In controtendenza con l’aumento generale dei prezzi al consumo, crollano del 30% le quotazioni del grano duro pagate agli agricoltori nell’ultimo anno. E’ quanto ha denunciato la Coldiretti al tavolo sul grano duro del ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare nel sottolineare che “occorre indagare anche sulla base della nuova normativa sulle pratiche sleali”. Le quotazioni del grano sono scese a 38 centesimi di euro al chilo e – sottolinea la Coldiretti – non coprono i costi sostenuti dalle imprese agricole mettendo a rischio la sovranità alimentare del Paese.
Le superfici agricole coltivate a frumento duro, secondo le prime previsioni del Masaf per quest’anno, sono in flessione per un investimento di 1,22 milioni ettari con una riduzione di circa il 2% rispetto all’anno precedente. “Siamo di fronte a manovre speculative con un deciso aumento delle importazioni di grano duro dal Canada dove il grano – precisa la Coldiretti – viene coltivato secondo standard non consentiti in Europa per uso del glifosate nella fase di preraccolta. Occorre invece – continua la Coldiretti – ridurre la dipendenza dall’estero e lavorare da subito per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali”.
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