“Osserviamo cambiamenti asimmetrici ed eterogenei nell’inflazione complessiva dell’area euro a seguito di shock meteorologici nei singoli paesi. In estate, l’inflazione risponde costantemente agli shock termici aumentando nei primi mesi successivi allo shock, e la risposta è significativa quando gli shock si verificano in Italia e Spagna. Tuttavia, l’inflazione complessiva dell’area dell’euro potrebbe viceversa diminuire quando gli shock termici si materializzano in altre stagioni dell’anno, a seconda di dove e quando si verificano gli shock”. E’ quanto si legge in uno studio della Bce a cura di Di Matteo Ciccarelli , Friderike Kuik e Catalina Martínez Hernández.
“I nostri risultati hanno implicazioni per la stabilità dei prezzi e il lavoro delle banche centrali: poiché il cambiamento climatico comporta shock meteorologici più frequenti e più gravi, la volatilità e l’eterogeneità dell’inflazione potrebbero aumentare e le estati più calde potrebbero comportare pressioni al rialzo più frequenti e persistenti sull’inflazione. Un aumento della volatilità dell’inflazione – conclude l’analisi – è supportato dai nostri risultati di risposte asimmetriche ed eterogenee dei tassi di inflazione nell’area dell’euro agli shock termici. Con l’avanzare del cambiamento climatico, si prevede che tali effetti si verificheranno più spesso in futuro”.
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