Vierucci (Banca Etica): “Più risorse e partnership al servizio della transizione”

“Il nostro approccio alla transizione energetica è fondato su tre pilastri, essenzialmente. Fin dall’inizio anche dell’avviamento sia delle comunità energetiche come anche delle grandi forme di incentivazione per le fonti di energia rinnovabile – agrivoltaico, eolico, idroelettrico – abbiamo fissato, individuato, tre forme strutturali di presenza nostra. La prima mettendo a disposizione delle risorse finanziarie in maniera ingente rispetto alla nostra capacità di credito. Il secondo pilastro è quello di mettere a disposizione una rete e anche delle strutture dedicate per la valutazione dei progetti, e la terza forma per noi fondamentale è l’avvio delle partnership con operatori di settore nei vari ambiti, come per esempio per le comunità energetiche e il progetto ‘Respira’ che ci vede insieme a Legacoop e Coop Fond. Legacoop accompagna la nascita delle Cers in forma cooperativa. Coop Fond riesce a sostenere la nascita della cooperativa fin dallo studio di fattibilità, per poi anche intervenire nel capitale e, con come Banca Etica, prevedendo le forme di sostegno creditizio con i finanziamenti che si rendono necessari per eseguire gli investimenti”. Così a Gea Paolo Vierucci, Head of the Credit Development and Orientation Office di Banca Etica in occasione di Key – The Energy Transition Expo.

E approfondendo il tema delle CERS ha dichiarato: “Agendo in modo coordinato possiamo ottimizzare tutte le fasi di nascita e di supporto e sviluppo delle Cers. E l’autoconsumo è un’opportunità importante che crea la realtà e la possibilità di mettersi insieme. Quindi è uno spunto, è il punto di partenza per una comunità energetica. Ci troviamo per condividere energia e per decidere insieme la finalità. A quel punto la comunità costituita potrà concedersi molto di più della condivisione dell’energia, condividere altre iniziative economiche e anche con ripercussioni sociali. In particolare, la forma delle CERS ci pare molto interessante, specialmente quella in qualche modo guidata dal coordinamento delle Cers di Roma e del Lazio, perché mette l’accento proprio sulla destinazione sociale della forma di incentivo. Questo crea un elemento per noi importante come banca che è il rafforzamento della coesione delle comunità”.

redazione

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