Si è svolto al Mimit un nuovo incontro della Commissione Allerta Rapida, dedicato all’andamento dei prezzi dei carburanti, dell’inflazione e alle possibili ripercussioni dell’escalation delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici, sull’approvvigionamento di materie prime critiche e su altri input strategici per il sistema produttivo, come fertilizzanti, materie plastiche e costi dei noli marittimi.
Nel corso del confronto – alla presenza dei rappresentanti dei Ministeri e delle autorità competenti, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di categoria – è emerso come l’intervento del Governo di riduzione delle accise abbia contribuito a contenere il prezzo della benzina, portandolo a un livello inferiore rispetto alle medie degli anni precedenti: -2 centesimi rispetto al 2025, -10 centesimi rispetto al 2024, -15 centesimi rispetto al 2023 e -9 centesimi rispetto al 2022. Ribasso rispetto ai livelli registrati nelle scorse settimane anche per il gasolio, carburante maggiormente utilizzato per il trasporto delle merci e quindi con un impatto diretto sui costi dei beni e sull’inflazione, per il quale si stanno registrando le principali tensioni sui mercati internazionali, anche alla luce delle aspettative di breve periodo sull’evoluzione dei prezzi. Peraltro, proprio per prevenire effetti inflattivi sul trasporto delle merci, il decreto-legge approvato in Cdm ha introdotto uno specifico credito d’imposta.
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