Torna Ecomondo: dal 3 al 6 novembre a Rimini oltre 70 eventi e workshop

Oltre 70 eventi, conferenze e workshop definiti dal Comitato Tecnico Scientifico internazionale con imprese, associazioni, istituzioni e ricercatori, con un focus sull’economia circolare e rigenerativa. Dal 3 al 6 novembre la Fiera di Rimini apre le porte alla 29esima edizione di Ecomondo, evento di Italian Exhibition Group, che quest’anno è sempre più internazionale.

PACKAGING ED ECONOMIA CIRCOLARE.  Materie prime, riciclo e smaltimento rifiuti occupano quest’anno un ruolo di primo piano. Tra gli appuntamenti più importanti ci sarà ‘Circular Economy in Action: buone pratiche per i RAEE e le batterie a fine vita’, curato con ERION, che proporrà una panoramica delle esperienze europee più avanzate nel riciclo delle materie prime critiche, analizzando la posizione italiana e valutando il ruolo del riciclo di Raee e batterie nel ridurre la dipendenza europea dalle importazioni. ‘Scalare l’economia circolare nelle costruzioni: l’urban mining’ con Green Building Council Italy e l’Università Politecnica delle Marche, analizzerà il contesto regolatorio attuale, le opportunità e le tecnologie a supporto dell’implementazione dei modelli di Urban Mining, mentre l’evento ‘Strumenti di accelerazione dello sviluppo dell’economia circolare nel settore delle costruzioni e infrastrutture’ organizzato con Anpar/Assoambiente, favorirà il confronto fra i portatori di interesse del settore. Per quanto riguarda il Circular Economy Act, il Comitato Tecnico Scientifico proporrà dei momenti di confronto su sfide, opportunità e implicazioni per il packaging europeo (in collaborazione con Conai) e su cosa cambierà concretamente per chi gestisce i rifiuti (in collaborazione con Utilitalia).

TESSILE PROTAGONISTA DELLA NUOVA CIRCOLARITÀ EUROPEA. Gli eventi ‘Reuse, repair and eco-design. The heroes of magic circles of Circular Economy in the textile sector’, ‘EPR tessile in Italia e in Europa: armonizzazione dei sistemi e nuove sfide per la filiera’ con Assoambiente-Unirau, ‘ESPR and Digital Product Passport in textiles: traceability and transparency along the value chain’ con Aisec e ‘Ecodesign: sfide, strumenti ed opportunità per le imprese del settore tessile’, con JRC-Commissione Europea ed ENEA, ribadiscono la centralità del tessile nell’economia circolare europea. Inoltre, al settore sarà dedicato un palinsesto specifico, definito dal Tavolo di Lavoro Tessile di Ecomondo.

CITTÀ SALUBRI E CIRCOLARI. Con Cnr, Unesco Chair on Urban Health e Anci, verrà proposto l’evento ‘Costruire città in salute: dalla visione all’azione’. Il programma è, inoltre, arricchito dagli appuntamenti ‘Circular city-making’ (con Materia Rinnovabile – Renewable Matter e FROM srl) su come le città possono accelerare la transizione circolare, e ‘Smart Circular Cities’ (organizzato con l’Università di Bologna), su tecnologie digitali, infrastrutture sostenibili e nuovi modelli di governance per rendere le città più resilienti e climaticamente neutrali.

IL FOCUS SULLA CARTA. Federazione Carta & Grafica e Largo Consumo organizzeranno il Paper District GDO & Grocery Summit ‘Verso una nuova sinergia tra industria cartaria e GDO: sostenibilità, conformità normativa e trend di mercato’. Comieco, in collaborazione con Nomisma, proporrà inoltre un bilancio conclusivo sui benefici ambientali ed economici dei progetti cofinanziati dal PNRR che riguardano la filiera del riciclo della carta.

PREVENZIONE E GESTIONE DEI RISCHI NATURALI. Con l’Associazione Geotecnica Italiana AGI-IGS, si terrà l’appuntamento ‘Recenti sviluppi dell’ingegneria geotecnica nella difesa del territorio e nella tutela dell’ambiente’ dedicato alla progettazione di opere e interventi sostenibili e resilienti.

RIPRISTINO DEL SUOLO, BIOECONOMIA RIGENERATIVA E BIOENERGIA. Tra le proposte in palinsesto: ‘L’azienda agricola del futuro: una bioraffineria che genera valore collettivo’, in collaborazione con il Consorzio Italiano Biogas; ‘Cosa dice la scienza sul ruolo delle bioplastiche biodegradabili e compostabili per la tutela del suolo’ con Novamont, Coldiretti, Fondazione Re Soil e Biorepack; ‘Agrifood Next: start-up, Intelligenza Artificiale e nuovi modelli di investimento per la bioeconomia’, organizzato con Confagricoltura, Federalimentare, ENEA, Cluster CL.A.N., e “Innovazione per la Bioeconomia Circolare” con JRC – Commissione Europea ed ENEA.

Giunta alla quinta edizione, la conferenza Stati Generali per la Salute del Suolo organizzata con la Fondazione Re Soil, approfondirà i collegamenti tra salute del suolo, sviluppo urbano e resilienza dei sistemi agroalimentari. La ‘Conferenza nazionale sul compostaggio e sulla digestione anaerobica’ organizzata con il Consorzio Italiano Compostatori raggiungerà la XXVIII edizione.

IL CICLO DELL’ACQUA E LA BLUE ECONOMY. Ecomondo 2026 dedicherà numerosi appuntamenti alla rigenerazione degli ecosistemi marini e all’uso sostenibile, efficiente e sicuro della risorsa idrica. Gli eventi saranno focalizzati sulle aree costiere, sui contaminanti emergenti, sulla governance di bacino e sulla prevenzione dell’inquinamento. E, ancora, sulle infrastrutture idriche e le reti intelligenti.

FORUM AFRICA GREEN GROWTH. La sesta edizione del Forum Africa Green Growth, organizzato in collaborazione con la Struttura di Missione per l’attuazione del Piano Mattei della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Confindustria Assafrica & Mediterraneo e RES4Africa, punterà i riflettori sul Piano Mattei con una sessione dal titolo ‘The Mattei Plan: dialogue between institutions and the private sector for Africa’s sustainable development. Water and agriculture for inclusive and resilient value chains’.

LA FINANZA. Sul tema della finanza il CTS di Ecomondo e Forum per la Finanza Sostenibile (ItaSIF) proporranno una lettura dei piani di transizione come vantaggio competitivo nel convegno ‘I piani di transizione climatica per la gestione dei rischi ESG: quale ruolo per imprese e investitori?’. Il palinsesto proporrà ulteriori approfondimenti con focus su ESG e gestione del rischio, bancabilità e nuovi modelli di investimento per l’innovazione declinati in chiave settoriale (es. sul servizio idrico e la bioeconomia).

GLI STATI GENERALI DELLA GREEN ECONOMY. Martedì 3 e mercoledì 4 novembre, tornerà anche l’appuntamento con gli Stati Generali della Green Economy organizzati dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy.

 

Tre italiani su 4 chiedono più impegni alla politica su clima e transizione energetica

Il cambiamento climatico è una preoccupazione diffusa, non un tema settoriale o generazionale e la sostenibilità non è in crisi. Oltre 3 italiane e italiani su 4 (76%) chiedono con forza più impegno sulla crisi climatica e più impegno da parte della politica (46%): il 60% è preoccupato per il cambiamento climatico – in maggioranza donne, under 25 e over 55 – e teme che possa peggiorare ulteriormente, per questo chiede misure di adattamento (40,8%) e, con la stessa percentuale, agendo anche se altri Paesi non si impegnano. Solo un 14% esprime ancora scetticismo su queste tematiche, oltre 7 italiane e italiani su 10 affermano, di essere disposti a adottare uno stile di vita più sostenibile e ritengono che la transizione energetica sia una priorità del Paese.

Sono alcuni dei dati emersi dal sondaggio realizzato da Ipsos Doxa su un campione nazionale di popolazione relativamente ai temi della sostenibilità ambientale, crisi climatica e transizione energetica, in occasione della 29ª edizione di Ecomondo (3-6 novembre, Fiera di Rimini) e della 15ª edizione degli Stati Generali della Green Economy (3-4 novembre).

Nella ricerca emerge una novità significativa: anche il mondo produttivo alza la voce, il 64% ritiene troppo lento il percorso verso la transizione ecologica e ancora di più quello verso la transizione energetica (74%).

Entrando nel dettaglio, l’indagine chiede quali iniziative siano importanti per contrastare il cambiamento climatico: al primo posto (38,45%) la riduzione dei combustibili fossili e incremento delle rinnovabili, seguito (35,27%) dal risparmio ed efficienza energetica, il 25% degli intervistati sottolinea l’importanza di avere una comunicazione chiara, il 24,27% ritiene necessaria una spinta internazionale per un impegno di tutti i Paesi. ⁠

Anche la crisi geopolitica attuale entra nell’indagine Ipsos che chiede cosa fare in questo contesto critico. Per la maggioranza delle persone intervistate (55%) sarebbe necessario il taglio delle importazioni dei combustibili fossili e un impegno sulle rinnovabili per ridurre i costi e aumentare la sicurezza energetica, ma resta anche un 28% che chiede di riaprire le centrali termoelettriche a carbone e un italiano su 5 che vuole riavviare il nucleare.

Su ambiente vs. competitività, un italiano su 2 chiede di accelerare su tecnologie idonee a garantire al contempo competitività economica e misure efficaci per clima ed ambiente, soltanto uno su quattro pensa che investire sulle tematiche ambientali riduca la competitività dell’Italia.

In conclusione, dall’indagine Ipsos Doxa emerge che le italiane e gli italiani chiedono soluzioni pragmatiche, misurabili e compatibili con la crescita economica, e le ritengono possibili, a partire dalle rinnovabili, per mettere al sicuro Pianeta, bolletta e Paese. Non solo, le persone vogliono impegnarsi. La sfida principale non è più convincere dell’esistenza del problema climatico, ma (ri)costruire fiducia nella capacità di governare la transizione, e nella volontà di distribuirne in modo sostenibile i benefici e i costi.

“L’indagine IPSOS conferma che la percezione dei cittadini sulla pericolosità degli effetti della crisi climatica e dei costi elevati della dipendenza dal petrolio e dal gas sta scavando a fondo e cambiando gli orientamenti dell’opinione pubblica”, dichiara il Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi. “Saranno sorpresi quanti erano ormai convinti, o rassegnati, ad orientamenti eco-scettici e al disimpegno in materia di misure climatiche”, aggiunge.

“I risultati dell’indagine ci restituiscono un quadro molto chiaro”, dice Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director della Divisione Green & Technology di Italian Exhibition Group, “La sensibilità di cittadini e imprese italiane verso il cambiamento climatico è ormai diffusa, così come la percezione che la transizione energetica ed ecologica richiedono un’accelerazione. L’obiettivo oggi deve essere trasformare questa attenzione in soluzioni concrete. È un percorso che richiede un impegno condiviso, a partire dalle istituzioni, e la capacità di trasformare questa consapevolezza in azione”.

“Inflazione, difficoltà economiche e crisi geopolitiche sembrano mettere in secondo piano i temi climatici e ambientali. Ma non è così, gli italiani avvertono in modo ampio i rischi, non vogliono arrendersi a un destino percepito come tutt’altro che ineluttabile. Siamo ancora in tempo per fare qualcosa” commenta Andrea Alemanno per Ipsos. “Ma gli italiani non vogliono sentirsi soli in questa battaglia, sarebbe velleitaria. Per impegnarsi sempre più vogliono avvertire un riscontro nelle forze politiche e nell’attività delle aziende. Chi deluderà questa attesa prima o poi sarà punito, dai consumatori, dai lavoratori e anche dal clima”.

Vierucci (Banca Etica): “Più risorse e partnership al servizio della transizione”

“Il nostro approccio alla transizione energetica è fondato su tre pilastri, essenzialmente. Fin dall’inizio anche dell’avviamento sia delle comunità energetiche come anche delle grandi forme di incentivazione per le fonti di energia rinnovabile – agrivoltaico, eolico, idroelettrico – abbiamo fissato, individuato, tre forme strutturali di presenza nostra. La prima mettendo a disposizione delle risorse finanziarie in maniera ingente rispetto alla nostra capacità di credito. Il secondo pilastro è quello di mettere a disposizione una rete e anche delle strutture dedicate per la valutazione dei progetti, e la terza forma per noi fondamentale è l’avvio delle partnership con operatori di settore nei vari ambiti, come per esempio per le comunità energetiche e il progetto ‘Respira’ che ci vede insieme a Legacoop e Coop Fond. Legacoop accompagna la nascita delle Cers in forma cooperativa. Coop Fond riesce a sostenere la nascita della cooperativa fin dallo studio di fattibilità, per poi anche intervenire nel capitale e, con come Banca Etica, prevedendo le forme di sostegno creditizio con i finanziamenti che si rendono necessari per eseguire gli investimenti”. Così a Gea Paolo Vierucci, Head of the Credit Development and Orientation Office di Banca Etica in occasione di Key – The Energy Transition Expo.

E approfondendo il tema delle CERS ha dichiarato: “Agendo in modo coordinato possiamo ottimizzare tutte le fasi di nascita e di supporto e sviluppo delle Cers. E l’autoconsumo è un’opportunità importante che crea la realtà e la possibilità di mettersi insieme. Quindi è uno spunto, è il punto di partenza per una comunità energetica. Ci troviamo per condividere energia e per decidere insieme la finalità. A quel punto la comunità costituita potrà concedersi molto di più della condivisione dell’energia, condividere altre iniziative economiche e anche con ripercussioni sociali. In particolare, la forma delle CERS ci pare molto interessante, specialmente quella in qualche modo guidata dal coordinamento delle Cers di Roma e del Lazio, perché mette l’accento proprio sulla destinazione sociale della forma di incentivo. Questo crea un elemento per noi importante come banca che è il rafforzamento della coesione delle comunità”.

Lilli (ABB): “Più investimenti su infrastrutture e competenze per la transizione”

Tra i protagonisti dell’edizione 2026 di Key – The Energy Transition Expo, uno dei principali momenti di confronto sul futuro del sistema energetico, c’è anche ABB. La multinazionale è oggi impegnata nello sviluppo di soluzioni per l’elettrificazione e l’efficienza delle infrastrutture energetiche.

Secondo Gianluca Lilli, Senior Vice President di ABB Electrification Italia, il sistema energetico nazionale parte da basi solide, ma è necessario proseguire con decisione lungo il percorso di trasformazione. “In Italia abbiamo delle ottime basi, ma sono soltanto delle basi su cui bisogna continuare a lavorare e a investire. Oggi abbiamo una domanda di energia elettrica che sta crescendo a un ritmo incredibile e continuerà a farlo nei prossimi anni, trainata dai data center, dalla mobilità elettrica e dalla trasformazione dei processi industriali e degli edifici, che passano da sistemi tradizionali a sistemi elettrici”.

Per sostenere questa crescita sarà necessario rafforzare in modo significativo le infrastrutture. “Bisogna continuare a investire come è stato fatto finora, ma addirittura c’è uno studio che prevede che per raggiungere gli obiettivi della transizione energetica si debba investire il doppio nei prossimi anni nelle reti elettriche, proprio per aumentarne la capacità”.

Accanto allo sviluppo delle infrastrutture, un altro fronte riguarda l’innovazione tecnologica e l’efficienza. “C’è un grande filone di investimenti che deve essere destinato allo sviluppo e all’adozione di tecnologie che rendano più efficiente l’utilizzo dell’energia elettrica. Questo significa minimizzare consumi ed emissioni, ma anche massimizzare i tempi di esercizio e ridurre i costi operativi delle reti”.

Per Lilli, una delle priorità principali riguarda però la stabilità delle politiche industriali e degli strumenti di investimento. “È fondamentale che dopo il Pnrr ci sia una continuità strategica. Non possiamo pensare che un’ondata di investimenti durata pochi anni si interrompa per poi ripartire tra molto tempo. Sarebbe importante avere un piano strutturale più lungo, magari meno concentrato in certi periodi ma più stabile e affidabile. Per chi vuole investire, la cosa peggiore è non sapere quali saranno le regole di domani”.

Un altro elemento chiave riguarda lo sviluppo delle competenze necessarie per sostenere la trasformazione energetica. “Per realizzare questa transizione servono competenze tecnologiche, di elettrificazione e di digitalizzazione. È importante costruire un piano in cui tutti gli attori – dal mondo dell’educazione alle imprese – lavorino insieme per creare e trattenere queste competenze”.

Infine, Lilli ha sottolineato anche il ruolo che l’Italia può giocare nello sviluppo tecnologico internazionale. “Vedo molti giovani interessati a contribuire alla transizione energetica. L’opportunità è farlo anche nel proprio Paese, in gruppi industriali che non vedono l’Italia solo come un mercato di consumatori, ma anche come un luogo in cui sviluppare e produrre tecnologia da esportare nel mondo. In ABB vediamo spesso questo entusiasmo nei giovani che entrano in azienda”.

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Ghidoni (Cefla): “Con soluzione Energy Hub la produzione è studiata sul cliente”

“Una novità importante è la modalità di approccio ai clienti che è quella di progettazione e costruzione degli Energy Hub, che sono dei poli di generazione elettrica e termica a servizio dei processi produttivi che vengono studiati sulle esigenze, sugli obiettivi del cliente. Quindi vengono confezionati in maniera proattiva insieme al cliente, mettendo a disposizione le nostre conoscenze e quelle del cliente in modo tale da arrivare ad avere un prodotto che sia tagliato sulle esigenze ed efficientato nel miglior modo possibile in quel momento”. Così Davide Ghidoni, Sales area manager di Cefla. In merito alla collaborazione con Igor Gorgonzola aggiunge che “Igor ha sposato questa filosofia di approccio e siamo riusciti a pensare e concepire un modello di impianto che è rivolto, appunto, a centralizzare la Power Generation a favore dell’efficientamento e anche della sostenibilità, perché comunque se riesco a efficientare il mio impianto ho anche un impatto sulle emissioni e su tutto quello che è l’utilizzo del metano, che è molto migliore rispetto alle generazioni tradizionali e diffuse”.

Pinori (Fimer): “Il mercato chiede sempre più prodotti italiani per l’energia”

“Quella che noi abbiamo chiamato un’inversione di rotta è una rivoluzione. Fimer ha avuto varie vicissitudini, vari momenti di gloria e anche di difficoltà. Oggi abbiamo un nuovo investitore che ha rilevato il ramo di azienda di Fimer e ci possiamo definire una startup con 50 anni di storia. Perché in fondo abbiamo una conoscenza veramente approfondita del mercato, dei prodotti e da oltre 50 anni facciamo l’eccellenza dei prodotti per le energie rinnovabili”. Così ha affermato Alberto Pinori, Sales & Marketing di Fimer , durante Key – The Energy Transition Expo a Rimini. A Gea ha poi raccontato quali sono state le ultime evoluzioni dell’azienda che rappresenta e quali i progetti presenti e futuri.

“Abbiamo oggi un investitore nuovo, un piano industriale, un progetto di marketing e un piano di marketing e una politica commerciale. Abbiamo le persone, abbiamo i brevetti, abbiamo i prodotti e adesso ci proponiamo di nuovo sul mercato per far vedere che l’Italia c’è. L’ultimo nato è il Pvm che ha quattro versioni, 75, 100, 110, 125, un prodotto quindi di stringa che si combina con una batteria di oltre 200 kW ora di accumulo, quindi una soluzione assolutamente corretta per il commerciale e l’industriale, quello che si chiama in gergo C&I – ha dichiarato, soffermandosi poi sull’importanza di valorizzare l’operato italiano –. I prodotti possono avere varie collocazioni: non esistono solo prodotti asiatici, esistono prodotti anche europei e il mercato oggi nelle automobili non è fatto da soltanto prodotti asiatici. Quindi lo spazio per una posizione di prodotti italiani non solo c’è, ma ce n’è sempre più bisogno. Devo dire che, da quando ho deciso di accogliere questa sfida, ho ricevuto il commento più classico ‘Meno male che sei venuto perché abbiamo bisogno di un prodotto italiano’. Quindi il mercato ne ha bisogno, ne ha voglia. Ne ha voglia perché comunque non è che asiatico vuol dire buono, cinese vuol dire buono o vuol dire economico, può anche voler dire che non è sempre la soluzione migliore”.

Scopel (Clivet): “Clivet Smart Living, elemento intelligente per gestire l’energia”

“Abbiamo una novità di prodotto: si tratta della nuova versione della soluzione per l’accumulo di energia elettrica, principalmente pensato per ambito residenziale. Infatti fa parte di una nostra proposta, Clivet Smart Living, che appunto prevede una soluzione sì per portare comfort agli occupanti, ma soprattutto con un occhio di riguardo all’efficienza energetica e al diventare sempre più indipendenti energeticamente, ha dichiarato a Gea Luca Scopel, Product Manager Digital Solutions di Clivet Spa.

“Restando alla novità di prodotto che abbiamo qui, è una gamma completa di soluzioni pensata per l’accumulo di energia elettrica in accoppiamento al sistema fotovoltaico – ha poi approfondito –. Una soluzione disponibile per impianti monofase, per impianti trifase, modulare, che ci permette di andare a fornire la giusta potenza con la giusta capacità a chi, appunto, necessita di avere un valido supporto per andare a ridurre quello che è l’impatto energetico e quello che è appunto uno strumento volto ad aumentarne l’efficienza e l’autonomia energetica. Fa parte di un pacchetto più ampio. Infatti noi, come Clivet Smart Living, abbiamo un elemento centrale che è un coordinatore di impianto Control 4 Energy e di fatto è un dispositivo che ci permette di andare a gestire non solo il comfort degli occupanti delle persone, però coordina proprio il flusso energetico a partire dal sistema di accumulo per arrivare appunto ad efficientare meglio anche la pompa di calore”.

“L’uso dell’energia deve essere fatto in modo intelligente e su questo siamo supportati da soluzioni come Clivet Smart Living, che ci permette di avere un elemento intelligente che sa gestire l’energia giusta per fornire il giusto contributo a quelli che sono gli occupanti”, ha concluso Scopel.

Cattaneo (Manni Energy): “Impegno concreto su efficientamento per ridurre sia costi sia emissioni”

Key– The Energy Transition Expo si conferma anche quest’anno uno dei principali appuntamenti dedicati all’innovazione nel settore energetico. Tra le realtà presenti anche Manni Energy, società del Manni Group attiva nello sviluppo di soluzioni per l’efficienza energetica e la transizione sostenibile.

“Le novità che portiamo a Key riguardano innanzitutto una forte verticalizzazione sulla parte dei servizi di advisory nel mondo del fotovoltaico – ha spiegato ai microfoni di Gea Michele Cattaneo, direttore generale di Manni Energy e Mobility manager di Manni Group –. Assistiamo i clienti nell’ambito dell’owner engineering e della direzione lavori, con l’obiettivo di garantire da una parte un efficientamento della committenza sugli Epc e dall’altra mantenere un elevato livello di qualità e controllo sull’operato degli installatori”.

Accanto ai servizi di consulenza tecnica, l’azienda sta ampliando la propria offerta anche sul fronte delle tecnologie per la gestione dell’energia. “Un’altra importante novità è quella legata allo storage. Abbiamo messo a terra un’offerta di ‘Storage-as-a-service’ che permette oggi di fare arbitraggio energetico sullo stesso impianto e che a breve, ci auguriamo, potrà includere anche la valorizzazione dei servizi di flessibilità sui mercati dei servizi di dispacciamento”.

Secondo Cattaneo, il tema dell’efficienza energetica deve essere interpretato in una prospettiva più ampia rispetto alla sola riduzione dei costi. “L’efficientamento non significa solo abbattere le spese energetiche, ma anche ridurre le emissioni. Si tratta quindi di un impegno concreto verso i requisiti e gli indirizzi della comunità europea in materia di decarbonizzazione”.

Nonostante le complessità del contesto energetico, la direzione del mercato appare chiara. “La domanda rimane e la traiettoria è quella tracciata negli anni precedenti. Le aziende serie con cui ci piace lavorare – e che rappresentano anche la linea che seguiamo come Manni Group – continuano a perseguire la riduzione delle emissioni in linea con obiettivi strutturati, come quelli previsti dal framework dei Science Based Targets”.

Rastelli (Siemens): “Transizione energetica non può avvenire senza transizione digitale”

Key – The Energy Transition Expo rappresenta uno dei principali momenti di confronto sul futuro dell’energia e sulla transizione verso sistemi più sostenibili. Tra le aziende presenti anche Siemens, che ha portato in fiera un portafoglio di soluzioni tecnologiche dedicate all’elettrificazione, alla digitalizzazione e alla sicurezza delle reti.

“Oggi a Key presentiamo un portafoglio assolutamente innovativo – ha spiegato ai microfoni di Gea Marco Rastelli, Head of Electrification & Automation di Siemens –. Abbiamo qui le nuove colonnine di ricarica elettrica che partono da una potenza di 480 kW fino al Mw, quindi adatte alla ricarica veloce di auto, truck e autobus. Dall’altra parte presentiamo il nostro portafoglio Blue Gis, completamente sostenibile ed esente da SF6, quindi all’avanguardia rispetto al panorama competitivo”.

Secondo Rastelli, la manifestazione rappresenta il contesto ideale per discutere le sfide della transizione energetica. “A Key siamo davvero nel cuore della transizione energetica, lo si respira in tutti gli stand. Per Siemens però la transizione energetica non può avvenire senza la transizione digitale: la digitalizzazione deve essere sempre al fianco delle soluzioni hardware per garantire un reale efficientamento energetico”.

In questo scenario si inserisce Electrification X, la piattaforma digitale sviluppata dall’azienda per il settore elettrico. “Electrification X è la nostra suite di digitalizzazione per il mondo dell’energia: permette il monitoraggio degli asset e il loro efficientamento, ed è quindi uno strumento chiave per garantire una vera transizione energetica”.

Un ulteriore elemento centrale riguarda la sicurezza delle infrastrutture energetiche. “Il contesto geopolitico rende assolutamente fondamentale la cybersecurity delle reti”, ha sottolineato Rastelli. “Parliamo sempre più di digitalizzazione delle reti, quindi diventa essenziale garantire sicurezza ed efficienza”.

Proprio su questo fronte Siemens ha sviluppato soluzioni specifiche per il monitoraggio e la protezione delle infrastrutture elettriche. “Abbiamo tecnologie che consentono di monitorare e preservare gli asset attraverso soluzioni digitali e cyber-secure. Abbiamo anche referenze già sperimentate, ad esempio a Malta, dove garantiamo il controllo delle reti di distribuzione attraverso sistemi che assicurano la protezione da possibili attacchi e la continuità operativa”.

Zino (SolaX Power): “Italia quasi matura sui Bess, ecosistema gestirà ogni esigenza clienti”

“Quest’anno presentiamo l’ecosistema, quindi non si parla più soltanto di inverter o di storage, parliamo di un ecosistema in grado di gestire a 360° le esigenze della clientela, dell’utente medio. Quindi, sappiamo che l’inverter SolaX è in grado di sovra produrre e conseguentemente di caricare le batterie in maniera estremamente veloce, ma cosa faccio di questa sovraproduzione quando le batterie sono cariche? In questo caso presentiamo l’ecosistema, ovvero è l’espansione del sistema classico unendo il caricatore per veicoli elettrici made by SolaX, ottimizzato per lavorare con l’inverter, che manda la sovraproduzione a caricare la mia automobile e quando la mia automobile carica, che faccio? Lavoro con la pompa di calore, sempre creata da SolaX, per andare a riscaldare la casa o gestire delle utenze legate all’acqua calda sanitaria, sempre con la produzione e anche con la sovraproduzione, quindi rendendo il cliente sempre più indipendente dal punto di vista economico”. Così ha dichiarato Mirko Zino, country manager Italia di SolaX Power, ai microfoni di Gea in occasione di Key – The Energy Transition Expo, parlando delle soluzioni energetiche per gli utenti.

Il professionista ha poi proseguito facendo una panoramica della situazione nel nostro Paese: “L’Italia è un mercato quasi maturo sui Bess (Battery Energy Storage Systems). Diciamo che la vera esplosione del mercato è arrivata verso la fine dello scorso anno, quello che noi chiamiamo il Q4. Quest’anno stiamo iniziando a raccogliere veramente i frutti, soprattutto nel segmento da 100 kW a 1 MW, tanto che stiamo uscendo in questi giorni con l’accumulo da 1 MW e 500 kW di carica e scarica”.