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Per Trump l’accordo con l’Iran è negoziato: “Manca solo la firma, ma anche oggi attaccheremo”

L’accordo Usa-Iran è “completamente negoziato”, Teheran deve solo firmarlo. Parola del presidente Usa Donald Trump, che però, pur ribadendo di essere “davvero vicini” alla pace, si lamenta del fatto che l’Iran continui “a trattarci come degli stupidi perché hanno avuto a che fare con presidenti molto stupidi”. E, forse anche per questo, “ieri li abbiamo colpiti duramente. Li colpirò di nuovo duramente oggi”. Insomma, il tycoon è ottimista, ma anche stufo, perché Teheran “è solo chiacchiere e niente fatti. Il bullo del Medio Oriente è morto! Hanno impiegato troppo tempo per negoziare un accordo che sarebbe stato ottimo per loro, ora dovranno pagarne il prezzo”. E il prezzo, appunto, sono nuovi attacchi. Intanto le forze statunitensi hanno neutralizzato una petroliera nel Golfo di Oman per il secondo giorno consecutivo, dopo che un’altra imbarcazione aveva violato il blocco in corso tentando di trasportare petrolio dall’Iran, afferma il Comando Centrale degli Stati Uniti, che precisa di aver neutralizzato la M/T Settebello, battente bandiera di Palau, mentre attraversava il Golfo di Oman.

Nonostante la tensione crescente, secondo la CNN una delegazione del Qatar si è recata a Teheran per incontrare i negoziatori iraniani nel tentativo di colmare le lacune rimanenti nel potenziale accordo con gli Usa. La visita indica che la diplomazia rimane attiva nonostante lo scambio di colpi tra Iran e Stati Uniti.

Sull’altro fronte, sale la tensione fra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente turco Recep Tayyp Erdogan. Intervenendo alla riunione del gruppo parlamentare del suo partito, Erdogan ha affermato che “bisogna fermare Israele” e che si tratta di “un dovere dell’umanità”: “Se le azioni criminali di Israele non verranno fermate, il mondo intero, insieme all’intera regione, ne subirà le conseguenze”. Pronta la reazione di Netanyahu: “Il tiranno antisemita Erdogan, che perpetra un genocidio contro i curdi, sostiene l’organizzazione terroristica Hamas, opprime il proprio popolo e imprigiona i rivali politici, è l’ultimo che possa dare lezioni di moralità allo Stato di Israele. Lo Stato di Israele e l’IDF, l’esercito più morale del mondo, continueranno ad agire con fermezza contro l’Iran e i suoi alleati che minacciano il Medio Oriente e il mondo intero”. Nel mezzo, ancora una volta, Trump, che non si schiera nettamente: “”Conosco Erdogan molto bene e ho lavorato molto con lui. Non dovrei dirlo perché la stampa dice: ‘Oh, ti piace Erdogan’. Sì, è vero, è un uomo d’onore. Ed è una persona forte, molto forte. Ma non ci siamo sentiti, e io non l’ho chiamato per questo, ma penso che il nostro rapporto vada bene, lo conosco bene, lui mi rispetta e io rispetto lui”.

Gli Stati Uniti avevano in precedenza annunciato di aver condotto una serie di attacchi “per autodifesa” contro l’Iran, “in risposta all’abbattimento, avvenuto il giorno precedente, di un elicottero Apache dell’esercito americano” mentre sorvolava lo Stretto di Hormuz. Le forze statunitensi “hanno colpito installazioni di difesa aerea, posti di controllo a terra e siti di sorveglianza radar iraniani situati vicino allo Stretto di Hormuz”, si legge in una dichiarazione del CENTCOM, il Comando Centrale degli Stati Uniti per il Medio Oriente.  Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di volere una risposta “molto forte, molto potente” contro Teheran. L’Iran, da parte sua, ha annunciato mercoledì mattina di aver preso di mira basi statunitensi in Bahrein e Giordania in rappresaglia per questi attacchi. L’esercito giordano ha dichiarato di aver abbattuto cinque missili iraniani. . In Giordania, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato di aver “colpito e distrutto quattro obiettivi principali, tra cui gruppi di caccia F-35 in una base aerea e il centro di comando militare statunitense” ad Azraq. L’esercito giordano ha annunciato di aver abbattuto cinque missili iraniani. In Bahrein, combattenti di questo esercito ideologico iraniano hanno annunciato di aver condotto “un attacco con droni contro la Quinta Flotta statunitense”. Poco dopo, le sirene antiaeree hanno risuonato nello stato del Golfo. In Kuwait, l’esercito nazionale ha affermato di essere di fronte a “bersagli aerei ostili”, senza specificarne la provenienza.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sembra aver minimizzato l’incidente dell’elicottero. “Le forze straniere vicino al nostro territorio sono costantemente esposte a rischi… la soluzione migliore è che se ne vadano”, ha insistito a X. “Preferiamo un linguaggio diplomatico, ma parliamo anche altre lingue”. Ma in una nota,  il Ministero degli Esteri iraniano ha ribadito “la responsabilità legale e morale” di tutti i Paesi della regione del Golfo di impedire che le forze armate statunitensi e israeliane utilizzino il loro territorio o le loro infrastrutture per pianificare, organizzare, eseguire o sostenere azioni ostili contro l’Iran. Il Ministero ha avvertito che l’Iran non esiterà a esercitare il suo diritto intrinseco all’autodifesa, in particolare prendendo di mira basi e infrastrutture logistiche utilizzate per operazioni contro l’Iran.

Nel Libano meridionale, Tiro e i suoi dintorni sono incessantemente bombardati dall’esercito israeliano. I bombardamenti di martedì hanno ucciso almeno 11 persone, secondo le autorità libanesi. Hezbollah, da parte sua, ha rivendicato la responsabilità di nuovi attacchi contro le forze israeliane nel Libano meridionale, che non hanno provocato feriti, secondo l’esercito israeliano. L’esercito israeliano ha anche riferito martedì di aver ucciso un uomo nel nord di Israele accusato di aver sparato contro i soldati dopo aver attraversato il confine dal Libano.

Valentina Innocente

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