Nella prima metà del 2025 il ciclo internazionale ha evidenziato segnali di resilienza. I flussi commerciali, in previsione dell’annunciato incremento dei dazi, sono stati particolarmente intensi. Le aliquote medie effettive, una volta definito il quadro tariffario da parte della amministrazione statunitense, sono risultate tuttavia inferiori rispetto a quanto previsto. Lo segnala l’Istat nella sua nota di andamento dell’economia. Nello stesso periodo, spiega l’istituto di statistica, le condizioni finanziarie sono migliorate e si è ridotta la volatilità sui mercati azionari. Sulla base di questi elementi, il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo le proprie stime sulla crescita mondiale: il Pil aumenterebbe del 3,0% nel 2025 (+0,2% rispetto alle previsioni di aprile) e del 3,1% (+0,1%) nel 2026.
“L’incertezza, tuttavia, continua a caratterizzare l’evoluzione del ciclo economico mondiale per i prossimi mesi”, si spiega. Gli scambi internazionali di merci in volume, dopo il decremento di maggio (-0,4% rispetto al mese precedente) hanno evidenziato una nuova contrazione in giugno (-0,3%). Per quanto riguarda le importazioni, si evidenzia un forte calo per gli Stati Uniti (-4,5% su base congiunturale, dopo il +0,3% e il -20%, rispettivamente di maggio e aprile).
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