Pinori (Fimer): “Il mercato chiede sempre più prodotti italiani per l’energia”

“Quella che noi abbiamo chiamato un’inversione di rotta è una rivoluzione. Fimer ha avuto varie vicissitudini, vari momenti di gloria e anche di difficoltà. Oggi abbiamo un nuovo investitore che ha rilevato il ramo di azienda di Fimer e ci possiamo definire una startup con 50 anni di storia. Perché in fondo abbiamo una conoscenza veramente approfondita del mercato, dei prodotti e da oltre 50 anni facciamo l’eccellenza dei prodotti per le energie rinnovabili”. Così ha affermato Alberto Pinori, Sales & Marketing di Fimer , durante Key – The Energy Transition Expo a Rimini. A Gea ha poi raccontato quali sono state le ultime evoluzioni dell’azienda che rappresenta e quali i progetti presenti e futuri.

“Abbiamo oggi un investitore nuovo, un piano industriale, un progetto di marketing e un piano di marketing e una politica commerciale. Abbiamo le persone, abbiamo i brevetti, abbiamo i prodotti e adesso ci proponiamo di nuovo sul mercato per far vedere che l’Italia c’è. L’ultimo nato è il Pvm che ha quattro versioni, 75, 100, 110, 125, un prodotto quindi di stringa che si combina con una batteria di oltre 200 kW ora di accumulo, quindi una soluzione assolutamente corretta per il commerciale e l’industriale, quello che si chiama in gergo C&I – ha dichiarato, soffermandosi poi sull’importanza di valorizzare l’operato italiano –. I prodotti possono avere varie collocazioni: non esistono solo prodotti asiatici, esistono prodotti anche europei e il mercato oggi nelle automobili non è fatto da soltanto prodotti asiatici. Quindi lo spazio per una posizione di prodotti italiani non solo c’è, ma ce n’è sempre più bisogno. Devo dire che, da quando ho deciso di accogliere questa sfida, ho ricevuto il commento più classico ‘Meno male che sei venuto perché abbiamo bisogno di un prodotto italiano’. Quindi il mercato ne ha bisogno, ne ha voglia. Ne ha voglia perché comunque non è che asiatico vuol dire buono, cinese vuol dire buono o vuol dire economico, può anche voler dire che non è sempre la soluzione migliore”.

redazione

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