L’Italia è esportatore netto di prodotti agroalimentari verso gli Stati Uniti, che nel 2024 sono diventati il secondo mercato di destinazione dell’export agroalimentare italiano dopo la Germania, superando la Francia. È quanto emerge dal Rapporto 2024 sul commercio estero dei prodotti agroalimentari, giunto alla sua 33ª edizione, realizzato dal Centro Crea Politiche e Bioeconomia. Le esportazioni italiane verso gli Usa hanno raggiunto nel 2024 circa 7,9 miliardi di euro (l’11,5% dell’export agroalimentare complessivo), ma con marcate differenze tra i prodotti. Per alcuni prodotti, come sidro e “Pecorino e Fiore Sardo” (per i quali raggiunge circa il 60-70% nel 2024), l’incidenza del mercato statunitense risulta particolarmente elevata. Significativo anche il peso degli Usa sull’export di vino (24%, che supera il 30% per i vini Dop) e di olio extravergine di oliva (superiore al 30%) mentre esso è più contenuto per altri prodotti, come le conserve di pomodoro e il caffè torrefatto (inferiore al 10%). Nel 2024 l’Italia è al primo posto, tra i Paesi dell’UE, come fornitore di prodotti agroalimentari per gli Usa, a conferma del ruolo di partner strategico per il mercato statunitense, con un rafforzamento, negli ultimi anni, della propria posizione competitiva.
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