Trump rilancia il ‘meraviglioso’ carbone: stop a barriere normative

Il presidente Usa, Donald Trump, ha firmato alcuni decreti volti a “dare impulso” all’estrazione di carbone negli Stati Uniti, con l’obiettivo di “più che raddoppiare” la produzione interna di elettricità, in particolare per rispondere all’espansione dell’intelligenza artificiale. I testi che ha ratificato, circondato da minatori con in testa gli elmetti da cantiere, mirano ad eliminare le barriere normative all’estrazione del carbone e a sospendere le previste chiusure di numerose centrali che utilizzano questo combustibile fossile in tutto il paese.

“Porremo fine all’orientamento anti-carbone della precedente amministrazione”, ha detto il presidente americano, che ha dato istruzioni al Dipartimento di Giustizia di “identificare e combattere” le normative locali che ostacolerebbero il suo obiettivo. Donald Trump ha inoltre assicurato che “sarà possibile estrarre enormi quantità di minerali strategici e terre rare, di cui abbiamo bisogno per il settore tecnologico e dell’alta tecnologia, attraverso il processo di estrazione del carbone”.

L’obiettivo dei decreti, si legge nei documenti firmati da Trump, è “garantire la prosperità economica e la sicurezza nazionale dell’America, abbassare il costo della vita e far fronte all’aumento della domanda di energia elettrica da parte delle tecnologie emergenti”. Ecco perché “dobbiamo aumentare la produzione energetica nazionale, incluso il carbone”, che è “abbondante e conveniente e può essere utilizzato in qualsiasi condizione meteorologica”. Le “meravigliose” risorse Usa di questo combustibile fossile sono vaste e, spiega il presidente, hanno “un valore stimato attuale di trilioni di dollari”.

Entro 60 giorni i segretari degli Interni, dell’Agricoltura e dell’Energia dovranno presentare a Trump una relazione che identifichi le risorse e le riserve di carbone sui terreni federali e, nel caso di impedimenti all’estrazione, presentare politiche in grado di rimuoverli. I decreti firmati chiedono anche alle agenzie autorizzate a concedere prestiti, sovvenzioni o investimenti azionari di “adottare misure per revocare qualsiasi politica o regolamento che miri a scoraggiare o che scoraggi effettivamente gli investimenti nella produzione di carbone e nella generazione di energia elettrica da carbone”, come la Us Treasury Fossil Fuel Energy Guidance for Multilateral Development Banks del 2021, revocata dal Dipartimento del Tesoro.

La produzione di carbone, la fonte di energia fossile più inquinante, è diminuita drasticamente negli Stati Uniti negli ultimi quindici anni, passando da poco più di un miliardo di tonnellate nel 2008 a poco più di 520 milioni nel 2023, secondo i dati del governo. Due anni fa il carbone rappresentava solo poco più del 16% della produzione totale di elettricità, superato in particolare dalle energie rinnovabili (poco più del 21%). Conosciuto per le sue posizioni scettiche sul clima, Donald Trump, non appena tornato al potere il 20 gennaio, ha denunciato l’Accordo di Parigi sul clima e da allora ha iniziato a sostenere le energie fossili con la deregolamentazione. Più di un terzo dell’elettricità mondiale è prodotta con il carbone, un importante fattore di riscaldamento globale a causa delle emissioni di CO2 dovute alla sua combustione.

Elena Fois

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