La Coppa del Mondo 2026 di calcio potrebbe generare fino a 7,8 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Un livello che, complice l’allargamento del torneo a 48 squadre e la distribuzione delle partite su un’area geografica molto più ampia nel Nord America, risulterebbe più che doppio rispetto a Qatar 2022. Lo rileva la piattaforma di carbon accounting Greenly, che misura l’impronta di carbonio del più grande evento sportivo dell’anno, a livello globale. Gli analisti ricordano che per la prima volta la competizione si espande a 48 squadre e 104 partite, +63% rispetto al 2022, distribuite in 16 città tra Stati Uniti, Canada e Messico. Sono già stati venduti oltre 5 milioni di biglietti, su un totale previsto di circa 6 milioni. “La questione più importante riguarda la struttura di queste emissioni”, spiega il report di Greenly. Il Qatar ha costruito 7 nuovi stadi da zero, generando enormi emissioni iniziali legate alle infrastrutture. Il torneo del 2026 utilizzerà stadi Nfl già esistenti, quindi le infrastrutture rappresentano solo il 3% del totale. Al contrario, gli spostamenti degli spettatori costituiscono circa l’87% dell’impronta di carbonio complessiva, poiché i tifosi si recano in tre paesi sparsi per un intero continente per partecipare a un torneo, e le distanze medie percorse sono notevolmente superiori rispetto a quelle in Qatar.
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