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Bce: Sale al 4% l’inflazione attesa a 12 mesi. Da banche peggior stretta al credito dal 2023

La Bce vede nero. A due giorni dalla riunione nella quale la Banca Centrale Europea deciderà come agire sui tassi, nella sua indagine sulle aspettative dei consumatori rileva che, a marzo, il tasso mediano di inflazione percepita negli ultimi 12 mesi è aumentato al 3,5%, rispetto al 3,0% di febbraio. Le aspettative mediane di inflazione per i prossimi 12 mesi e per i prossimi tre anni , entrambe pari al 2,5% a febbraio, sono aumentate a marzo rispettivamente al 4,0% e al 3,0%. Anche le aspettative di inflazione per i prossimi cinque anni sono aumentate a marzo, raggiungendo il 2,4%, rispetto al 2,3% di febbraio. L’incertezza sulle aspettative di inflazione per i prossimi 12 mesi è aumentata a marzo.

E la situazione non è più rosea se si guardano i prestiti a imprese e famiglie. Secondo l’indagine sui prestiti bancari dell’aprile 2026, le banche dell’area euro hanno segnalato un ulteriore inasprimento netto, superiore alle aspettative, degli standard di credito – ovvero delle linee guida interne delle banche o dei criteri di approvazione dei prestiti – per i finanziamenti o le linee di credito alle imprese nel primo trimestre del 2026. Le banche hanno segnalato un lieve inasprimento netto degli standard di credito per i prestiti alle famiglie per l’acquisto di immobili (2% netto), mentre gli standard di credito per il credito al consumo e altri finanziamenti alle famiglie hanno continuato a inasprirsi in modo più marcato (15% netto). Per le imprese, l’inasprimento netto è stato superiore alle aspettative del ciclo precedente (6%), si è attestato al di sopra della media storica e ha rappresentato l’inasprimento più pronunciato dal terzo trimestre del 2023, evidenziando una continua tendenza cumulativa all’inasprimento iniziata a metà del 2025.

Fra i fattori determinanti, i rischi percepiti per le prospettive economiche, visto che gli sviluppi geopolitici ed energetici hanno esercitato una pressione in senso restrittivo. Alcune banche hanno segnalato un ulteriore inasprimento delle condizioni di credito a causa dell’esposizione verso aziende ad alta intensità energetica e verso il Medio Oriente.

Chiara Troiano

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