In Italia per 80 anni la produzione di carne macellata è cresciuta molto lentamente, anche per la diffusione dell’autoconsumo e della vendita diretta, soprattutto di animali da cortile, ed è aumentata a un ritmo molto sostenuto dal Secondo dopoguerra fino alla fine degli anni ’80. In seguito, la produzione di carne bovina, bufalina e ovicaprina è andata riducendosi rapidamente, così come quella di carne suina a partire dal 2011. Secondo Istat, oggi la produzione di carne bovina è diminuita fino ai livelli degli anni ’60, mentre quella di ovicaprini è addirittura inferiore al 1861: considerando l’insieme dei bovini, suini e ovi-caprini, l’Italia oggi è quintultima tra i paesi dell’Unione per numero di capi in rapporto alla popolazione, con circa 32 animali per 100 abitanti (contro circa 100 in Spagna, 50 in Francia e 40 in Germania). La produzione di carne avicola è invece “in continua crescita”, rileva Istat.
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