“Un limitatissimo passo avanti che non salverà l’industria dell’auto europea. Ci vuole ben altro e certo non una massa di algoritmi, parametri coefficienti, crediti, percentuali e oscuri codici di biocarburanti che richiedono interpreti statistici e consulenti legali per capire a cosa si riferiscono e con quali conseguenze sul futuro del settore e dell’intera a manifattura Ue. Deve tornare a essere conveniente produrre e innovare in Europa, questa è la questione centrale che non si affronta”. Così Guido Guidesi, dal 2021 assessore allo Sviluppo economico della Lombardia e dal 1° gennaio presidente dell’Ara, l’alleanza tra le 36 regioni europee dell’automotive. “È un primo passo avanti, vero, che però non cambia l’impostazione con cui la Commissione affronta i temi industriali. Sfido chiunque a dire che cosa si è deciso sull’auto a Bruxelles. Questo è il problema. Sono sempre burocrati e tecnocrati a fare e disfare la politica industriale europea spodestando la politica. Invece è la politica, sono i Governi, l’europarlamento, le regioni che devono intervenire su scelte e indirizzi, dare la linea”, spiega a Il Sole 24 Ore. E ancora: “Le aziende non possono aver bisogno di matematici e consulenti per capire la nuova normativa. Per salvare l’auto devono sparire compensazioni e crediti e coefficienti vari. La mobilità sostenibile in termini economici, ambientali e sociali passa per la piena neutralità tecnologica, che invece non è stata vagliata”.
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