Il G20 è un esame per Meloni tra Biden, Xi Jiping e clima

Al G20 di Bali sarà la prima, ‘vera’ volta di Giorgia Meloni con i grandi del mondo. Un passaggio – un esame – sicuramente più attendibile della Cop27, dove la presidente del Consiglio ha avuto incontri importanti ma circoscritti. La reunion indonesiana può definire meglio il perimetro all’interno del quale dovrà muoversi l’Italia nei prossimi anni. Meloni incontrerà Joe Biden, Xi Jiping e Erdogan, parteciperà ai lavori del cenacolo più esclusivo del pianeta, porrà questioni e vedrà di farsi dare risposte. Al centro dei colloqui bilaterali ci saranno questioni caldissime e lì, al cospetto di personaggi non proprio di primo pelo, si capirà quanto la premier è in grado di tenere la barra dritta e di portare avanti la sua politica.
Quello che non è successo a Sharm el-Sheikh, potrebbe accadere a Bali. Perché i ‘grandi inquinatori’ del mondo ci saranno tutti, compreso Narenda Modi, il primo ministro dell’India che non sembra possedere una sensibilità particolare per i temi ambientali. Sarà un’occasione, anzi l’occasione, per determinare alcuni passaggi che non possono più essere trascurati e che condizioneranno il futuro del pianeta in termini economici e climatici. Il tutto si innesta in contesto congiunturale delicato, dalla salvaguardia del clima all’instabilità finanziaria, dai disagi sociali post pandemia fino alle guerre alle porte dell’Europa. Un bella zuppa di grane, in buona sostanza.
La prima volta di Meloni, come si diceva, non potrà né essere banale né venire schiacciata dal peso della responsabilità e dallo spessore (o dalle spigolature) degli altri. Di solito da questi summit si esce con molte chiacchiere e pochi fatti, invece la presidente del Consiglio vorrebbe dare concretezza alla sua lunga trasferta in Asia: saturare l’agenda è un ‘must’ aziendale, ottenere qualcosa di concreto per l’Italia una difficoltà oggettiva. Una due giorni fondamentale, comunque, mentre il prezzo del gas sale e scende al ritmo incontrollabile del rock, le misure a salvaguardia delle imprese e delle famiglie per contrastare la crisi energetica danno la sensazione di essere transitorie e non apprezzate da tutti (leggi Carlo Bonomi, numero uno di Confindustria), la paura che l’inverno sia davvero ‘freddo’ congela qualsiasi speranza a breve termine.

Vittorio Oreggia

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