“Un dazio universale del 10% su tutti i beni manifatturieri importati dall’Europa è lo scenario ragionevolmente migliore” che ci possiamo aspettare dalla partita tra Washington e Bruxelles sulle tariffe doganali. Così Sylvain Broyer, il capo economista per l’Europa e il Mediterraneo dell’agenzia di rating S&P. In una intervista a Repubblica ammette però che c’è ancora molta incertezza: “Finora i progressi sono stati limitati, data la complessità delle questioni sul tavolo, che includono i dazi, ma anche imposte extraterritoriali e aspetti regolamentari. Non sarebbe affatto sorprendente se non si arrivasse a un’intesa entro la scadenza del 9 luglio. L’Ue punta a un accordo di libero scambio, mentre gli Usa sembrano meno interessati a un’intesa così ampia”. E ancora sullo scenrario al 10%: “Potremmo rivedere moderatamente la rialzo le nostre previsioni di crescita dello 0,1% per l’anno prossimo, di più se l’incertezza si dissolvesse rapidamente. Tuttavia, qualsiasi accordo potrebbe incontrare sfide e dover essere rinegoziato”.
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