European Commission President Ursula von der Leyen delivers a speech during a debate on "The State of the European Union" as part of a plenary session in Strasbourg, eastern France, on September 14, 2022. (Photo by FREDERICK FLORIN / AFP)
Stop alla dipendenza energetica dalla Russia che continua a “manipolare attivamente il nostro mercato energetico: preferiscono bruciare il gas piuttosto che erogarlo. Questo mercato non funziona più”. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, nel suo discorso sullo stato dell’Unione, pronunciato davanti al parlamento europeo di Strasburgo, non può che soffermarsi sull’emergenza che sta vivendo tutta Europa. Perché anche se le forniture di gas dalla Russia sono scese dal 40% al 9% rispetto al 2021 e gli stoccaggi sono pieni all’84%, “stiamo superando il nostro obiettivo ma purtroppo non basterà”.
E allora le misure da mettere in campo sono tante: dalla riduzione dei consumi nelle ore di punta con “un supporto più mirato per le industrie” al disaccoppiamento dell’influenza dominante del gas sul prezzo dell’elettricità con “una riforma profonda e globale del mercato elettrico“, passando per la proposta di un nuovo indice per i prezzi del gas diverso dal Ttf di Amsterdam e dalla creazione di una Banca europea per l’idrogeno. E, ancora, la proposta di introdurre “un tetto ai ricavi delle aziende che producono energia elettrica a basso costo. Queste aziende stanno realizzando ricavi che non hanno mai contabilizzato, che non si sarebbero mai nemmeno sognati. Nella nostra economia sociale di mercato, i profitti sono buoni ma in questi tempi è sbagliato ricevere straordinari profitti record beneficiando della guerra e sulle spalle dei consumatori”, dice von der Leyen, spiegando la proposta contenuta nel pacchetto anti-crisi di fissare un tetto sugli extra profitti delle aziende che producono energia a costi bassi e un contributo di solidarietà dalle “principali compagnie petrolifere, del gas e del carbone stanno realizzando enormi profitti“. I profitti in “questi tempi devono essere condivisi e convogliati a chi ne ha più bisogno”, dice, stimando che la nostra “proposta raccoglierà più di 140 miliardi di euro per gli Stati membri per attutire direttamente il colpo”.
Infine, mentre annuncia che a ottobre arriverà la proposta della Commissione europea di modificare il quadro temporaneo in materia di aiuti di Stato per consentire la “concessione di garanzie statali preservando al contempo la parità di condizioni” e fornire sostegno alle imprese energivore, lancia un appello a Consiglio e Parlamento Ue: “Avete fatto grandi cose nell’approvare il Certificato Covid dell’Ue in tempo di pandemia, per favore fate lo stesso con il REPowerEU“.
(Photo credits: FREDERICK FLORIN / AFP)
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