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Gnl dal Golfo a rischio: Asia meridionale sull’orlo di una nuova crisi energetica

Il caos energetico causato dalla guerra con l’Iran e l’interruzione dei transiti via mare su Hormuz colpisce indistintamente le varie economie mondiali ma l’Asia si conferma come la regione più vulnerabile. Circa l’84-89% del greggio e del Gnl che attraversa lo stretto è destinato ai mercati orientali. In questo contesto, un rapporto di Global Energy Monitor (Gem) avverte che l’espansione pianificata delle infrastrutture per il gas naturale liquefatto (Gnl) in Asia meridionale potrebbe esporre la regione a significativi rischi economici e di sicurezza energetica nel lungo periodo. Secondo l’Asia Gas Tracker, India, Bangladesh e Pakistan hanno annunciato o stanno costruendo terminali Gnl e gasdotti per circa 107 miliardi di dollari. L’Asia meridionale rappresenta il 17% della capacità globale di importazione di Gnl in sviluppo (110,7 milioni di tonnellate annue) e il 17% dei nuovi gasdotti globali per lunghezza. Bangladesh e Pakistan stanno sviluppando capacità di importazione sufficienti a raddoppiare l’attuale capacità, mentre l’India sta portando avanti la seconda più grande espansione mondiale dei terminal Gnl e il terzo più grande programma di nuovi gasdotti.

Tuttavia, gli analisti di Gem sottolineano che anche in un mercato globale relativamente equilibrato le interruzioni nelle rotte di trasporto o nella produzione possono far salire rapidamente i prezzi e limitare l’accesso alle forniture. Tutti e tre i paesi sono importatori molto sensibili ai prezzi e con una lunga storia di progetti cancellati: negli ultimi dieci anni hanno sospeso o annullato una capacità di importazione di LNG da due a tre volte superiore rispetto a quella effettivamente realizzata. Le tensioni attuali aggravano ulteriormente la situazione. La dichiarazione di forza maggiore da parte di QatarEnergy minaccia circa il 20% dell’offerta globale di Gnl, mettendo sotto forte pressione gli importatori dell’Asia meridionale, fortemente dipendenti dalle forniture del Golfo. L’India importa dal Qatar oltre la metà del proprio Gnl, mentre il Pakistan ha acquistato quasi tutte le sue forniture del 2025 dallo stesso paese. Bangladesh dipende in larga misura da Qatar ed Emirati Arabi Uniti.

Secondo Wood Mackenzie, la domanda di Gnl dell’Asia meridionale avrebbe dovuto crescere del 7% nel 2026, ma una chiusura di due mesi dello Stretto di Hormuz potrebbe bloccare questa espansione. “La domanda nei mercati dell’Asia meridionale probabilmente resterà piatta nel migliore dei casi – ha dichiarato Akshay Gupta, analista gas e Gnl di Wood Mackenzie -. La forte competizione per i carichi spot disponibili ha già spinto i prezzi oltre i 20 dollari per mmBtu. Inoltre la maggior parte dei contratti Gnl è indicizzata al petrolio con un ritardo di circa tre mesi: questo significa che i costi per gli importatori della regione sono destinati ad aumentare dalla metà del 2026, aggravando le bollette energetiche”. L’India potrebbe perdere fino a 1,45 milioni di tonnellate di Gnl al mese e sta valutando di sostituire solo metà delle forniture mancanti. Società come Petronet Lng hanno dichiarato forza maggiore verso i clienti, mentre aggregatori e distributori come Gail e Gujarat State Petroleum Corporation stanno riducendo le forniture industriali per dare priorità ai settori essenziali. Industrie energivore – raffinazione, petrolchimica, vetro e ceramica – stanno già affrontando carenze di gas. Il Pakistan, che nel 2025 ha importato 6,6 milioni di tonnellate di Gnl quasi interamente dal Qatar, è particolarmente vulnerabile. Il Paese potrebbe sostituire solo metà delle forniture mancanti e sta già riducendo la domanda attraverso tagli ai consumi, cambio di combustibili e maggiore ricorso alle rinnovabili. Anche il Bangladesh risente dello shock: nel 2025 Qatar ed Emirati hanno fornito il 63% delle importazioni di Gnl. Il governo ha introdotto razionamenti del gas, con tagli giornalieri alle stazioni di gas naturale compresso (Gnc) e riduzioni della produzione nei settori tessile e dell’abbigliamento. “La crescita dei prezzi spot del Gnl metterà sotto forte pressione il bilancio energetico del Bangladesh, costringendo il paese ad acquistare forniture più costose mentre raziona il gas ai settori prioritari”, ha avvertito Gupta.

Chiara Troiano

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