Quasi 10 milioni di dollari di materie prime ‘nascosti’ nei giocattoli inutilizzati

Ogni anno cavi inutilizzati, giocattoli elettronici, accessori con luci a led, utensili elettrici, dispositivi per il vaping e innumerevoli altri piccoli oggetti di consumo si trasformano in 9 miliardi di chilogrammi di rifiuti, un sesto di tutta la spazzatura elettronica nel mondo. Questa categoria ‘invisibile’ equivale al peso di quasi mezzo milione di camion da 40 tonnellate, sufficienti a formare una fila di mezzi pesanti di 5.640 km, la stessa distanza che separa Roma da Nairobi.

I rifiuti di questo genere sono al centro della sesta Giornata internazionale dei rifiuti elettronici che si celebra sabato 14 ottobre. Molti di questi dispositivi contengono litio, che rende la loro batteria ricaricabile ma causa anche seri rischi di incendio quando il dispositivo viene gettato. Inoltre, la Commissione europea considera il litio una “materia prima strategica” fondamentale per l’economia e la transizione energetica verde, ma le forniture sono a rischio. La maggior parte di questi materiali viene gettata nei cassonetti domestici e altrove. Il Forum sui Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), che organizza la Giornata internazionale, ha commissionato all’Istituto delle Nazioni Unite per la Formazione e la Ricerca (Unitar) il calcolo delle quantità annuali di rifiuti elettronici ‘invisibili’ e i risultati sono sorprendenti.

Circa 3,2 miliardi di kg, il 35% dei 9 miliardi di kg di rifiuti elettronici invisibili, rientrano nella categoria degli e-toy: set di auto da corsa, trenini elettrici, giocattoli musicali, bambole parlanti e altri robot, droni. Si tratta di circa 7,3 miliardi di singoli oggetti scartati ogni anno, una media di un e-toy per ogni uomo, donna e bambino sulla Terra. Nel frattempo, gli 844 milioni di dispositivi per il vaping stimati ogni anno rappresentano una montagna di rifiuti elettronici pari a tre volte il peso del ponte di Brooklyn di New York o di sei torri Eiffel. Lo studio ha anche rilevato che l’anno scorso sono stati scartati 950 milioni di kg di cavi contenenti rame prezioso e facilmente riciclabile: una quantità sufficiente a fare il giro della Terra 107 volte. Molti sono conservati nelle case, magari messi da parte per un potenziale uso futuro. E tanti non sanno che possono essere riciclati: un’enorme risorsa inutilizzata in un momento in cui si prevede che la domanda di rame aumenterà di 6 volte entro il 2030 nella sola Europa per soddisfare le esigenze di settori strategici come le energie rinnovabili, la mobilità elettrica, l’industria, le comunicazioni, l’aerospazio e la difesa.

Il valore delle materie prime presenti nei rifiuti elettronici generati a livello globale nel 2019 è stato stimato in 57 miliardi di dollari, la maggior parte dei quali attribuiti a componenti in ferro, rame e oro. Del totale complessivo, 1/6, ovvero 9,5 miliardi di dollari di valore dei materiali ogni anno, rientra nella categoria dei rifiuti elettronici ‘invisibili’. Altri esempi di rifiuti elettronici invisibili comuni nelle famiglie sono spazzolini da denti, rasoi, unità esterne e accessori, cuffie e auricolari, telecomandi, altoparlanti, luci a Led, utensili elettrici, apparecchiature mediche domestiche, rilevatori di calore e di fumo e molti altri. In Europa, grazie a 20 anni di legislazione sulla responsabilità estesa del produttore (EPR), il 55% dei rifiuti elettronici generati viene ora ufficialmente raccolto e segnalato. Tuttavia, secondo il monitoraggio delle Nazioni Unite, in altre parti del mondo i tassi di crescita della raccolta sono molto più lenti e, a livello globale, la media è di poco superiore al 17%.

Chiara Troiano

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