Dopo la stabilizzazione registrata nei due mesi precedenti, il prezzo dei beni alimentari è cresciuto dello 0,4% ad agosto; l’aumento è pari all’1,4% rispetto ad inizio d’anno e al 4% rispetto ad agosto 2024 (+3,7% in luglio). Tale dinamica ha riflesso il forte aumento degli alimentari lavorati (+0,7%; +0,3% nel mese precedente) in presenza di una lieve flessione di prezzo di quelli non lavorati (-0,1%; -0,6% a luglio). Lo segnala Istat nella nota di andamento dell’economia italiana. In conseguenza della forte impennata registrata tra la fine del 2021 e i primi mesi del 2023 e al successivo perdurare di una significativa, seppure più moderata, tendenza alla crescita (fenomeni che hanno riguardato l’intera Europa), i prezzi al consumo (indice armonizzato) dei beni alimentari (cibo e bevande non alcoliche) risultano in Italia avere raggiunto a luglio 2025 (ultimo dato disponibile) un livello più elevato del 30,1% rispetto a quello medio del 2019. Nel confronto europeo, tuttavia, tale dinamica appare sensibilmente più contenuta sia rispetto alla media Ue27 (+39,2%) sia, tra gli altri principali paesi, rispetto a Germania (+40,3%) e Spagna (+38,2%); nello stesso periodo l’aumento in Francia è stato invece relativamente minore (+27,5%).
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