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L’Ue approva lo stop al petrolio russo

Sei mesi per liberarsi dal greggio russo importato via nave, otto mesi per dire addio ai prodotti raffinati del petrolio, come la benzina. L’Unione europea ha formalmente adottato venerdì il sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina, dopo 30 giorni di negoziati sulla proposta della Commissione Europea. Parte centrale del nuovo insieme di misure restrittive è un embargo graduale sul petrolio russo importato via mare, esentando per il momento il greggio importato attraverso gli oleodotti, per accontentare le richieste di alcuni Stati membri e in particolare dell’Ungheria.

Il divieto andrà a coprire due terzi del petrolio russo importato nell’Ue (si arriverà al 90% con l’impegno di Germania e Polonia di tagliare le importazioni tramite oleodotto entro la fine dell’anno). Secondo le stime, nel 2021 l’UE ha importato dalla Russia 48 miliardi di euro di petrolio greggio e 23 miliardi di euro di prodotti petroliferi raffinati. Gli Stati hanno sei mesi per porre fine alle importazioni di greggio in arrivo via mare, le operazioni di mercato spot e l’esecuzione dei contratti in essere, otto mesi per lo stop ai prodotti del petrolio raffinato.

Per il momento, restano esentate dall’embargo le forniture di greggio russo in arrivo attraverso l’oleodotto Druzhba, che attraversa Polonia, Germania, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca e attraverso il quale passa circa un terzo del petrolio russo importato nell’Unione Europea. La deroga è prevista dal momento che questi Stati membri dell’UE “a causa della loro situazione geografica, soffrono di una specifica dipendenza dalle forniture russe e non hanno alternative valide”. Il tracciato settentrionale dell’oleodotto trasporta il greggio in Germania e in Polonia, la parte meridionale invece in Ungheria e anche Slovacchia. Saranno esenti dall’embargo per un tempo ancora non definito – che i leader dovrebbero stabilire a livello politico nel corso dei prossimi Vertici europei – anche se Polonia e Germania si sono impegnate all’ultimo Consiglio europeo a smettere di usare l’oleodotto entro la fine del 2022.

Anche per Bulgaria e Croazia sono previste deroghe temporanee: fino alla fine del 2024 Sofia potrà continuare a importare greggio e prodotti petroliferi via nave; mentre Zagabria potrà autorizzare fino alla fine del 2023 l’importazione di gasolio da vuoto, un tipo particolare di carburante per jet. Viene specificato dalle Istituzioni comunitarie che gli Stati membri che beneficiano di tale esenzione “non potranno rivendere il petrolio greggio e prodotti petroliferi ad altri Stati membri o paesi terzi”, dal momento che il petrolio russo è più economico. All’embargo petrolifero si lega il divieto (che entrerà in vigore sempre tra sei mesi) per gli operatori dell’UE di “assicurare e finanziare il trasporto”, in particolare attraverso rotte marittime, di petrolio russo verso Paesi terzi. Oltre all’oro nero, il pacchetto prende di mira anche l’esportazione di sostanze chimiche che potrebbero essere utilizzate nella produzione di armi chimiche.

Giulia Proietto Billorello

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