Energia, Tebboune da Draghi e Mattarella: Italia-Algeria firmano nuovi accordi

L’energia resta centrale nello scacchiere geopolitico internazionale. Soprattutto per l’Italia, uno dei maggiori importatori di gas e petrolio dalla Russia, che da subito ha guardato all’Africa per la strategia di diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico. Al centro del piano di Roma è stato posto subito l’accordo con l’Algeria, che dal 2023-2024 fornirà fino a 9 miliardi di metri cubi di gas per gli stoccaggi del nostro Paese. Un’amicizia di lunga data che ora diventa molto più stretta, ma non solo in campo energetico. Dopo la visita del premier, Mario Draghi, ad Algeri il mese scorso, ora è il presidente della Repubblica Algerina Democratica e Popolare, Abdelmadjid Tebboune, ad essere atterrato a Roma, per chiudere nuovi accordi che non riguardano solo le forniture di gas ma anche “nuovi orizzonti” sullo sviluppo delle rinnovabili, l’elettricità, lo scambio di informazioni finanziarie, la cooperazione culturale, le microimprese e il turismo.

Tebboune è stato ricevuto al Quirinale, dove il rapporto con il capo dello Stato, Sergio Mattarella, è forte. Granitico. “L’Algeria da tempo per l’Italia è un partner strategico per quanto riguarda l’energia, oltre che per diversi altri aspetti – dice infatti il presidente della Repubblica -. E noi siamo riconoscenti per l’ulteriore intensificazione di questa collaborazione, così come registrato, nei mesi scorsi, nei contatti intercorsi con il nostro governo”. Ma la collaborazione tra Italia e Algeria “si estende naturalmente alla ricerca di cooperare insieme nel segno della transizione ecologica, per intensificare la definizione e lo sviluppo delle forme di energia alternativa, rinnovabili, che consenta anche di dare una risposta alla crisi climatica che vi è nel mondo, attraverso l’unica strada percorribile”. Pensieri che coincidono perfettamente con quelli del presidente algerino: “Siamo disposti a dare l’Italia quanto ci chiede. C’è un accordo per delle esplorazioni congiunte tra Eni e Sonatrach, quindi ogni volta che la produzione viene aumentata la possiamo fornire all’Italia, che poi la manderà a tutta l’Europa”. Ma non solo, perché anche “sull’energia elettrica siamo d’accordo con gli amici italiani: ci sarà un collegamento marittimo dall’Algeria, con cui attraverso l’Italia potremo alimentare” il Vecchio continente.

Dopo i colloqui al Colle, la delegazione africana si è spostata a Palazzo Chigi, per la firma dei protocolli governativi d’intesa tra i ministri italiani degli Esteri, Luigi Di Maio, delle Infrastrutture e mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, del Turismo, Massimo Garavaglia, e il vice ministro dello Sviluppo economico, Gilberto Picchetto Fratin, e gli omologhi algerini. Nell’incontro con Draghi è stato anche “esaminato un lungo elenco di progetti da intraprendere insieme”, spiega poi premier, sottolineando che “c’è stata una grande apertura a iniziare una collaborazione tra i nostri Paesi che sarà molto più estesa di quanto abbiamo mai fatto in passato”.

Il primo assaggio si è avuto sempre a Palazzo Chigi, dove alla presenza proprio di Draghi e Tebboune, il presidente di Sonatrach, Toufik Hakkar, e l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, hanno firmato un Memorandum d’Intesa finalizzato all’accelerazione dello sviluppo di campi a gas in Algeria e alla decarbonizzazione attraverso idrogeno verde. La firma, fa sapere l’azienda “rappresenta un ulteriore tassello nel rafforzamento della cooperazione energetica tra Italia e Algeria ed è in linea con la strategia Eni di diversificazione delle fonti energetiche in un’ottica di decarbonizzazione”. Domani il presidente algerino vedrò di nuovo Mattarella, a Napoli, dove a Villa Rosebery parteciperà alla colazione offerta dal capo dello Stato. Il piano strategico dell’Italia, dunque, procede con passo costante.

Chiara Troiano

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