US President Donald Trump speaks with members of the US Customs and Border Patrol as he tours the border wall between the United States and Mexico in Calexico, California on April 5, 2019. President Donald Trump landed in California to view newly built fencing on the Mexican border, even as he retreated from a threat to shut the frontier over what he says is an out-of-control influx of migrants and drugs. (Photo by SAUL LOEB / AFP)
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’estensione del cessate il fuoco con l’Iran, in attesa che i leader iraniani presentino una “proposta unitaria”, ma continuerà il blocco dei porti iraniani, giunto ormai alla seconda settimana. Il viaggio del vicepresidente JD Vance in Pakistan per un secondo round di colloqui è stato annullato al momento e sulla questione negoziati regna l’incertezza. L’Iran insiste affinché Trump revochi il blocco prima che Teheran avvii un nuovo ciclo di colloqui.
“Considerato che il governo iraniano – ha detto il repubblicano – è gravemente diviso, cosa che non ci sorprende, e su richiesta di Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato chiesto di sospendere il nostro attacco contro l’Iran fino a quando i loro leader e rappresentanti non saranno in grado di presentare una proposta unitaria. Ho quindi ordinato alle nostre forze armate di continuare il blocco e, sotto tutti gli altri aspetti, di rimanere pronte e operative, e prorogherò quindi il cessate il fuoco fino a quando la loro proposta non sarà presentata e le discussioni non saranno concluse, in un modo o nell’altro”.
Secondo Trump l’Iran desidera la riapertura dello Stretto di Hormuz, perché “sono a corto di soldi, perdono 500 milioni di dollari al giorno. Militari e polizia si lamentano di non essere pagati”. Ma, ha assicurato, “non apriremo lo Stretto finché non avremo un accordo definitivo”.
I Pasdaran intanto hanno sparato contro una nave portacontainer a nord-est dell’Oman, verso lo Stretto di Hormuz, causando gravi danni al ponte di comando. Il comandante della nave ha riferito di essere stato avvicinato da una cannoniera delle Guardie Rivoluzionarie senza alcuna comunicazione via radio VHF, prima che venissero esplosi colpi contro l’imbarcazione a circa 15 miglia nautiche a nord-est dell’Oman.
Oggi il Regno Unito e la Francia riuniranno a Londra i responsabili della pianificazione militare di oltre 30 nazioni per discutere la riapertura dello Stretto di Hormuz. L’obiettivo è quello di fare una ricognizione delle capacità dei rispettivi paesi, delle strutture di comando e controllo, nonché di “come le forze militari possono essere dispiegate nella regione”, ha dichiarato il ministero della Difesa del Regno Unito.
Qualsiasi piano militare elaborato a seguito delle sessioni sarà portato avanti “non appena le condizioni lo permetteranno, in seguito a un accordo di cessate il fuoco duraturo”, ha aggiunto il ministero.
Le sessioni presso il quartier generale congiunto permanente del Regno Unito a Northwood, nella zona nord di Londra, rappresentano l’ultimo passo negli sforzi compiuti da Regno Unito e Francia per formare una coalizione disposta a contribuire alla riapertura dello stretto.
Venerdì scorso il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron hanno ospitato un vertice internazionale virtuale a cui hanno partecipato 51 Paesi, durante il quale hanno confermato la loro intenzione di istituire “una missione multinazionale indipendente e strettamente difensiva”.
“Il compito, oggi e domani, è quello di tradurre il consenso diplomatico in un piano comune per salvaguardare la libertà di navigazione nello Stretto e sostenere un cessate il fuoco duraturo”, ha dichiarato John Healey, ministro della Difesa britannico.
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