“Gli Stati Uniti fanno finalmente i conti con la realtà: la politica dei dazi non aveva senso ed era paurosamente costosa. È anche il ritorno a un sano multilateralismo”. Così Jeffrey Sachs, economista della Columbia University e consulente degli ultimi tre segretari generali dell’Onu. La svolta di Ginevra è merito “per intero alla competenza e alla razionalità di Scott Bessent”, sottolinea a Repubblica. “Il segretario al Tesoro, passo dopo passo, è riuscito nell’impresa di convincere un tipo coriaceo come Trump che l’America non ha tutte le carte in mano, non può giocare da padrone indiscusso del mondo e seguire pazzi fanatici come Navarro o Lutnick – prosegue-. È una ritirata epocale, che va perfino al di là della questione dei dazi cinesi: Trump ora è chiamato ad applicare lo stesso realismo nei suoi rapporti con la Russia, l’Iran, il mondo arabo e la stessa Cina in senso più ampio. A Ginevra, luogo non casuale, si è segnato il primo passo verso la normalità dei rapporti multilaterali, direi verso la normalità tout court”.
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