambizione – ha spiegato – è aumentare i ricavi” in questa regione “del 25% entro il 2030. Per farlo, abbiamo due obiettivi essenziali”, cioè “espandere la copertura di mercato e migliorare i costi”. L’azienda punta a espandere la copertura del mercato del 50% con 11 nuovi modelli e 35% dei volumi in più, aumentare l’offerta con 7 nuovi prodotti sotto i 40.000 dollari e 2 sotto i 30.000. Inoltre, è previsto un risparmio annuale in termini di costi pari a 3 miliardi entro il 2028.

I MARCHI. Jeep, Ram, Peugeot e Fiat diventano marchi globali. “Grazie alla loro presenza multiregionale, questi marchi sono i candidati ideali per guidare il lancio dei nuovi asset globali. Il 70% degli investimenti del piano per marchi e prodotti sarà destinato a questi brand, nonché a Pro One, la business unit dei veicoli commerciali di Stellantis”, spiega il gruppo. Da qui al 2030, saranno lanciati 60 nuovi veicoli e ci saranno 50 aggiornamenti significativi, per tutti i marchi e le diverse alimentazioni, tra cui 29 veicoli elettrici a batteria, 15 veicoli elettrici ibridi plug-in o con autonomia estesa, 24 veicoli elettrici ibridi e 39 veicoli con motorizzazioni termiche o mild hybrid. Undici nuovi modelli saranno destinati al Nord America, 25 all’Europa allargata. Gli storici marchi DS e Lancia, importanti in Francia e in Italia, saranno gestiti rispettivamente da Citroen e Fiat sviluppati come marchi specializzati. Stellantis prevede di rafforzare Maserati, “marchio di puro lusso con una clientela speciale e un’eredità unica”, dice Filosa. Una roadmap dettagliata sarà condivisa a Modena nel dicembre 2026.

LA TECNOLOGIA. Il nuovo piano industriale prevede poi investimenti per oltre 24 miliardi di euro (il 40% di quelli totali) in piattaforme globali, propulsori e nuove tecnologie. Il gruppo sta inoltre stipulando nuove partnership o espandendo quelle esistenti, co-sviluppando e co-finanziando prodotti per accedere a nuovi mercati, “ampliando le soluzioni tecnologiche, aumentando l’utilizzo della capacità produttiva e migliorando la competitività di approvvigionamento”, spiega Stellantis. Tra queste ci sono, ad esempio, le partnership con Leapmotor, Dongfeng, Tata e Jaguar Land Rover.

 

Domani Stellantis presenta il piano industriale. Fiom Cgil: “Situazione emergenziale, servono investimenti”

Da Detroit a Pomigliano, dalla Francia a Mirafiori, fino alla Cina e ritorno. Alla vigilia dell’Investor Day, durante il quale il ceo Antonio Filosa presenterà il suo primo piano industriale, Stellantis spinge sull’acceleratore, blindata dai dati di vendita del primo trimestre che, a livello globale, registrano successi importanti. Da gennaio a marzo i ricavi su base annua sono cresciuti del 6%, a 38,1 miliardi di euro. Bene le vendite negli Usa (+4%) nonostante i dazi e quelle in Europa allargata (+5% e +8%, includendo Leapmotor), rispetto al primo trimestre 2025, trainate principalmente da Italia, Germania e Spagna. La quota di mercato dell’EU30 ha raggiunto il 17,5%, con un aumento di 20 punti base su base annua e del 18,1% con un aumento di 70 punti base, includendo Leapmotor. Se il 2025 è stato “un anno di transizione e di trasformazione” in un contesto esterno “difficile”, aveva ricordato Filosa a febbraio, il 2026 punta a essere quello di “una crescita rinnovata e redditizia”.

Negli ultimi giorni il gruppo ha messo sul piatto una serie di intese che puntano a rafforzare la presenza globale del marchio. Ultima, in ordine di tempo, quella con Jaguar Land Rover per valutare opportunità di collaborazione nello sviluppo prodotto negli Stati Uniti. Le due aziende valuteranno possibili sinergie nello sviluppo di prodotti e tecnologie, facendo leva sulle competenze di ciascuna.

Ma è soprattutto alla Cina che guarda Stellantis. L’intesa con Leapmotor è destinata a rafforzarsi, soprattutto in Spagna, a Saragozza, storico sito produttivo di Opel, dove dovrebbe essere realizzato un nuovo C-Suv Opel completamente elettrico sulla stessa linea del modello C-Suv B10 di Leapmotor. E, ancora, spazio al rafforzamento della partnership con Dongfeng: i due gruppi hanno annunciato la firma di un accordo di cooperazione strategica finalizzato alla produzione congiunta di veicoli Peugeot e Jeep a nuova energia in Cina per il mercato cinese e per l’esportazione in altri mercati.

E l’Italia? A Pomigliano d’Arco nascerà la nuova e-car “un’auto elettrica compatta ed economicamente accessibile”, la cui uscita dalle linee di produzione è prevista nel 2028. Il costo dovrebbe essere intorno ai 15mila euro. Un’iniziativa che ha ricevuto anche il plauso del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, secondo il quale si tratta di “un segnale positivo per lo stabilimento campano e per il futuro dell’automotive italiano, una scelta giusta che rafforza il Piano Italia”.

Ma alla vigilia della presentazione del piano, la Fiom-Cgil tira il freno a mano e smorza gli entusiasmi. La situazione in Italia, dice il segretario nazionale, Samuele Lodi, “è a dir poco emergenziale”. In conferenza stampa il sindacato snocciola numeri e cifre: nel nostro Paese, dal 2004 al 2025 la produzione di automobili è calata di 590.722 unità, in 5 anni (2020-2025) Stellantis ha perso 12.265 posti di lavoro, circa il 56% degli addetti è interessato da ammortizzatori sociali e “nel corso di questi anni non ci sono stati investimenti ed interventi sui macchinari, sugli sugli impianti, sulle linee tali da poter riuscire a produrre quel famoso milione di veicoli all’anno che noi tutti ci ci auspichiamo”. Da qui la richiesta di produzioni “che garantiscano alti volumi produttivi (mass market), con la conseguente saturazione occupazionale degli stabilimenti”, ma anche “investimenti su impianti macchinari e attrezzature”. E, ancora, “joint venture che prevedano anche l’ingresso dello Stato in equity nel capitale”. Per il momento, spiega Lodi, l’Italia “è esclusa dagli annunci fatti dal gruppo in merito agli accordi con Leapmotor e altre case cinesi. Abbiamo bisogno di questo tipo di accordi anche in Italia determinando, però, alcune condizioni che mettano in garanzia lo stabilimento e gli stabilimenti in generale”.

Il lavoro fatto finora dal Mimit al tavolo automotive, per la Fiom Cgil non è sufficiente. “Non ha prodotto nulla, anzi è stato dannoso” e per questo “il dossier Stellantis deve essere preso in capo direttamente dalla Presidenza del Consiglio”. “Se ci fidiamo di Urso? No. L’inizio del tavolo automotive diceva che gli obiettivi erano due: di arrivare al milione di veicoli e poi dopo portare anche costruttori anche cinesi in Italia. E anche questa sponda è scomparsa”, conclude Lodi.

Stellantis, Filosa: “Corretta la rotta, ora la direzione è giusta”. Elkann: “Avanti con umiltà”

La direzione “è quella giusta” e “lo slancio è reale”, tanto che per il 2026 “prevediamo miglioramenti nei ricavi netti, nei margini e nel flusso di cassa industriale libero, supportati da una forte liquidità e da un modello operativo più resiliente”. Durante l’Assemblea annuale degli azionisti, il ceo di Stellantis, Antonio Filosa, guarda al futuro e, in particolare, al prossimo 21 maggio, quando a Detroit il gruppo illustrerà il nuovo piano industriale “con priorità chiare, obiettivi credibili e una roadmap mirata per l’attuazione”.

A poco meno di un anno dall’entrata in carica – era giugno 2025 – l’ad spinge sull’acceleratore e, insieme al presidente John Elkann – riconfermato amministratore esecutivo dall’Assemblea con l’89,72% dei voti a favore – traccia un bilancio non proprio lusinghiero dello scorso anno. Un 2025, che è stato di “transizione”, con “difficoltà economiche, persistenti interruzioni della catena di approvvigionamento, incertezza normativa e nuove variabili, tra cui i dazi”, di cui “nessuno di noi che lavora per Stellantis va fiero”, gli fa eco Elkann. Ma anche un 2025 che, per il presidente, ha mostrato “una forte resilienza e ha gettato le basi per la sua svolta“. Ecco perché “entriamo nel 2026 con umiltà di fronte alle sfide che ci attendono e con rinnovata fiducia nella nostra capacità di affrontarle”. Dopo l’era Tavares, Filosa ha avuto il merito di “ridefinire le priorità”, ma anche di “rendere visibile, trimestre dopo trimestre, un miglioramento costante e progressivo”.

Le scelte messe in campo non sempre sono state facili. Alcuni passi, dice Filosa “sono stati dolorosi, ma necessari per correggere la rotta, rafforzare il nostro modello operativo e proteggere la creazione di valore a lungo termine”. Tra questi, il ‘conto’ di 22 miliardi di euro pagato dal gruppo nel secondo semestre dello scorso anno per la reimpostazione della propria strategia sull’elettrico. Da qui la necessità di un “deciso riorientamento”, di un “riallineamento” dei piani per adeguarli alla realtà di mercato e alle esigenze dei clienti.

I numeri del 2025 non erano stati lusinghieri. L’anno si è chiuso con ricavi netti pari a 153,5 miliardi di euro, in calo del 2% su base annua, principalmente a causa degli effetti negativi dei tassi di cambio e del calo dei prezzi netti nel primo semestre. Il margine operativo rettificato era negativo (-0,5%) e il flusso di cassa industriale libero ha registrato un deflusso di 4,5 miliardi di euro per l’intero anno. Il primo trimestre 2026, invece, ha mostrato segnali di ripresa. Sul mercato Ue30 le immatricolazioni sono cresciute del 5% e in Italia la produzione è salita del 9,5%.

Gli ordini da parte dei clienti e dei concessionari “sono aumentati. La qualità dei prodotti ha mostrato un miglioramento precoce ma significativo, con una migliore esecuzione dei lanci. Si tratta di indicatori preliminari, ma hanno confermato che la direzione è quella giusta e che lo slancio è reale”, dice Filosa.

Stellantis, cambio di strategia sull’elettrico costa oltre 22 miliardi nel 2025. Titolo crolla in Borsa

Ammonta a 22,2 miliardi – nel secondo semestre 2025 – il ‘conto’ pagato da Stellantis per la reimpostazione della propria strategia basata su quella che il gruppo definisce la “libertà di scelta”: un “profondo ma necessario riassetto” dell’attività, “volto a riportare i clienti al centro di tutto ciò che facciamo e a sostenere una crescita redditizia”, come spiega il ceo Antonio Filosa. In sintesi, a pesare, e molto, è stato l’impatto di “una significativa sovrastima del ritmo di elettrificazione, che ci ha allontanato dalle reali esigenze, dai mezzi e dalle preferenze di molti consumatori”. “Anche i nostri concorrenti lo hanno fatto, ma noi abbiamo sovrastimato di più e per un periodo più lungo”, dice Filosa.

La strategia, ammette Stellantis, è responsabile del 75% degli oneri, pari a circa 16,8 miliardi. Questi costi sono principalmente legati alla cancellazione di modelli e programmi “che ora non hanno prospettive di redditività e a precedenti investimenti in piattaforme che non raggiungeranno i volumi previsti”. A pesare sono state anche le misure di ridimensionamento della catena di fornitura di veicoli elettrici, “in particolare della razionalizzazione della nostra capacità di produzione di batterie”. Il restante 25% è legato all’impatto di precedenti problemi operativi “nell’esecuzione industriale” e “nella gestione della qualità, che vengono progressivamente affrontati dal nostro nuovo team”, spiega Filosa.

In attesa della presentazione del piano strategico del gruppo, che avverrà il 21 maggio, durante l’Investor Day 2026, ad Auburn Hills, Michigan, il cfo Joao Laranjo, durante la call con gli investitori conferma che “non saranno distribuiti dividendi nel 2026″. Inoltre, il Cda ha autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili fino a 5 miliardi. In ogni caso, “non stiamo contemplando alcun aumento di capitale, quindi non è qualcosa che stiamo prendendo in considerazione”.

Che l’elettrico non fosse destinato a fagocitare la produzione di Stellantis era noto. Dal suo insediamento ufficiale, a giugno dello scorso anno, il ceo Antonio Filosa, si è speso – e tanto – ai tavoli istituzionali e industriali per fare pressione su Bruxelles e rivedere lo stop ai motori endotermici, inizialmente previsto per il 2035. Una battaglia combattuta insieme agli altri gruppi europei e fianco a fianco con i governi italiano e tedesco. Pur mantenendo l’obiettivo di riduzione delle emissioni del 90%, l’Ue ha adottato quindi una linea più morbida e ‘laica’, aprendo alla neutralità tecnologica.

Da qui la decisione di rivedere la strategia, “apportando i cambiamenti necessari per posizionare l’azienda in modo da favorirne una crescita redditizia”, assicura il gruppo. La strada del riposizionamento, almeno secondo le stime preliminari, sembra tracciata, ed emergono “i primi segnali positivi”. Nel secondo semestre del 2025 il volume delle consegne si consolida di 2,8 milioni di unità, in aumentato di 277 mila unità, ovvero del +11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il maggior contributo arriva dal Nord America (+39%) ed Est Europa (+13%). Le consegne consolidate per i tre mesi chiusi al 31 dicembre 2025 sono state stimate a 1,5 milioni di unità, con un aumento del 9% su base annua. Proprio negli Usa, nel 2025, Stellantis ha annunciato il più grande investimento nella storia americana di Stellantis, pari a 13 miliardi di dollari nei prossimi 4 anni. E gli Stati Uniti, conferma Filosa, saranno “i principali motori della crescita della nostra attività”. “Saremo redditizi come gruppo per tutto il 2026. Questo è esattamente ciò che faremo quest’anno”, assicura il ceo.

Gli annunci, però, non hanno premiato il costruttore, il cui titolo è crollato in Borsa raggiungendo un calo di quasi il 30% intorno alle 14.

Stellantis lancia 500 ibrida a Mirafiori. Filosa ed Elkann: “Avanti con governo per rivedere regole Ue”

La produzione è iniziata a metà novembre, con l’obiettivo di raggiungere oltre 6.000 unità entro fine 2025 – con un impatto annuale, a regime, di 100mila – e garantire le prime consegne a gennaio 2026, ma soprattutto la nuova Fiat 500 ibrida è un’auto “pratica, ecologica, sicura, confortevole, versatile e accessibile”, che “risponde alla richiesta del mercato”, non ancora “pronto” a un futuro tutto elettrico. John Elkann, presidente di Stellantis, in occasione di un evento a Mirafiori per il lancio della storica vettura Fiat – ma con motore ibrido – torna a chiarire la posizione del gruppo, che è la stessa dell’intero comparto del Vecchio Continente: le regole europee “sono sbagliate”, cioè “non sono adeguate allo scopo per cui sono state scritte: una transizione efficace e sostenibile da un punto di vista sociale ed economico che i cittadini europei possano abbracciare”. Ecco allora che la city car può rappresentare il rilancio, non solo del gruppo, ma anche di un intero settore, perché la 500 ibrida, spiega il ceo di Stellantis, Antonio Filosa, è “il prodotto di cui l’Europa ha bisogno per ringiovanire il suo parco auto, fatto da 150 milioni di autovetture (quasi il 60% del totale), che hanno più di 10 anni, quindi più inquinanti”.

Perché il nuovo modello ha chiaramente ambizioni continentali e, come dice Elkann, è il segnale “del nostro impegno come Stellantis nei confronti dell’Europa produttrice”. Il 10 dicembre la Commissione europea deciderà sulla revisione degli standard sulle emissioni di CO2 nel settore dell’automotive. E su questo punto, come ricorda a margine dell’evento di Mirafiori, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, c’è una “forte convergenza” tra tutti gli attori sociali, dall’Acea all’associazione della componentistica, dai concessionari ai sindacati, fino ai produttori, Stellantis in primis. “Mi auguro che questa posizione forte e significativa riformista trovi riscontro nella Commissione europea”, spiega il titolare del Mimit, che incassa i ringraziamenti di Elkann e Filosa. Il governo italiano “è stato ed è in prima linea nel sollecitare l’Europa a trovare modi sensati e pragmatici per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione che tutti concordiamo essere importanti, ma allo stesso tempo sostenere un ritorno alla crescita di cui l’Europa ha tanto bisogno. Ci è voluto coraggio per farlo, e vi siamo grati per la leadership che avete dimostrato”, dice il ceo del gruppo.

La risalita del gruppo a livello europeo sta dando segnali positivi: a ottobre Stellantis ha immatricolato in Europa (Unione Europea, Regno Unito e Paesi Efta) 157.350 auto, il 4,6% in più dello stesso mese del 2024.

La nuova 500 ibrida rappresenta anche il rilancio di Torino. Per far fronte alle necessità di produzione, da marzo 2026 sarà introdotto un secondo turno. Le assunzioni sono già state 400, come parte di un’iniziativa di ricambio generazionale che il gruppo sta portando avanti in Italia: altri 120 nuovi ingressi nel polo ingegneristico, sempre a Mirafiori, e 120 ad Atessa, dove vengono prodotti veicoli commerciali. “Naturalmente si tratta di un primo passo, ma è un esempio tangibile del nostro impegno qui in Italia”, assicura Filosa, secondo il quale “il rilancio di Mirafiori e la produzione della 500 Hybrid sono la dimostrazione concreta della volontà di Stellantis di investire in Italia e nelle sue eccellenze”. Insomma, avanti con il Piano Italia, “dando priorità alla competitività e alla sostenibilità industriale”.

Piano che, per Urso, sta andando nella giusta direzione, secondo le tempistiche concordate nel tavolo costituito dal ministero. Tanto che la 500 ibrida, “è un segnale di netta inversione di tendenza nei confronti di un’Italia che torna a innovare, a essere competitiva, a guardare con fiducia al futuro, a produrre e ad assumere, quindi a tutelare anche il lavoro”.

Soddisfatto anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, secondo cui “quello di oggi è anche un punto d’arrivo perché non è che tutto questo è arrivato gratis: è arrivato grazie all’ impegno, grazie al rischio, grazie al lavoro, grazie a un confronto serrato con l’azienda e con i sindacati”.

Più prudenti i sindacati. “Chiediamo” che questa “sia l’occasione per superare la cassa integrazione, garantendo una piena ricollocazione di tutti i lavoratori ancora interessati da ammortizzatori sociali”, dicono Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto, e Luigi Paone, segretario generale della Uilm Torino. Per Antonio Spera, segretario nazionale Ugl Metalmeccanici, “partendo da questo modello, è fondamentale ampliare la gamma di auto prodotte in Italia e incrementare i volumi produttivi anche negli altri stabilimenti italiani, sia di carrozzeria sia di meccanica. Solo così si potrà garantire una reale prospettiva di sviluppo e occupazione per tutto il comparto”.

Stellantis, crescono i ricavi nel terzo trimestre: +13% a 37,2 miliardi. Confermata guidance 2025

Nel primo trimestre 2025 i ricavi netti di Stellantis hanno registrato un aumento del 13%, raggiungendo i 37,2 miliardi di euro, rispetto ai 33 miliardi del terzo trimestre 2024, ponendo fine a un periodo di 7 trimestri di calo. Lo rende noto il gruppo. Le vendite globali sono aumentate del 4% rispetto all’anno precedente, grazie alla crescita delle regioni Medio Oriente e Africa, Nord America ed Europa allargata.

I ricavi sono stati trainati principalmente dalla crescita in Nord America, Europa allargata e Medio Oriente e Africa, mentre il Sud America ha registrato una moderata diminuzione. Le consegne consolidate ammontano a 1,3 milioni di unità, con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente (152.000 unità in più), con la maggior parte dell’incremento da attribuirsi ad un miglioramento del 35% in Nord America, soprattutto grazie alla stabilizzazione delle dinamiche degli stock rispetto all’anno precedente, in cui l’iniziativa di riduzione delle scorte presso i concessionari statunitensi aveva temporaneamente ridotto la produzione.

“Mentre continuiamo a implementare importanti cambiamenti strategici per offrire ai nostri clienti una maggiore libertà di scelta – dice il ceo, Antonio Filosail terzo trimestre ha evidenziato progressi sequenziali positivi e una solida performance rispetto all’anno precedente, con il ritorno alla crescita dei ricavi. Si tratta di un risultato incoraggiante e proseguiamo nel rafforzare questi progressi. Stiamo inoltre intraprendendo azioni decisive per allineare le risorse, i programmi e i piani di Stellantis per sostenere una crescita redditizia a lungo termine, compreso il nostro annuncio recente sull’investimento di 13 miliardi di dollari negli Stati Uniti”. 

MIGLIORANO VENDITE IN USA. Migliora lo slancio delle vendite in Usa, con un aumento del 6% nel terzo trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questa tendenza è riscontrabile nei marchi Jeep, Ram, Chrysler e Dodge, portando l’azienda a una quota di mercato mensile dell’8,7% a settembre, la più alta degli ultimi 15 mesi. Con il programma strategico di investimenti da 13 miliardi di dollari per i prossimi quattro anni, volto ad accelerare la crescita e ad espandere la base produttiva negli Stati Uniti, annunciato lo scorso 14 ottobre, il gruppo punta a lanciare di cinque nuovi veicoli e la creazione di oltre 5.000 posti di lavoro. Si tratta del più grande investimento nei 100 anni di storia dell’azienda negli Stati Uniti. In particolare, spiega Stellantis, si prevede la riapertura dello stabilimento di Belvidere, Illinois, per la produzione di due nuovi modelli Jeep: Cherokee e Compass. Il nuovissimo pick-up Ram di medie dimensioni sarà assemblato a Toledo, Ohio e lo stabilimento di Warren, Michigan, produrrà un nuovo Suv di grandi dimensioni in versione elettrica ad autonomia estesa e con motore a combustione interna. La Dodge Durango di nuova generazione sarà costruita a Detroit e lo stabilimento di Kokomo, Indiana, produrrà il nuovissimo motore GMET4 EVO. “Il nuovo investimento – spiega la società – amplierà ulteriormente la già significativa presenza di Stellantis negli Stati Uniti, aumentando la produzione annuale di veicoli finiti del 50% rispetto ai livelli attuali. Questi nuovi lanci di prodotto si aggiungeranno a una programmazione regolare e già pianificata fino al 2029 di 19 modelli aggiornati in tutti gli stabilimenti statunitensi e di gruppi propulsori rinnovati”.

NUOVI MODELLI. Alla fine del terzo trimestre, Stellantis ha lanciato 6 dei 10 nuovi modelli previsti per il 2025. Ulteriori lanci nel quarto trimestre, spiega l’azienda, “riporteranno sul mercato diversi modelli con volumi, espressione delle scelte strategiche già intraprese dall’Azienda per garantire ai clienti una più ampia libertà di selezionare veicoli e configurazioni secondo le proprie preferenze”. Sono iniziati gli ordini per la Dodge Charger Scat Pack (2 porte) con motore SIXPACK, la Dodge Charger Daytona a quattro porte, la Jeep Cherokee, la Fiat 500 Hybrid e la DS No.8. Un altro traguardo raggiunto nel mese di settembre è stato il ritorno sul mercato del Ram 1500 con motore HEMI V-8.

MASERATI. Nel terzo trimestre 2025 i ricavi di Maserati sono stati pari a 188 milioni di euro, in calo del 4% rispetto ai 195 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. Il calo, spiega il gruppo, è dovuto principalmente a “volumi di spedizione inferiori e degli effetti sfavorevoli della conversione valutaria, parzialmente compensati da un mix più elevato”. I ricavi sono pari a 557 milioni nei primi nove mesi dell’anno in netto calo rispetto agli 826 milioni dello stesso periodo del 2024. Le consegne del terzo trimestre sono calate a 1800 unità (erano 2100 nello stesso trimestre del 2024) a causa di “un portafoglio significativamente ridotto”. 

 

Auto, Filosa striglia l’Ue: “Il vero problema non è la Cina, ma le regole di Bruxelles”

“La nostra parte la stiamo chiaramente facendo. Abbiamo bisogno della seconda parte. Abbiamo bisogno di un’urgente revisione delle regolamentazioni a Bruxelles”. L’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, ospite della puntata di ‘Cinque minuti’ di Bruno Vespa, torna a strigliare l’Europa e lo fa puntando il dito contro le regole ancora troppo “restrittive” che “devono essere urgentemente” riviste. Un ragionamento, quello del ceo, che ricalca gli annunci fatti la scorsa settimana in occasione dell’incontro con i sindacati a Mirafiori, a cui aveva chiesto collaborazione proprio per fare pressione su Bruxelles, affinché la normativa torni a riflettere “la realtà del mercato” per “restituire ai clienti europei la libertà di scegliere la macchina che vogliono, come negli Stati Uniti”.

E la differenza tra la due sponde dell’Atlantico, dice a Vespa, è proprio questa. Negli Usa, “un mercato che esprime 16 milioni di vetture vendute all’anno” spiega, “abbiamo annunciato un investimento di 13 miliardi di dollari in 4 anni”. Qui, infatti, “la nuova amministrazione hanno trasformato le regole con un pragmatismo unico e rapidissimo e quindi hanno restituito agli americani la scelta di comprare la vettura che vogliono. In Europa le regole sono ancora restrittive e devono essere urgentemente” riviste.

Quattro le richieste lanciate da Stellantis all’Ue. La prima, rimarca Filosa, “è aprire al concetto di neutralità tecnologica”. La seconda è quella di puntare al rinnovamento del parco circolante. In Europa oggi, spiega, “ci sono 256 milioni di vetture; 150 milioni hanno più di 12 anni, quindi inquinano di più di quelle moderne”. Inoltre, il gruppo chiede un focus specifico sulle vetture piccole “per le quali l’Italia è il leader mondiale e la quarta cosa, abbiamo bisogno che i target sui veicoli commerciali siano modificati urgentemente perché sono irraggiungibili”. 

Il vero problema, insomma, non sono i costruttori cinesi “per quanto agguerriti nella loro concorrenza”, ma le regolamentazioni “che partono da Bruxelles, che non sono realistiche e che stanno indebolendo quello che di meglio abbiamo, ovvero l’industria automobilistica europea ed italiana. Se cambiano queste regolamentazioni, noi abbiamo di tutto per tornare a quello che eravamo prima: design, innovazione, tecnologia, progettualità”. 

Ma i target previsti nel nostro Paese restano quelli annunciati nei mesi scorsi. L’impegno di Stellantis con l’Italia “non è in discussione”, assicura, perché “è al centro del progetto strategico che abbiamo del nostro futuro. E lo stiamo dimostrando con fatti concreti”. Mercoledì, infatti, sarà lanciata la Jeep Compass a Melfi in Basilicata e fra un mese  la Fiat 500 ibrida a Mirafiori a Torino. Progetti che non prevedono “ridimensionamenti”, anzi:  “il nostro piano – dice Filosa – assegna a ciascuno stabilimento in Italia una chiara missione produttiva, per tutte le fabbriche, senza nessuna esclusione. Noi stiamo investendo 2 miliardi di euro in un anno solo in Italia, stiamo acquistando 6 miliardi di euro in componenti e servizi da fornitori tutti italiani. Stiamo facendo la nostra parte”. 

Certo, a pesare sulla competitività italiana – che comunque “su alcuni fattori è assolutamente imbattibile” –  è anche il costo dell’energia. “Nel 2024 – spiega Filosa – in Spagna 1 MW ci costa dai 70 agli 80 euro. In Italia nello stesso anno la stessa quantità di energia costa più del doppio, 182 euro”. Ecco perché “stiamo parlando col governo italiano, sono ricettivi, stiamo intrattenendo con loro un dialogo costruttivo, speriamo di arrivare a conclusioni favorevoli”.

Stellantis, Filosa incontra i sindacati: “Piano Italia confermato, Paese resta strategico”

“Oggi con voi voglio ribadire con fermezza il nostro impegno nei confronti dell’Italia, un Paese al centro della nostra visione strategica. Il Piano Italia è solido e confermato. Sta rispettando le tempistiche annunciate: lo dimostrano i prossimi lanci della Fiat 500 ibrida, la cui produzione inizierà a novembre a Mirafiori, e della nuova Jeep Compass che inizieremo a produrre nelle prossime settimane a Melfi”. Lo ha detto il ceo di Stellantis, Antonio Filosa, durante l’incontro con i sindacati che si sta svolgendo a Mirafiori. Insieme all’amministratore delegato partecipano, per il gruppo, anche Emanuele Cappellano (Head of Enlarged Europe and European Brands), Xavier Chereau (Human Resources) e Giuseppe Manca (responsabile delle Relazioni istituzionali e delle Risorse umane di Stellantis Italia). Per i sindacati partecipano Ferdinando Uliano e Stefano Boschini della Fim, Michele De Palma e Samuele Lodi della Fiom, Antonio Spera e Circo Marino di Uglm, Roberto Di Maulo e Sara Rinaudo per la Fismic, Rocco Palombella e Gianluca Ficco della Uilm, Giovanni Serra e Fabrizio Amante per Aqcfr.

Nel corso dell’incontro, Filosa, ha chiesto il supporto dei sindacati e di “tutti gli stakeholder” per fare pressione sull’Ue. “Serve rivedere la regolamentazione europea – ha spiegato – che non tiene in debito conto della realtà del mercato e del contesto industriale. Questo obiettivo è collettivo: stiamo lavorando intensamente con l’Acea e direttamente con la Commissione Europea, ma per fare tutto questo abbiamo bisogno del supporto di tutti gli stakeholder, e in particolare delle organizzazioni sindacali di tutte le aree in cui operiamo, a partire da voi qui in Italia dove abbiamo un grande piano che si chiama Piano Italia”.

“Aver imposto obiettivi così stringenti in un così breve lasso di tempo – ha detto Filosa – ha spiazzato sia la domanda che l’offerta. Dobbiamo cambiare le regole per riuscire a offrire ai nostri clienti l’intera gamma di veicoli che desiderano e che possono acquistare: solo così sarà possibile rilanciare la produzione. Per raggiungere questo obiettivo, serve aprire al concetto di neutralità tecnologica, servono misure che incoraggino il rinnovo del parco auto, serve sostenere il segmento delle piccole auto, serve rivedere i target imposti sui veicoli commerciali, che non sono raggiungibili”.

Stellantis, cambi nella leadership: Cappellano capo Europa, Imparato ceo Maserati

A poche settimane dalla presentazione dei conti del terzo trimestre 2025 – prevista il 30 ottobre – Stellantis punta sul rimpasto con un giro di nomine, con l’obiettivo, spiega il ceo Antonio Filosa, di promuovere “talenti eccezionali, sia all’interno che all’esterno, a ruoli di leadership, mentre prepariamo la nostra azienda al successo futuro”. Ma, chiaramente, ciò che serve davvero, è una squadra forte per il futuro piano industriale, che dovrebbe essere presentato all’inizio del prossimo anno.

Tanti i cambiamenti previsti dal gruppo, a cominciare dal ruolo di responsabile Enlarged Europe & European brands, che viene assunto da Emanuele Cappellano, il quale conserva comunque anche l’incarico di responsabile di Stellantis Pro One. “E’ l’uomo giusto” per questo ruolo, fanno sapere dagli ambienti vicini a Stellantis. Jean-Philippe Imparato, finora capo dell’Europa allargata, passa a Maserati, in qualità di ceo, e si focalizzerà anche su Stellantis &You, riportando a Cappellano. Un ruolo “importantissimo” quello a cui si avvicina Imparato. Esclusa la vendita di Maserati, infatti, l’obiettivo è quello di puntare al rilancio, migliorare i conti e la produzione. Il ragionamento che viene fatto negli ambienti vicini a Stellantis è chiaro: serve un intervento molto forte per il Tridente e allora meglio metterci “l’uomo migliore” – cioè lo stesso Imparato – che, insieme a Santo Ficili – si occuperà proprio del piano di ripresa. “Siamo lieti di continuare a beneficiare dell’esperienza di Jean-Philippe nel suo nuovo ruolo”, commenta Filosa.

Nella squadra del gruppo entra anche Francesco Ciancia, proveniente da Mercedes-Benz, che tornerà in Stellantis come Global Head of Manufacturing a partire dal 1° novembre. Da questa data Arnaud Deboeuf lascerà l’azienda per intraprendere altre opportunità. Ciancia, uomo di fiducia di Filosa, condivide con il ceo la ‘gavetta’ all’interno delle aziende del gruppo. Ha maturato più di vent’anni di esperienza di leadership globale nell’ingegneria produttiva, direzione degli stabilimenti e applicazione dei principi di lean manufacturing. Prima di entrare in Mercedes-Benz nel 2022, Ciancia ha lavorato in Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e Stellantis a partire dal 2001, con diverse responsabilità, tra cui quella di direttore dello stabilimento di Kragujevac (Serbia), responsabile della produzione per l’America Latina e responsabile della produzione per Maserati e marchi premium per le regioni Europa, Medio Oriente e Africa. Il suo ruolo, dice il ceo Filosa, “sarà fondamentale per il nostro successo futuro, mentre continuiamo a lavorare senza sosta per migliorare la coerenza, l’efficienza e la competitività dei nostri processi produttivi a livello globale”. “La produzione – commenta Ciancia – è al centro delle attività dell’azienda, e non vedo l’ora di collaborare con i team di tutto il mondo per cogliere le opportunità di miglioramento che ci attendono”.

Nel giro di nomine rientrano anche Herlander Zola, attualmente Head of Commercial Operations Brazil and South America Light Commercial Vehicles, che è nominato Head of South America, succedendo quindi a Cappellano. Samir Cherfan entra a far parte della leadership mantenendo le sue responsabilità come Head of Middle East & Africa and Micromobility. Grégoire Olivier, attualmente Head of China Strategy, è nominato Head of China and Asia-Pacific e Ralph Gilles diventa Global Head of Design. Philippe de Rovira, già responsabile della regione congiunta Asia-Pacific, Middle East & Africa, lascia Stellantis per seguire altre opportunità di carriera, come reso noto a luglio.

Stellantis, Doug Ostermann lascia incarico: Joao Laranjo nuovo Cfo

Il brasiliano Joao Laranjo è il nuovo Chief Financial Officer e membro del Leadership Team di Stellantis, con effetto immediato. Doug Ostermann, infatti, fa sapere il gruppo, ha deciso di lasciare l’azienda per motivi personali. Laranjo assumerà, quindi, tutte le responsabilità precedentemente ricoperte da Ostermann.

Con oltre vent’anni di esperienza in finanza e revisione contabile in diversi mercati e una profonda conoscenza del settore automobilistico, Laranjo, fa sapere Stellantis, porta con sé una forte esperienza e leadership nella strategia finanziaria, nella pianificazione e nell’eccellenza operativa in un ambiente multiculturale. È entrato in Fiat Chrysler Automobiles (Fca) nel 2009, ricoprendo nel corso degli anni ruoli di crescente responsabilità in ambito di controllo finanziario e reporting, gestione del conto economico, tesoreria, pianificazione e analisi finanziaria, compliance e contabilità.

Laranjo ha iniziato la sua carriera in General Electric nel 2001, ricoprendo il ruolo di Associate Auditor e successivamente di Controller per GE Healthcare in Sud America. Nel 2009, è entrato in Fca come Chief Accounting Officer per l’America Latina, per poi diventare Chief Financial Officer della regione, dove ha svolto un ruolo importante nella trasformazione finanziaria e nella crescita regionale. Nel 2017, è stato nominato Chief Financial Officer di Stellantis North America. Nel 2024, è entrato in Goodyear come Vice President of Finance, guidando l’organizzazione Finance per le Americhe. È rientrato in Stellantis all’inizio di quest’anno come Chief Financial Officer di Stellantis North America, sotto la nuova gestione dell’Azienda. Laranjo ha conseguito un Mba presso Ibmec in Brasile e l’Advanced Finance Program presso la Wharton School.

“Avendo lavorato a stretto contatto con Joao per 15 anni e avendo assistito alla sua crescita – dice il ceo di Stellantis, Antonio Filosa –  sono rimasto costantemente colpito dalla sua ottima competenza finanziaria, dalla sua mentalità orientata ai risultati e dalla sua profonda comprensione delle complessità del nostro settore. Sono lieto di dargli il benvenuto nel Leadership Team di Stellantis, mentre continuiamo a posizionare la nostra Azienda per la crescita e il successo a lungo termine”. “Vorrei anche ringraziare Doug Ostermann per i suoi molti anni di dedizione al servizio di Fca e Stellantis”, aggiunge.

Stellantis conferma che la sua guidance finanziaria per il 2025, comunicata durante la conference call sui risultati del primo semestre del 29 luglio 2025, rimane invariata sotto tutti gli aspetti. La società conferma inoltre che annuncerà le consegne e i ricavi del terzo trimestre 2025 il 30 ottobre 2025, come previsto.