“Non c’è Paese che abbia ottenuto condizioni migliori del 15%. In quel salottino in Scozia, Ursula è stata la vera vincente. Lasciava che Trump compisse la sceneggiata del vincitore e intanto ha incassato un risultato che nelle condizioni date è il meno dannoso possibile. C’è da completare il puzzle dei dettagli, ma per ora l’Ue può tirare un sospiro di sollievo”. Lo dice a Repubblica Lorenzo Codogno, capo-economista del Tesoro dal 2006 al 2015, secondo il quale “i dazi li pagano quasi per intero i consumatori americani. Sono una misura autolesionistica e solo Trump non l’ha capito.
Purtroppo non è un problema solo suo, perché il danno all’economia mondiale esiste. Ma se il quadro non cambia l’Europa è nelle condizioni di riassorbirlo in tempi rapidi e in termini relativi è penalizzata meno”. Per Codogno il Pil italiano “sarà più piccolo per lo 0,25% quest’anno e il prossimo, una quota che non si recupererà più. Ma della performance futura fa parte un’infinità di fattori e magari si compenserà altrimenti. Niente panico”. Anzi, avverte, dare sussidi alle imprese “sarebbe una follia, un errore gravissimo. Mi preoccupa che da Giorgia Meloni e dagli altri leader europei non sia ancora uscita una voce forte per dire che i dazi fanno parte del rischio d’impresa. Non potete pretendere che i contribuenti paghino per tutte le insidie dello scenario internazionale. Sarebbe un trasferimento a favore dei consumatori americani e un regalo alle politiche scellerate di Trump”.
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