Il 67% di tutto l’agritech ha come obiettivo la riduzione dell’impatto ambientale dell’agricoltura per preservare le risorse naturali e ripristinare gli ecosistemi. Lo sostiene una recente ricerca dell’Invernizzi Agrilab, il centro di ricerca avanzato sull’agribusiness della Sda Bocconi. Lo riporta Il Sole 24 Ore. Per il direttore dell’Agrilab della Sda Bocconi, Vitaliano Fiorillo, due tecnologie per l’agricoltura avranno un’incidenza maggiore. “Penso per esempio a tutte le tecnologie per l’irrigazione di precisione – spiega – oppure a quelle per la fertilizzazione organica, sempre di precisione. Gli obiettivi di sostenibilità ci impongono una riduzione della chimica in campo: disporre delle tecnologie per iniettare i biofertilizzanti nei primi strati di terreno, ottimizzandone l’uso, sarà sempre più fondamentale. Quanto al fabbisogno idrico, invece, è importante non solo avere gli strumenti per utilizzare meno acqua, ma anche disporre di colture che resistono meglio alla siccità o alle inondazioni, e in questo senso un grande aiuto potrebbe potenzialmente arrivare dalle Ngt, le nuove biotecnologie alternative agli Ogm, una volta che la loro conoscenza verrà approfondita”.
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