Nel primo semestre la produzione metalmeccanica è diminuita in media del 4,3% rispetto al primo semestre 2024, con una perdita più marcata rispetto al comparto industriale nel suo complesso (-2,8%). Come riprota il Sole 24 Ore, molta responsabilità di questa flessione ce l’ha l’export metalmeccanico/meccatronico che nei primi sei mesi è diminuito dello 0,5% nel confronto tendenziale (-0,4% verso i paesi UE e -0,6% verso i mercati extracomunitari). Su questo dato incide l’incertezza, conseguenza dei dazi più volte annunciati nel primo semestre, considerando che tra gennaio e giugno il calo dei flussi verso gli Usa (che rappresentano oltre il 10% dell’export) è stato del 6,1%. “La nostra industria è a vocazione esportatrice – ha ricordato la vicepresidente di Federmeccanica Alessia Miotto -, non si può pensare di cambiare pelle puntando sulla domanda interna, trovare altri mercati di sbocco non è di facile realizzazione in tempi brevi. Il rischio concreto è di perdere una buona parte della nostra industria metalmeccanica, con intere filiere. Serve una politica industriale di lungo periodo, non misure a rubinetto”.
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