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Iran, Teheran avverte Trump: “Attento a non sparire tu”. Il Pentagono: “Oggi i raid più pesanti”

E’ fuoco incrociato in Medioriente non solo sul campo di battaglia. Il presidente americano Donald Trump si è detto “pronto” a parlare con l’Iran ma questo, ha precisato in un’intervista a Fox News, “dipenderà dalle condizioni”. Tuttavia, dopo le minacce di Trump alla nuova Guida Suprema iraniana, il figlio di Khamenei, che gli Stati Uniti avrebbero colpito l’Iran più duramente se avesse bloccato il flusso di petrolio dallo Stretto di Hormuz, Teheran si rivolge direttamente al presidente Usa: “Attento a non essere cancellato tu”. L’Iran, dice il capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Ali Larijani, “non ha paura delle vostre minacce vuote”: “Chi è più grande di voi non potrebbe eliminare l’Iran, quindi fate attenzione a non essere eliminati”.

Intanto, Teheran lancia nuovi attacchi contro i paesi del Golfo con sirene di allarme missilistico a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e in Bahrein. Secondo i bollettini militari, Riad ha distrutto due droni, il Kuwait ne ha neutralizzati sei. Colpita anche la base aerea americana di Al-Harir, nel Kurdistan iracheno. In risposta gli Usa avvertono: “Oggi sarà il giorno degli attacchi più intensi”. Gli Stati Uniti, spiega il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, andranno avanti fino alla “sconfitta completa del nemico”. Gli iraniani stanno ”correndo verso una bomba nucleare”, sostiene il numero uno del Pentagono, e Trump ”non lo permetterà mai”. Secondo Hegseth, i mullah sanno che il loro esercito viene ”sistematicamente degradato” e che l’Iran ”è solo e sta perdendo malamente”. Al contrario, dice, l’America sta ”vincendo” e sta perseguendo i suoi obiettivi per distruggere i suoi missili, la sua marina e ”impedire permanentemente all’Iran di avere armi nucleari per sempre”. “Non desisteremo finché il nemico non sarà totalmente e completamente sconfitto”, scandisce avvisando che, comunque, “non sarà come il 2003, non sarà una guerra infinita”.

Dal canto suo l’esercito israeliano annuncia di aver avviato una nuova ondata di attacchi contro Teheran, reiterando gli ordini di evacuazione per alcune parti del Libano meridionale, dove Israele ha esteso la sua campagna contro la milizia Hezbollah sostenuta dall’Iran. “Israele sta “spezzando le ossa” al potere iraniano ma “non ha ancora finito”, avverte il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

L’ambasciata statunitense a Beirut esorta i suoi cittadini a trovare un rifugio se non intendono lasciare il Libano. In Bahrein è stato colpito un albergo a Manama. Per i raid di Usa e Israele è stato danneggiato palazzo Chehel Sotun a Isfahan, patrimonio Unesco. La Turchia, previo parere Nato, schiera i Patriot nella parte orientale del Paese.

In Europa, il premier britannico Keir Starmer ha parlato ieri sera con i leader di Germania e Italia della situazione in Medio Oriente. Discutendo dello Stretto di Hormuz,  concordano di “collaborare strettamente” sulla libertà di navigazione per le navi in queste acque”. I leader hanno inoltre sottolineato la “necessità di una cooperazione continua di fronte all’escalation della situazione” e hanno concordato di “rimanere in stretto contatto nei prossimi giorni”.

Da Bruxelles il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa  ricorda che “l’Ue è al fianco del popolo iraniano” e sostiene “il suo diritto a vivere in pace e a determinare il proprio futuro. Ma la libertà e i diritti umani non possono essere conquistati con le bombe. Solo il diritto internazionale li tutela”. Ed esorta a una de-escalation perché “proteggere i civili, garantire la sicurezza nucleare e rispettare il diritto internazionale è fondamentale”. Da Parigi il presidente francese Emmanuel Macron convoca per questa sera  una nuova riunione del Consiglio di Difesa e Sicurezza Nazionale

Valentina Innocente

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