“Non abbiamo un minuto da perdere” e tutti i Paesi presenti “devono evitare inutili blocchi tattici”. Lo ha detto Simon Stiell, capo dell’agenzia Onu per il clima, alla vigilia della fine della Cop28 a Dubai, che si sta concentrando sempre di più sul futuro dei combustibili fossili. “Siamo qui per discutere due questioni”, ha spiegato, citando la riduzione delle emissioni di gas serra e i “modi” per sostenere la transizione dei Paesi meno sviluppati. In sintesi: è ancora necessario trovare un compromesso sull’eliminazione graduale o almeno sulla riduzione dell’uso dei combustibili fossili, garantendo al contempo i finanziamenti per i Paesi più poveri. Le due questioni sono inestricabilmente legate, ha precisato Stiell. “Ogni passo indietro rispetto alla massima ambizione costerà milioni di vite”, ha dichiarato ai giornalisti, sottolineando la sua opposizione a una politica di piccoli passi. Il presidente emiratino della Cop28, Sultan Al Jaber, capo della compagnia petrolifera nazionale, ha promesso un accordo “storico” il 12 dicembre, anniversario dell’accordo di Parigi.
(AFP)
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