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Nel 2024 l’Italia ha i prezzi dell’elettricità più alti e il peggior deficit elettrico

In Sicilia si è pagata l’energia elettrica più cara d’Europa nel 2024. Secondo i dati forniti da Energy-chart.info il prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso in media è stato di 112,13 euro per megawattora. La zona europea invece dove l’elettrica è risultata più economica è la zona 4 della Norvegia, quella più a nord, con una quotazione media di 23,3 euro/Mwh. In pratica al Sud Italia la luce costa il 381% in più nei confronti dell’estremo nord ovest della penisola scandinava.

A livello di Paese, sempre secondo i dati forniti da Energy-chart.info, il prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso in Italia nel 2024 è stato di 109 euro/Mwh. In Spagna è stato di 63,04 euro, in Francia di 58,02, in Germania di 78,5 euro per megawattora. In pratica da noi quest’anno l’elettricità è costata il 72.9% in più rispetto alla Spagna, l’87,9% in più nei confronti della Francia e il 38,8% in più di quella tedesca. Anche nelle regioni dei Balcani i costi sono risultati piuttosto elevati. La Serbia e la Macedonia del Nord, ad esempio, hanno registrato prezzi rispettivamente di 101,53 euro/MWh e 101,79. Così come la Bulgaria e la Romania hanno visto un incremento, con costi dell’energia pari a 102,55 euro/MWh e 103,52, rispettivamente.

Una situazione opposta a quella del Nord Europa, oltre alla Norvegia – il Paese meno caro energeticamente d’Europa – pure la Svezia ha mantenuto tariffe relativamente basse, intorno ai 25 euro/Mwh. E benché le zone più meridionali abbiano visto un leggero aumento (35,77 euro/MWh), i prezzi rimangono comunque ben al di sotto della media europea. La Finlandia, pur non raggiungendo i livelli della Norvegia o della Svezia, ha registrato un costo relativamente contenuto di 45,58 euro/MWh, che la colloca tra i Paesi con le tariffe più basse in Europa.

Più si va a Sud, più i prezzi invece salgono. In Francia, appunto, l’elettricità è costata in media 58,02 euro/MWh, confermandosi come uno dei Paesi con tariffe relativamente basse rispetto al sud del continente. Questo è dovuto in parte alla continua espansione delle fonti di energia rinnovabile e nucleare che dominano il mix energetico francese. Nei Paesi Bassi, i costi hanno raggiunto 77,29 euro/MWh, mentre in Germania il prezzo dell’energia ha toccato i 78,51 euro/MWh grazie alla continua espansione delle energie rinnovabili e al robusto sistema di interconnessione energetica con i Paesi vicini. Anche il Lussemburgo ha registrato lo stesso prezzo della Germania, pari a 78,51. Belgio e Svizzera hanno avuto prezzi, rispettivamente di 70,32 euro/MWh e 75,96, risultando in una fascia di mercato intermedia tra i Paesi scandinavi e quelli più meridionali, ma comunque superiori alla media europea.

La situazione cambia radicalmente man mano che ci si sposta verso sud. L’Italia, in particolare, ha registrato infatti i costi tra i più elevati di tutta l’Europa, con un prezzo medio di 109 euro/MWh, e secondo i dati forniti da Energy-chart.info, l’Italia si è distinta anche per il peggior deficit elettrico d’Europa nel 2024. Con un saldo negativo di 52,1 TWh, ha dovuto importare quasi il doppio dell’energia rispetto alla Germania, che si è fermata a 28,4 TWh. Questo enorme deficit energetico è dovuto a una combinazione di fattori, tra cui l’alto costo di produzione nazionale e la difficoltà di integrazione con i mercati energetici europei. Al contrario, alcuni Paesi come la Spagna e la Francia sono riusciti a mantenere surplus energetici significativi, con la Spagna che ha registrato un surplus di 8,1 TWh e la Francia un impressionante +89 TWh. Questi surplus derivano in parte da politiche energetiche più efficienti e alla maggiore capacità di esportazione, grazie a una migliore interconnessione con le reti europee e un mix energetico che include un’alta percentuale di energia nucleare e rinnovabile.

Chiara Troiano

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