Vierucci (Banca Etica): “Più risorse e partnership al servizio della transizione”

“Il nostro approccio alla transizione energetica è fondato su tre pilastri, essenzialmente. Fin dall’inizio anche dell’avviamento sia delle comunità energetiche come anche delle grandi forme di incentivazione per le fonti di energia rinnovabile – agrivoltaico, eolico, idroelettrico – abbiamo fissato, individuato, tre forme strutturali di presenza nostra. La prima mettendo a disposizione delle risorse finanziarie in maniera ingente rispetto alla nostra capacità di credito. Il secondo pilastro è quello di mettere a disposizione una rete e anche delle strutture dedicate per la valutazione dei progetti, e la terza forma per noi fondamentale è l’avvio delle partnership con operatori di settore nei vari ambiti, come per esempio per le comunità energetiche e il progetto ‘Respira’ che ci vede insieme a Legacoop e Coop Fond. Legacoop accompagna la nascita delle Cers in forma cooperativa. Coop Fond riesce a sostenere la nascita della cooperativa fin dallo studio di fattibilità, per poi anche intervenire nel capitale e, con come Banca Etica, prevedendo le forme di sostegno creditizio con i finanziamenti che si rendono necessari per eseguire gli investimenti”. Così a Gea Paolo Vierucci, Head of the Credit Development and Orientation Office di Banca Etica in occasione di Key – The Energy Transition Expo.

E approfondendo il tema delle CERS ha dichiarato: “Agendo in modo coordinato possiamo ottimizzare tutte le fasi di nascita e di supporto e sviluppo delle Cers. E l’autoconsumo è un’opportunità importante che crea la realtà e la possibilità di mettersi insieme. Quindi è uno spunto, è il punto di partenza per una comunità energetica. Ci troviamo per condividere energia e per decidere insieme la finalità. A quel punto la comunità costituita potrà concedersi molto di più della condivisione dell’energia, condividere altre iniziative economiche e anche con ripercussioni sociali. In particolare, la forma delle CERS ci pare molto interessante, specialmente quella in qualche modo guidata dal coordinamento delle Cers di Roma e del Lazio, perché mette l’accento proprio sulla destinazione sociale della forma di incentivo. Questo crea un elemento per noi importante come banca che è il rafforzamento della coesione delle comunità”.

Lilli (ABB): “Più investimenti su infrastrutture e competenze per la transizione”

Tra i protagonisti dell’edizione 2026 di Key – The Energy Transition Expo, uno dei principali momenti di confronto sul futuro del sistema energetico, c’è anche ABB. La multinazionale è oggi impegnata nello sviluppo di soluzioni per l’elettrificazione e l’efficienza delle infrastrutture energetiche.

Secondo Gianluca Lilli, Senior Vice President di ABB Electrification Italia, il sistema energetico nazionale parte da basi solide, ma è necessario proseguire con decisione lungo il percorso di trasformazione. “In Italia abbiamo delle ottime basi, ma sono soltanto delle basi su cui bisogna continuare a lavorare e a investire. Oggi abbiamo una domanda di energia elettrica che sta crescendo a un ritmo incredibile e continuerà a farlo nei prossimi anni, trainata dai data center, dalla mobilità elettrica e dalla trasformazione dei processi industriali e degli edifici, che passano da sistemi tradizionali a sistemi elettrici”.

Per sostenere questa crescita sarà necessario rafforzare in modo significativo le infrastrutture. “Bisogna continuare a investire come è stato fatto finora, ma addirittura c’è uno studio che prevede che per raggiungere gli obiettivi della transizione energetica si debba investire il doppio nei prossimi anni nelle reti elettriche, proprio per aumentarne la capacità”.

Accanto allo sviluppo delle infrastrutture, un altro fronte riguarda l’innovazione tecnologica e l’efficienza. “C’è un grande filone di investimenti che deve essere destinato allo sviluppo e all’adozione di tecnologie che rendano più efficiente l’utilizzo dell’energia elettrica. Questo significa minimizzare consumi ed emissioni, ma anche massimizzare i tempi di esercizio e ridurre i costi operativi delle reti”.

Per Lilli, una delle priorità principali riguarda però la stabilità delle politiche industriali e degli strumenti di investimento. “È fondamentale che dopo il Pnrr ci sia una continuità strategica. Non possiamo pensare che un’ondata di investimenti durata pochi anni si interrompa per poi ripartire tra molto tempo. Sarebbe importante avere un piano strutturale più lungo, magari meno concentrato in certi periodi ma più stabile e affidabile. Per chi vuole investire, la cosa peggiore è non sapere quali saranno le regole di domani”.

Un altro elemento chiave riguarda lo sviluppo delle competenze necessarie per sostenere la trasformazione energetica. “Per realizzare questa transizione servono competenze tecnologiche, di elettrificazione e di digitalizzazione. È importante costruire un piano in cui tutti gli attori – dal mondo dell’educazione alle imprese – lavorino insieme per creare e trattenere queste competenze”.

Infine, Lilli ha sottolineato anche il ruolo che l’Italia può giocare nello sviluppo tecnologico internazionale. “Vedo molti giovani interessati a contribuire alla transizione energetica. L’opportunità è farlo anche nel proprio Paese, in gruppi industriali che non vedono l’Italia solo come un mercato di consumatori, ma anche come un luogo in cui sviluppare e produrre tecnologia da esportare nel mondo. In ABB vediamo spesso questo entusiasmo nei giovani che entrano in azienda”.

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Ghidoni (Cefla): “Con soluzione Energy Hub la produzione è studiata sul cliente”

“Una novità importante è la modalità di approccio ai clienti che è quella di progettazione e costruzione degli Energy Hub, che sono dei poli di generazione elettrica e termica a servizio dei processi produttivi che vengono studiati sulle esigenze, sugli obiettivi del cliente. Quindi vengono confezionati in maniera proattiva insieme al cliente, mettendo a disposizione le nostre conoscenze e quelle del cliente in modo tale da arrivare ad avere un prodotto che sia tagliato sulle esigenze ed efficientato nel miglior modo possibile in quel momento”. Così Davide Ghidoni, Sales area manager di Cefla. In merito alla collaborazione con Igor Gorgonzola aggiunge che “Igor ha sposato questa filosofia di approccio e siamo riusciti a pensare e concepire un modello di impianto che è rivolto, appunto, a centralizzare la Power Generation a favore dell’efficientamento e anche della sostenibilità, perché comunque se riesco a efficientare il mio impianto ho anche un impatto sulle emissioni e su tutto quello che è l’utilizzo del metano, che è molto migliore rispetto alle generazioni tradizionali e diffuse”.

Pinori (Fimer): “Il mercato chiede sempre più prodotti italiani per l’energia”

“Quella che noi abbiamo chiamato un’inversione di rotta è una rivoluzione. Fimer ha avuto varie vicissitudini, vari momenti di gloria e anche di difficoltà. Oggi abbiamo un nuovo investitore che ha rilevato il ramo di azienda di Fimer e ci possiamo definire una startup con 50 anni di storia. Perché in fondo abbiamo una conoscenza veramente approfondita del mercato, dei prodotti e da oltre 50 anni facciamo l’eccellenza dei prodotti per le energie rinnovabili”. Così ha affermato Alberto Pinori, Sales & Marketing di Fimer , durante Key – The Energy Transition Expo a Rimini. A Gea ha poi raccontato quali sono state le ultime evoluzioni dell’azienda che rappresenta e quali i progetti presenti e futuri.

“Abbiamo oggi un investitore nuovo, un piano industriale, un progetto di marketing e un piano di marketing e una politica commerciale. Abbiamo le persone, abbiamo i brevetti, abbiamo i prodotti e adesso ci proponiamo di nuovo sul mercato per far vedere che l’Italia c’è. L’ultimo nato è il Pvm che ha quattro versioni, 75, 100, 110, 125, un prodotto quindi di stringa che si combina con una batteria di oltre 200 kW ora di accumulo, quindi una soluzione assolutamente corretta per il commerciale e l’industriale, quello che si chiama in gergo C&I – ha dichiarato, soffermandosi poi sull’importanza di valorizzare l’operato italiano –. I prodotti possono avere varie collocazioni: non esistono solo prodotti asiatici, esistono prodotti anche europei e il mercato oggi nelle automobili non è fatto da soltanto prodotti asiatici. Quindi lo spazio per una posizione di prodotti italiani non solo c’è, ma ce n’è sempre più bisogno. Devo dire che, da quando ho deciso di accogliere questa sfida, ho ricevuto il commento più classico ‘Meno male che sei venuto perché abbiamo bisogno di un prodotto italiano’. Quindi il mercato ne ha bisogno, ne ha voglia. Ne ha voglia perché comunque non è che asiatico vuol dire buono, cinese vuol dire buono o vuol dire economico, può anche voler dire che non è sempre la soluzione migliore”.

Scopel (Clivet): “Clivet Smart Living, elemento intelligente per gestire l’energia”

“Abbiamo una novità di prodotto: si tratta della nuova versione della soluzione per l’accumulo di energia elettrica, principalmente pensato per ambito residenziale. Infatti fa parte di una nostra proposta, Clivet Smart Living, che appunto prevede una soluzione sì per portare comfort agli occupanti, ma soprattutto con un occhio di riguardo all’efficienza energetica e al diventare sempre più indipendenti energeticamente, ha dichiarato a Gea Luca Scopel, Product Manager Digital Solutions di Clivet Spa.

“Restando alla novità di prodotto che abbiamo qui, è una gamma completa di soluzioni pensata per l’accumulo di energia elettrica in accoppiamento al sistema fotovoltaico – ha poi approfondito –. Una soluzione disponibile per impianti monofase, per impianti trifase, modulare, che ci permette di andare a fornire la giusta potenza con la giusta capacità a chi, appunto, necessita di avere un valido supporto per andare a ridurre quello che è l’impatto energetico e quello che è appunto uno strumento volto ad aumentarne l’efficienza e l’autonomia energetica. Fa parte di un pacchetto più ampio. Infatti noi, come Clivet Smart Living, abbiamo un elemento centrale che è un coordinatore di impianto Control 4 Energy e di fatto è un dispositivo che ci permette di andare a gestire non solo il comfort degli occupanti delle persone, però coordina proprio il flusso energetico a partire dal sistema di accumulo per arrivare appunto ad efficientare meglio anche la pompa di calore”.

“L’uso dell’energia deve essere fatto in modo intelligente e su questo siamo supportati da soluzioni come Clivet Smart Living, che ci permette di avere un elemento intelligente che sa gestire l’energia giusta per fornire il giusto contributo a quelli che sono gli occupanti”, ha concluso Scopel.

Cattaneo (Manni Energy): “Impegno concreto su efficientamento per ridurre sia costi sia emissioni”

Key– The Energy Transition Expo si conferma anche quest’anno uno dei principali appuntamenti dedicati all’innovazione nel settore energetico. Tra le realtà presenti anche Manni Energy, società del Manni Group attiva nello sviluppo di soluzioni per l’efficienza energetica e la transizione sostenibile.

“Le novità che portiamo a Key riguardano innanzitutto una forte verticalizzazione sulla parte dei servizi di advisory nel mondo del fotovoltaico – ha spiegato ai microfoni di Gea Michele Cattaneo, direttore generale di Manni Energy e Mobility manager di Manni Group –. Assistiamo i clienti nell’ambito dell’owner engineering e della direzione lavori, con l’obiettivo di garantire da una parte un efficientamento della committenza sugli Epc e dall’altra mantenere un elevato livello di qualità e controllo sull’operato degli installatori”.

Accanto ai servizi di consulenza tecnica, l’azienda sta ampliando la propria offerta anche sul fronte delle tecnologie per la gestione dell’energia. “Un’altra importante novità è quella legata allo storage. Abbiamo messo a terra un’offerta di ‘Storage-as-a-service’ che permette oggi di fare arbitraggio energetico sullo stesso impianto e che a breve, ci auguriamo, potrà includere anche la valorizzazione dei servizi di flessibilità sui mercati dei servizi di dispacciamento”.

Secondo Cattaneo, il tema dell’efficienza energetica deve essere interpretato in una prospettiva più ampia rispetto alla sola riduzione dei costi. “L’efficientamento non significa solo abbattere le spese energetiche, ma anche ridurre le emissioni. Si tratta quindi di un impegno concreto verso i requisiti e gli indirizzi della comunità europea in materia di decarbonizzazione”.

Nonostante le complessità del contesto energetico, la direzione del mercato appare chiara. “La domanda rimane e la traiettoria è quella tracciata negli anni precedenti. Le aziende serie con cui ci piace lavorare – e che rappresentano anche la linea che seguiamo come Manni Group – continuano a perseguire la riduzione delle emissioni in linea con obiettivi strutturati, come quelli previsti dal framework dei Science Based Targets”.

Rastelli (Siemens): “Transizione energetica non può avvenire senza transizione digitale”

Key – The Energy Transition Expo rappresenta uno dei principali momenti di confronto sul futuro dell’energia e sulla transizione verso sistemi più sostenibili. Tra le aziende presenti anche Siemens, che ha portato in fiera un portafoglio di soluzioni tecnologiche dedicate all’elettrificazione, alla digitalizzazione e alla sicurezza delle reti.

“Oggi a Key presentiamo un portafoglio assolutamente innovativo – ha spiegato ai microfoni di Gea Marco Rastelli, Head of Electrification & Automation di Siemens –. Abbiamo qui le nuove colonnine di ricarica elettrica che partono da una potenza di 480 kW fino al Mw, quindi adatte alla ricarica veloce di auto, truck e autobus. Dall’altra parte presentiamo il nostro portafoglio Blue Gis, completamente sostenibile ed esente da SF6, quindi all’avanguardia rispetto al panorama competitivo”.

Secondo Rastelli, la manifestazione rappresenta il contesto ideale per discutere le sfide della transizione energetica. “A Key siamo davvero nel cuore della transizione energetica, lo si respira in tutti gli stand. Per Siemens però la transizione energetica non può avvenire senza la transizione digitale: la digitalizzazione deve essere sempre al fianco delle soluzioni hardware per garantire un reale efficientamento energetico”.

In questo scenario si inserisce Electrification X, la piattaforma digitale sviluppata dall’azienda per il settore elettrico. “Electrification X è la nostra suite di digitalizzazione per il mondo dell’energia: permette il monitoraggio degli asset e il loro efficientamento, ed è quindi uno strumento chiave per garantire una vera transizione energetica”.

Un ulteriore elemento centrale riguarda la sicurezza delle infrastrutture energetiche. “Il contesto geopolitico rende assolutamente fondamentale la cybersecurity delle reti”, ha sottolineato Rastelli. “Parliamo sempre più di digitalizzazione delle reti, quindi diventa essenziale garantire sicurezza ed efficienza”.

Proprio su questo fronte Siemens ha sviluppato soluzioni specifiche per il monitoraggio e la protezione delle infrastrutture elettriche. “Abbiamo tecnologie che consentono di monitorare e preservare gli asset attraverso soluzioni digitali e cyber-secure. Abbiamo anche referenze già sperimentate, ad esempio a Malta, dove garantiamo il controllo delle reti di distribuzione attraverso sistemi che assicurano la protezione da possibili attacchi e la continuità operativa”.

Zino (SolaX Power): “Italia quasi matura sui Bess, ecosistema gestirà ogni esigenza clienti”

“Quest’anno presentiamo l’ecosistema, quindi non si parla più soltanto di inverter o di storage, parliamo di un ecosistema in grado di gestire a 360° le esigenze della clientela, dell’utente medio. Quindi, sappiamo che l’inverter SolaX è in grado di sovra produrre e conseguentemente di caricare le batterie in maniera estremamente veloce, ma cosa faccio di questa sovraproduzione quando le batterie sono cariche? In questo caso presentiamo l’ecosistema, ovvero è l’espansione del sistema classico unendo il caricatore per veicoli elettrici made by SolaX, ottimizzato per lavorare con l’inverter, che manda la sovraproduzione a caricare la mia automobile e quando la mia automobile carica, che faccio? Lavoro con la pompa di calore, sempre creata da SolaX, per andare a riscaldare la casa o gestire delle utenze legate all’acqua calda sanitaria, sempre con la produzione e anche con la sovraproduzione, quindi rendendo il cliente sempre più indipendente dal punto di vista economico”. Così ha dichiarato Mirko Zino, country manager Italia di SolaX Power, ai microfoni di Gea in occasione di Key – The Energy Transition Expo, parlando delle soluzioni energetiche per gli utenti.

Il professionista ha poi proseguito facendo una panoramica della situazione nel nostro Paese: “L’Italia è un mercato quasi maturo sui Bess (Battery Energy Storage Systems). Diciamo che la vera esplosione del mercato è arrivata verso la fine dello scorso anno, quello che noi chiamiamo il Q4. Quest’anno stiamo iniziando a raccogliere veramente i frutti, soprattutto nel segmento da 100 kW a 1 MW, tanto che stiamo uscendo in questi giorni con l’accumulo da 1 MW e 500 kW di carica e scarica”.

Togni (Anev): “Burocrazia e processi autorizzativi rallentano la transizione energetica”

“Il nostro Paese sta restando indietro. La differenza di velocità di marcia dagli altri Paesi europei è data da una serie di elementi”. Così Simone Togni, presidente dell’Associazione nazionale energia del vento (Anev), ha spiegato a GEA, in occasione di KEY – The Energy Transition Expo a Rimini, quali sono gli aspetti che rallentano la transizione ecologica in Italia. “La burocrazia asfissiante, che nel nostro Paese rende un’autorizzazione di un impianto eolico lunga 5 anni e mezzo contro i 2 anni massimo che dovrebbe da normativa europea, è uno degli elementi. L’altro – continua Togni – è il fatto che abbiamo un sistema costituzionalmente molto garantista – e questa è una cosa positiva – ma all’interno del quale ci sono poteri, come quello del Ministero dell’Ambiente che rilascia il suo parere e quello del Ministero della cultura per quello paesaggistico, che spesso confliggono. In quel caso il processo autorizzativo, invece di risolvere la controversia in maniera autonoma, deve rimettere alla Presidenza del Consiglio queste situazioni, che oggi ammontano a molte centinaia di progetti che quindi sono fermi in attesa di risoluzione. Inoltre, si aggiunga un problema relativo ai processi autorizzativi sia di valutazione impatto ambientale, che durano anche 3 anni mentre dovrebbero durare al massimo 6 mesi, e la questione relativa alle connessioni di rete per la quale un recente D.L. bollette sta provando a mettere una soluzione. Noi speriamo che le aspettative verranno rispettate”.

Togni, riportando la visione di Anev, sottolinea che “gli impianti eolici devono essere, secondo la nostra visione, realizzati in armonia con il territorio, dove non vi sono vincoli, seguendo tutte le giuste procedure ambientali. Dicevamo prima, sono le più avanzate del mondo, quelle italiane: noi dobbiamo avere pareri da 48 enti diversi ed è giusto che sia così. Detto questo, quando un progetto arriva ad aver superato tutti gli elementi di impatto, questo impianto evidentemente deve essere realizzato”.

Sugo (AGN Energia) a Key: “Fotovoltaico è un investimento a capitale garantito”

AGN Energia ha partecipato a KEY – The Energy Transition Expo presentando un nuovo modello di utility, fatto “su misura”. A tal proposito Alessandro Sugo, director of Power & Gas Department and Energy & Efficiency ha confermato a GEA che si tratta di “un servizio su misura basandosi sull’esigenza reale del cliente, partendo dal concetto di neutralità tecnologica”. Quindi, ha aggiunto Sugo, “noi partiamo dalla nostra commodity con cui abbiamo iniziato a portare l’energia termica, in questo caso al di fuori delle grandi città, quasi 70 anni fa e ci vestiamo sopra poi un un’integrazione con l’energia elettrica che serve a tutti i clienti e con la possibilità di prodursela e stoccarla con le batterie. Quindi guardiamo realmente quello che è il fabbisogno del cliente, senza pregiudizi da un punto di vista della predominanza delle rinnovabili, della rinuncia al fossile. Il fossile, se gestito bene con le tecnologie moderne, rappresenta, come anche la stessa Unione Europea ci sta dicendo negli ultimi mesi ormai, l’alternativa per avere la continuità del servizio e rispondere alle moderne esigenze di clienti, che siano aziende o famiglie”.

A GEA, Sugo ha rilasciato anche un’opinione riguardo al contesto attuale: “È un momento in cui effettivamente, soprattutto da un punto di vista del mercato domestico, residenziale, le famiglie è come se stessero riflettendo su che cosa succede nei prossimi tempi. È indubbio che gli ultimi orientamenti, la fine di incentivi, hanno un po’ rallentato l’interesse e noi siamo qui proprio per aiutarli a comprendere che invece è una grande opportunità il fotovoltaico perché rappresenta un investimento a capitale garantito con un ritorno certo e che soprattutto mette a riparo tutti, le famiglie ma anche le imprese dai costi dell’energia.”