Urso riunisce le energivore. Sul tavolo Cbam e Ets: In Ue urgono riforme radicali

In attesa del Dl Energia, sul quale è al lavoro con il ministero dell’Ambiente e dell’Economia, Adolfo Urso vede al Mimit le principali associazioni delle industrie energivore dei settori chimica, meccanica, vetro, carta, acciaio, ceramica, cemento, manifattura, siderurgia e gomma-plastica. Sul tavolo, i dossier europei che sulle energivore impattano di più: il Cbam, l’Ets, i Piani d’azione per acciaio, metalli e chimica. Il processo di revisione su questi temi, rivendica il ministro con gli imprenditori, “è iniziato grazie all’Italia, che ha saputo costruire un consenso con gli altri Paesi Ue“.

A partire dal non-paper di revisione del Cbam e da quello sulla chimica europea. Il 2026, ripete Urso come un mantra, “dovrà essere l’anno delle riforme e della svolta”. Il titolare di Palazzo Piacentini chiede a Bruxelles decisioni “coraggiose e pragmatiche”, per difendere e rilanciare la produzione europea dei settori più esposti, come l’automotive e le industrie energivore: “Non noi molleremo, non ci accontenteremo di palliativi – insiste -. Occorrono riforme radicali, immediate”.

Alle associazioni, Urso riferisce dei colloqui avuti in Europa con cinque Commissari, tra cui Stéphane Séjourné e Teresa Ribera, e con la delegazione italiana al Parlamento Ue sulle riforme di politica industriale del Continente. Temi che saranno al centro anche dell’incontro informale dei Leader europei sulla competitività del 12 febbraio e del Consiglio Competitività del 26 febbraio.

Sull’estensione del Cbam ai prodotti a valle, Urso sottolinea la richiesta italiana di maggiore ambizione e tempi più rapidi, evidenziando che la data del 1° gennaio 2028 è troppo lontana. E domanda di definire con attenzione il perimetro dei prodotti inclusi per tutelare le filiere industriali ed evitare distorsioni, valutando l’eventuale estensione ai rottami ferrosi pre-consumo.  “Occorre infine maggiore chiarezza sul funzionamento del fondo temporaneo per la decarbonizzazione e sui meccanismi antielusione del Cbam”, osserva.

Per quanto riguarda la revisione del sistema Ets, il ministro ribadisce che deve tener conto delle prime evidenze del Cbam e correggere le distorsioni di mercato, a partire dall’eccessiva volatilità dei prezzi legata a fenomeni speculativi. Secondo il governo italiano, per alcuni settori energivori la neutralità climatica resta “tecnicamente ed economicamente irraggiungibile”, che trasformerebbe l’Ets in una forma di tassazione aggiuntiva. Il mantenimento delle quote gratuite oltre il 2034 rappresenterebbe quindi uno strumento equilibrato per riconoscere gli sforzi delle imprese già impegnate nella decarbonizzazione, in attesa che ulteriori vettori energetici siano pienamente maturi ed economicamente accessibili.

Urso si sofferma sul Piano d’azione europeo per l’industria chimica e sull’Industrial Accelerator Act, di prossima presentazione da parte della Commissione, che prevede la promozione dei mercati guida e il principio della preferenza europea a sostegno dei prodotti delle industrie energivore, come acciaio, cemento verde e automotive. Sui diversi comparti industriali “Dobbiamo creare una forza d’urto che agisca con coesione e unità di intenti, governo, associazioni, sindacati affinché l’Europa si muova – ribadisce -, senza infingimenti, subito”.

mariaelena.ribezzo

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