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Via alla partnership Italia-Angola per aumento fornitura di gas

Chiudere in fretta con il gas russo. È questo l’obiettivo dell’Italia che stringe i tempi per nuove partnership che consentano di diversificare le forniture energetiche necessarie a coprire il fabbisogno del Paese. Su delega del presidente del Consiglio, Mario Draghi (bloccato a Roma dal Covid), i ministri degli Esteri, Luigi Di Maio, e della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, accompagnati dall’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, hanno sottoscritto una Dichiarazione d’intenti in Angola per sviluppare nuove attività nel settore del gas naturale, dirette anche ad aumentare l’export verso l’Italia, e per porre in essere progetti congiunti a favore della decarbonizzazione e transizione energetica del Paese africano. I responsabili di Farnesina e Mite sono atterrati a Luanda nel tardo pomeriggio, dove hanno incontrato il presidente della Repubblica, Joao Manuel Goncalves Lourenco, con il quale Draghi ha avuto un colloquio telefonico in mattinata, per confermare la comune volontà di rafforzare il partenariato bilaterale in tutti i settori di reciproco interesse, con particolare riguardo all’ambito energetico, oltre ad auspicare un incontro nelle prossime settimane.

“Abbiamo raggiunto un altro importante accordo con l’Angola per l’aumento delle forniture di gas“, ha commentato Di Maio. Aggiungendo: “A un mese esatto dalla mia prima visita, si conferma l’impegno dell’Italia a differenziare le fonti di approvvigionamento energetico. Un’azione costante a difesa delle famiglie e delle imprese italiane“. Per il ministro della Transizione ecologica “si tratta di un importante accordo che dà impulso alla partnership fra Italia e Angola nei settori delle rinnovabili, dei biocarburanti, del Gnl e della formazione in ambito tecnologico ed ambientale. Non solo un passo avanti nella diversificazione delle sorgenti di gas – continua Cingolani -, ma anche un’importante contributo al sostegno della transizione ecologica globale“. La missione proseguirà domani in Congo, dove saranno ricevuti dal presidente della Repubblica, Denis Sassou N’Guesso, per sottoscrivere un’altra intesa sulla cooperazione rafforzata in ambito energetico. Ma la missione dei due ministri e del vertice di Eni “testimonia l’attenzione e l’interesse con cui l’Italia guarda all’Africa, un continente che è stato al centro della presidenza italiana del G20 lo scorso anno e con il quale si punta a rafforzare il partenariato in tutti i settori“, sottolinea una nota del ministero degli Esteri.

La strategia di approvvigionamento energetico del governo punta a rimpiazzare il 50% del gas russo entro il 2023: un terzo dall’Algeria, mentre il resto da Congo, Angola, Mozambico e altri Paesi africani con i quali sono in corso trattative molto importanti, compresi Egitto e Qatar. Il piano italiano, comunque, non si ferma. Draghi ha sentito al telefono il primo ministro della Repubblica socialista del Vietnam, Pham Minh Chinh, per parlare della collaborazione fra Italia e Asean e dei rapporti Ue-Vietnam e degli sviluppi nell’Indopacifico. Nel colloquio, i due leader hanno affrontato le principali sfide globali, con particolare attenzione a quella contro il Covid-19, alla lotta contro i cambiamenti climatici e in favore della transizione verde. Segno che la strategia del nostro Paese diventa sempre più ampia e rapida. Come conferma l’indiscrezione del ‘il Sole 24 ore’, secondo cui l’esecutivo starebbe valutando la nomina di un commissario per accelerare l’iter relativo ai rigassificatori galleggianti (è stato dato incarico a Snam di reperirne due sul mercato), aggiungendo che questa soluzione rientra nel decreto aiuti.

Nello scenario geopolitico attuale, infatti, restano le forti incertezze legate al prosieguo del conflitto tra Russia e Ucraina. Ne ha parlato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la visita al Quirinale della presidente della Repubblica Slovacca, Zuzana Caputova, cui ha preso parte anche il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova. “Occorre rafforzare la collaborazione europea su tutti i fronti per affrontare uniti le minacce provocate dalla guerra”, ha detto il capo dello Stato, secondo quanto si apprende, nel corso del colloquio. Sottolineando la necessità di “continuare a mantenere la compattezza nell’Ue e con la Nato e a operare come abbiamo già fatto – con le sanzioni economiche, con l’aiuto all’Ucraina – per impedire che il governo della Federazione Russa consolidi l’idea che è possibile risolvere le controversie con l’aggressione militare“. Perché, ha ribadito Mattarella, “questo è l’unico modo per fermare l’allargamento del conflitto che avrebbe conseguenze gravissime“.

Nadia Bisson

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